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Ruote commerciali

Porter, il microtruck!

Scritto da

Luca Barassi

il 30 marzo 2009


Il commerciale della Piaggio è un veicolo votato all’efficienza e alla razionalità degli spazi, nelle sue ridotte dimensioni trova posto tutto ciò che è essenziale e  funzionale a mantenere elevata la capacità a fronte di ingombri così ridotti da essere ideali per i nostri affollati centri storici


 


La sensazione che il Porter della Piaggio suscita subito è quella della simpatia. Infatti, salta all'occhio il suo look estremamente improntato alla schiettezza e all'utilità di utilizzo. E, se vogliamo, un po' retrò. Ma ancora di più si notano immediatamente le sue dimensioni a dir poco minuscole. Anzi, sono quasi lillipuziane. D'altra parte il Porter nasce proprio figlio di questa filosofia: è un veicolo piccolo, estremamente comodo da utilizzare nei centri urbani con strade di ridotte dimensioni e del tutto dedicato a coniugare i pochi centimetri a disposizione della sua scocca con una portata di tutto rispetto. E la Piaggio ha mantenuto fede a questo comandamento. Infatti il Porter misura, indipendentemente dalle versioni, meno di 3,4 m di lunghezza e di 1,4 m di larghezza. Ma quello che appare stupefacente di questo piccolo veicolo è la portata, infatti il Porter può avere una massa complessiva di 1,5 t, ma con un peso del veicolo che, secondo gli allestimenti, va da 790 a 915 kg. La portata utile, quindi, oscilla intorno ai 650 kg. Forse anche troppo in termini di peso per un mezzo di queste dimensioni che, normalmente, viene utilizzato per trasportare materiali magari voluminosi, ma leggeri. Ed è proprio questo un altro punto di forza del piccolo della Piaggio, infatti sia nella versione furgonata che in quella a pianale, la possibilità di stipare oggetti è di immediata percezione.


 


L’Heavy Test


Ma per vedere bene di che razza è il Porter abbiamo effettuato una lunga e approfondita prova di uno di questi veicoli, scegliendo la versione a pianale e, udite udite, motorizzata con la doppia alimentazione. Cioè a benzina e a GPL.


E i risultati sono stati sorprendenti, come leggerete nelle prossime pagine.


Ma, come è nostro costume, abbiamo anche valutato l'insieme del veicolo con un’acidità di giudizio propria delle suocere dei film anni ‘60. Insomma, abbiamo cercato il pelo nell’uovo perché, come tante volte abbiamo sostenuto, un veicolo commerciale parla di sé quando si giudica la portata  e le dimensioni del vano di carico, ma chi lo utilizza parla di lui quando giudica il comfort e la vivibilità in funzione delle tante e tante ore che passa a bordo. Quindi, giusto per smorzare gli entusiasmi del costruttore, cominciamo con quello che abbiamo giudicato poco all'altezza dei tempi.


 


Pochi difetti concentrati nella cabina


La cabina è tutta improntata ad un mondo che ormai non c'è più. I veicoli commerciali, oggi, tendono ad essere dei piccoli salotti viaggianti. Porter, no. Porter è estremamente spartano anche se, dobbiamo ammetterlo, molto razionale. La plancia ed il quadro strumenti hanno un look che in qualche modo ci ricorda le Fiat 127.


In particolare lo spazioso portaoggetti sul cruscotto ha un difetto fondamentale: la sponda di ritenuta è troppo bassa quindi, nel corso delle accelerazioni un po' garibaldine, non è inconsueto vedersi proiettare adosso bollettari, cellulari, pacchetti di sigarette (per i viziosi) e, magari, la bottiglietta d'acqua che spesso gli autisti portano con sé.


