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Aziende e strategie

UPS, dal vulcano al furgone

Scritto da

Federica Lugaresi

il 10 Luglio 2019

L’e-commerce esplode e offre nuove opportunità di mercato alle piccole e piccolissime aziende che, anche senza GDO, possono spedire direttamente in Italia e nel mondo. Il caso delle bottiglie siciliane che partono dall’Etna

 

In Italia e nel mondo, l’e-commerce cresce e crescerà ancora con una media di 1 o 2 punti percentuali all’anno (3% per l’Italia). Il 95% dei consumatori globali connessi a Internet ha già compiuto almeno un acquisto online, il settore eGrocery (largo consumo online) ha guadagnato 70 miliardi di dollari negli ultimi due anni. Tutto questo rappresenta una nuova sfida per il settore trasporto e logistica del retail e accorciare le distanze con servizi mirati ed efficienti può essere un volano di crescita per l’export delle eccellenze italiane, come il vino.


Secondo l’ultimo “Nielsen Connected Commerce Report” i settori trainanti delle vendite online sono stati e sono i viaggi, i libri e la musica, la moda, i prodotti di bellezza e l’elettronica. Queste sono le tipiche categorie del primo acquisto in rete ma, nella misura in cui si consolidano familiarità, abitudine e fiducia, il ventaglio di tipologie di prodotti si amplia. Tra i settori in crescita, nel mondo, (+6% nel 2018) c’è quello del vino, uno dei prodotti simbolo del made in Italy di qualità, che di certo non si può copiare e nemmeno imitare. Si tratta di un mondo complesso, dalle mille sfaccettature, ma possiamo dire in generale che al suo interno sta vivendo una stagione di rinnovamento e di grande crescita qualitativa fatta anche di piccole e piccolissime realtà.


Il caso dei vini dell’Etna


Prendiamo, ad esempio, il territorio etneo dove, da una decina d’anni o poco più, un manipolo di produttori illuminati ha avviato un percorso di sviluppo e valorizzazione dei vitigni autoctoni. Oggi abbiamo un centinaio di piccole cantine e due denominazioni certificate, l’Etna DOC e l’Etna Bianco Superiore DOC. In meno di sei anni la vendita di Etna Doc è triplicata. Molte di queste etichette non passano nella grande distribuzione, partono dalle pendici del vulcano e raggiungono direttamente le case, i ristoranti o le enoteche attraverso i corrieri.


Per capire meglio la logistica di questi piccoli e preziosissimi colli abbiamo visitato alcune aziende vinicole etnee che sono servite o stanno per essere servite da UPS con il partner siciliano Randazzo. In questo territorio, infatti, è evidente lo sforzo del corriere per raccogliere più cantine possibile e, quindi, ottimizzare i carichi sulla singola categoria merceologica.


Come nasce la vendita online del vino?


La vendita attraverso l’e-commerce, negli ultimi anni, per noi è cresciuta in maniera esponenziale – ci ha confermato Francesco Raciti, uno dei titolari dell’azienda Gambino Vini, cliente UPSIl traino inizialmente è stato l’enoturismo: era chi veniva a visitarci che una volta tornato a casa poi continuava ad acquistare a distanza”. Questo è ancora un input importante che si è sviluppato nel territorio etneo grazie a iniziative come Etna Wine Lab che organizza tour guidati delle cantine sul vulcano.


Nel tempo, però, abbiamo iniziato a ricevere ordini online anche da chi ci aveva conosciuto con il passaparola, gli amici e i conoscenti dei turisti che ci avevano visitato” ha proseguito Raciti. Un volume di vendite che ha reso necessario strutturare il servizio di spedizione in modo più organico, spedire all’estero non è così semplice con tutte le normative legate all’export e alle dogane.


Il corriere che non ti aspetti


Solitamente, si prepara il pacco e si chiama il corriere che dopo un po’ viene a ritirarlo e lo porta dove lo deve portare, punto. Nel caso specifico del settore vinicolo, visto il trend di crescita, UPS fornisce un servizio di consulenza specializzato e basato su una stretta collaborazione con il cliente. C’è una “Guida UPS per spedizioni internazionali di bevande alcoliche” che riassume tutti i servizi e le tecnologie a disposizione degli operatori del settore, ma il supporto dei consulenti UPS è fatto quasi “su misura”. Insomma, non si tratta solo di fredda tecnologia, per quanto abbiamo potuto vedere. “UPS può essere di supporto anche per il piccolo produttore che non è organizzato a livello distributivo, ai rifornimenti del canale Horeca o ad altre spedizioni di piccola entità, come le campionature” ci ha spiegato Lotta Vikman, Retail Segment Marketing Manager di UPS, ricordando poi che “I mercati esteri sono un punto di sbocco naturale per la creatività italiana in bottiglia. Gli Stati Uniti sono in testa alla lista dei Paesi importatori con il 25%, seguono il Regno Unito (15%) e la Germania (14%). I primi 10 Paesi nella classifica (Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Canada, Svizzera, Giappone, Svezia, Francia, Paesi Bassi, Danimarca) rappresentano il 79% del fatturato totale delle esportazioni di vino italiano imbottigliato”.


Procedure semplificate e tracciabilità


Per non perdere tutte queste importanti opportunità, abbiamo sviluppato appositamente per produttori, enoteche, agriturismi e negozi gourmet italiani una specifica soluzione di spedizione vino business-to-consumer. – ha proseguito Vikman – Il nuovo servizio offre ai nostri clienti maggiori opportunità di cogliere i vantaggi di questo segmento chiave del mercato retail del vino, offrendo ai consumatori scelta e comodità”.


Una volta ricevuto l’ordine, il gestionale UPS WorldShip consente al produttore di semplificare la conformità commerciale della spedizione e migliorare l’esperienza di consegna, le procedure sono più snelle e il pacco è tracciabile. Tra i servizi dedicati, c’è anche una specifica assicurazione “Customized Declared Value” (valore dichiarato personalizzato) che protegge le spedizioni che contengono vino e alcolici fino a coprire l’intero valore al dettaglio della merce. Sono incluse le perdite associate a rottura e a problemi di temperatura, come la pressione sul tappo di sughero e le infiltrazioni.


L’importanza dell’imballaggio


UPS spedisce esclusivamente bevande che hanno un contenuto alcolico inferiore al 70% in volume, in contenitori di massimo 5 litri. “Tra i nostri servizi, abbiamo anche imballi specifici per garantire l’integrità del prodotto – puntualizza la manager della multinazionale – Per tutte le destinazioni, garantiamo un packaging certificato e sicuro, studiato appositamente per il trasporto delle bottiglie di vino (da 1, fino a 12 bottiglie per i vini fermi e da 1 a 6 bottiglie per vini frizzanti), ordinabile attraverso il nostro call center. Esiste inoltre la possibilità di far certificare il proprio packaging attraverso lo UPS Packaging Test Lab, o di utilizzare fornitori di packaging certificati da UPS. Gli imballaggi sono riciclabili e riutilizzabili, e sono stati sottoposti a test rigorosi (certificati ISO 22248)”.


Una volta preparati la documentazione e l’imballaggio – allora sì – le bottiglie di vino sono pronte per essere caricate sul furgone e cominciare il viaggio verso la tavola.


 


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