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Camion elettrici: in Europa servono colonnine per il rifornimento

Scritto da

Valeria Di Rosa

il 8 Aprile 2020

L’ACEA, l’Associazione Europea fra Costruttori di Autoveicoli, ha diffuso i nuovi dati sul numero di punti di ricarica e stazioni di rifornimento di carburante necessari per i camion a zero e basse emissioni necessari per raggiungere gli obiettivi di riduzione delle emissioni di CO2 per i veicoli pesanti previsti per il 2025 e per il 2030.

Il segmento elettrico è quello che registra i numeri più bassi e la crisi economica del momento mette in dubbio l’obiettivo dei 90mila punti di ricarica in Europa nei prossimi 10 anni.


Per centrare gli obiettivi si è calcolato che, per il 2030, i camion circolanti a batteria dovrebbero essere circa 200mila. Nel 2019 ne son stati venduti 700 quindi serve una crescita di ben 28 volte in soli 10 anni. L’ostacolo principale allo sviluppo di questo mercato resta l’infrastruttura di ricarica.


Per ACEA una fitta rete di infrastrutture per camion a propulsione alternativa è un requisito indispensabile per ottenere un trasporto merci su strada ecologico. E visto che i veicoli pesanti non possono utilizzare la stessa rete che si sta sviluppando per le auto c’è bisogno che L’UE introduca impegni vincolanti dalla Direttiva sulle infrastrutture per i carburanti alternativi per la creazione di almeno 37mila punti di ricarica, 50 stazioni di rifornimento di idrogeno e 750 stazioni di GNL adatte per veicoli pesanti già entro il 2025.


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