Eppure basterebbe alzare il gradino o semplicemente applicare una di quelle sponde supplementari di una volta ai margini del portaoggetti. Se valutiamo il quadro strumenti, poi, non possiamo non rilevare che la luce quadro è talmente fioca da far vedere malamente gli strumenti stessi quando il sole va a dormire. E, come se non bastasse, manca una spia luminosa che informi che le luci sono accese. Meno male che non manca il cicalino di avviso che ha il compito di ricordare all'autista di spegnere tutto, per evitare di rimanere senza… batteria.


Ma il brontolio continua:  il comando dell'alimentazione, cioè quello che governa il passaggio da benzina a GPL, è posto in una posizione appositamente studiata per torturare chi guida. Infatti è in basso a sinistra e, oltretutto, le importanti spie (che segnalano il tipo di alimentazione in funzione e la riserva di gas) non si vedono assolutamente. A meno che l'autista non faccia delle flessioni in avanti per guardare. Ma non si poteva metterlo un po' più alto?


Tornando agli strumenti abbiamo notato delle forti crisi di identità da parte dell’indicatore del serbatoio benzina. Si tratta di uno strumento particolarmente ansioso che continua a segnalare la riserva quando, invece, nel serbatoio la benzina non manca. Anche la leva del cambio, secondo noi, meriterebbe una rivisitazione.


Infatti ci sembra un po' troppo lunga e questo provoca un’eccessiva escursione della mano, specialmente nei passaggi seconda-terza e quarta-quinta. Crediamo che qualche centimetro di meno sarebbe opportuno e preserverebbe l'autista da un’eventuale tunnel carpale alla mano destra. L'impianto di climatizzazione ha una mandata d’aria ampiamente sufficiente, ma il rubinetto che regola la funzione caldo-freddo si è rivelato poco modulabile, creando dei climi equatoriali quando non c'era bisogno o delle temperature da deserto polare quando sarebbe stato necessario l'arrivo di un po' di aria tiepida. Va detto, però, che pian piano con l'utilizzo cresce la confidenza e, alla fine, si riesce ad ottenere un ambiente interno confortevole.


Ultimo neo: i guidatori di alta statura faranno un po' di fatica in più per guidare il Porter. Infatti il pedale della frizione, quello più usato visto l'utilizzo cittadino di questo mezzo, è posto in una posizione un po' troppo verticale, il che obbliga la gamba sinistra a lavorare in modo – a volte – un po' innaturale. Ma questo, presumiamo, derivi dal posizionamento della cabina in avanti al fine di ottenere il massimo della trasportabilità da parte del veicolo che, ricordiamolo, a differenza della Bentley GT, nasce per lavorare e non per fare piacevoli e comodi viaggi sull'autostrada che porta a Montecarlo.


Insomma, una raffica di difetti. Ma tutti di piccola entità e, in futuro, certamente correggibili da parte del costruttore, con uno sforzo non eccessivo. In compenso, una serie infinita di pregi.


 


Eccellente tenuta di strada


Iniziamo con la tenuta di strada: sarà pure vecchio stile, il Porter, ma messo alla frusta, anche sotto le piogge torrenziali degli ultimi mesi, ha fatto vedere che è stato pensato per un guidatore, come dire, un po' nervoso.


L'assetto del ponte posteriore, anche a veicolo vuoto, è sempre ottimo e la trazione non manca praticamente mai. Addirittura si potrebbe dire che la parte telaistica potrebbe facilmente sopportare un propulsore di potenza superiore, senza soffrire alcunché dal punto di vista della tenuta.


Molto bene, anche la precisione dell'avantreno, complice un'ottima e rapida scatola guida. Con il Porter, viste anche le minuscole dimensioni, ci si inserisce in curva (e magari nella controcurva) impostando all’inizio una traiettoria che poi difficilmente rivela la necessità di essere corretta. E non aspettatevi scodate, lo spostamento della massa da una parte all'altra, è sempre contenuto dalle sospensioni e comunque sufficiente per evitare qualunque tipo di sbandata. Come abbiamo detto e nonostante le ruote “spingano” dal posteriore, abbiamo sempre rilevato un'ottima motricità.  Addirittura ci è toccato un lungo percorso cittadino sulla neve (a veicolo scarico).


In questa situazione le ruote si sono sempre date un sacco da fare e di slittate, per la verità, ne abbiamo viste e sentite veramente poche. E comunque sempre assolutamente correggibili con un allentamento di pressione sull'acceleratore.


 


Propulsore brillante


E che dire del motore? L'unico aggettivo che ci viene in mente è brillante.


Si tratta, infatti, di un propulsore di 1.3 litri a quattro cilindri, quattro valvole per cilindro e doppio albero a camme in testa. Un'unità che già con i suoi dati tecnici la dice lunga sull'impronta sportiva, che in qualche modo vuole avere. Non per nulla  eroga ben 46,8 Kw e dispone di un'ottima coppia che marca il valore di 99 Nm a 2.800 giri. Coppia che poi si traduce in un buon tiro anche ai bassi regimi ed, anche, in un notevole calo del numero dei cambi o scalate di marcia necessari a procedere nel traffico. Fra l’altro l’ottima coppia si è messa in luce anche nel corso di alcuni percorsi in salita dove il Porter si è districato alla grande, senza bisogno di massacrare l'autista con continui interventi sul cambio.


Ma, come già detto, per questa prova abbiamo scelto la versione bi-fuel, effettuando però un approfondito test del veicolo utilizzando quasi esclusivamente l’alimentazione a Gpl. Crediamo, infatti, che l'acquirente medio di un veicolo del genere sia particolarmente sensibile alle problematiche economiche. Per questo, dopo aver sopportato il maggiore investimento per l'acquisto del veicolo a doppia alimentazione, sarà ben motivato ad utilizzarlo prevalentemente a gas.


Infatti, il Gpl è certamente uno strumento particolarmente utile per contenere al massimo i costi di esercizio, per non parlare poi della possibilità di accedere ai centri urbani, in virtù del tipo di alimentazione particolarmente ecologica.


Per rendersi conto dell’economicità di questo piccolo (grande) trasportatore rimandiamo il lettore al box che si riferisce proprio ai consumi. Ma qualcosa va detto sulla differenza di guida che si nota tra i due differenti tipi di alimentazione. Per dirla in breve: praticamente nulla.


 


Nessun calo di prestazione con il Gpl


A differenza di quanto avveniva una volta con i veicoli alimentati a Gpl, dove man mano che la pressione della bombola calava, di conserva calavano le prestazioni, l'alimentazione Gpl di ultima generazione, ricca di controlli elettronici, è certamente diventata un qualche cosa che fa poco rimpiangere la benzina.


Noi, nel corso del nostro test, in piena marcia abbiamo più volte provato a passare da benzina a Gpl e viceversa. Ma il calo di prestazioni è stato talmente ridotto da poter essere avvertito solamente da persone… con l'orecchio fino. In particolare è da apprezzare che la brillantezza del motore e la sua ottima capacità di prendere giri, pur con alimentazione a gas, rimane praticamente inalterata.


È importante, però, ricordare che (in modo automatico) l’avviamento del motore avviene sempre a benzina. Quindi, il serbatoio del carburante deve essere sempre provvisto, altrimenti si rischia di restare a piedi! Per concludere: Porter è un veicolo unico.


Certamente robusto, capace di ottime prestazioni e con un'elevata possibilità di sfruttamento lavorativo, complice la capacità di carico di tutto rispetto. In più le sue dimensioni lo rendono ancora più unico per manovrare, con l'ausilio di un raggio di sterzata assolutamente inimitabile, all'interno dei centri storici o comunque delle strade di piccole dimensioni.


Non bisogna, però, chiedergli troppo in termini di comfort. La cabina è spartana e, questo, certamente è un po' voluto. Specie per contenere i costi di produzione e renderlo competitivo. Però, con poca spesa, qualche modifica andrebbe fatta. Tutto sommato, servirebbe ad invogliare ancora di più la sua potenziale clientela.



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