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Ruote Industriali

La distribuzione secondo Mercedes

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 11 dicembre 2012

La gamma Mercedes per la distribuzione è sicuramente tra le più complete ed articolate del mercato. Una gamma che parte dal piccolo Citan per passare al Vito, allo Sprinter, al Vario, all’Atego fino al nuovo Antos, senza dimenticare il Fuso Canter, coprendo un ampio ventaglio di PTT (da 1,8 a 26 tonnellate), potenze comprese tra 75 e 510 CV (da 55 a 375 kW), cambi manuali a 5 marce, automatici a 7 marce e completamente automatizzati a 12 marce, propulsioni diesel, ibride o elettriche. Insomma un’offerta talmente ampia da soddisfare qualsiasi esigenza nella distribuzione leggera e pesante con un’infinità di versioni e proposte. Ancora di più oggi che ha fatto il suo debutto l’Antos, la prima serie di autocarri specializzati nella distribuzione pesante. Caratterizzati dalla massima flessibilità, questa serie di veicoli con PTT da 18 a 26 tonnellate e complessivi di 40 tonnellate, si presenta anche con le versioni super specializzate Loader e Volumer. Un’ampia scelta di motori BlueTec Euro 6 con filtro antiparticolato, cambio automatizzato su tutti i modelli e una cabina di guida ergonomica. Nella progettazione dell’Antos i tecnici della Mercedes hanno ovviamente tenuto nella massima considerazione le tipiche esigenze della distribuzione pesante, un particolare tipo di servizio in cui sono assolutamente indispensabili doti di visibilità, facilità di guida e di accesso, parsimoniosità nei consumi ed emissioni contenute e, in considerazione delle forti differenze topografiche tra gli itinerari e le diverse tipologie di carico, hanno messo a disposizione una gamma di motori ad ampio spettro di potenza. Fortemente ispirato al nuovo Actros, l’Antos si presenta con tratti originali e personali. La sua cabina si rifà all’Actros da 2,3 metri di larghezza e alla cabina ClassicSpace con guida ribassata, che assicura una eccellente visibilità, particolarmente apprezzabile in ambito urbano, e facilità di accesso con i 3 gradini.


PIÙ AERODINAMICA, MENO CARBURANTE


Il livello dell’aerodinamica è analogo a quello dell’Actros anche perché questa influisce considerevolmente sui consumi; per tale ragione il veicolo dispone di deflettori laterali e di uno specifico spoiler tridimensionale sul tetto; il prolungamento delle porte verso il basso (opzionale) assicura maggiore sicurezza e migliora l’aerodinamica. Sulle versioni con tunnel motore basso è disponibile un’apertura a feritoie variabile del radiatore che si apre solo all’occorrenza per lasciare entrare l’aria di raffreddamento; anche il paraspruzzi è stato ottimizzato nella galleria del vento, mentre il rivestimento sottoscocca convoglia il vento di marcia al di sotto del veicolo praticamente senza turbolenze. Nei test effettuati nella galleria del vento sono anche stati affrontati gli aspetti pratici del lavoro quotidiano dell’autista, come il contenimento del fruscio aerodinamico e della tendenza all’imbrattamento. Tre le cabine disponibili per l’Antos, la ClassicSpace in versione corta (S) e medio-lunga (M) che, a richiesta, può essere fornita con cuccetta ribaltabile; quest’ultima è anche proposta in versione CompactSpace particolarmente bassa, ideale per gli allestimenti con un gruppo frigorifero sulla parete anteriore o per le bisarche. Per le versioni con tunnel motore basso, l’altezza dei gradini segue lo schema 370/370/170 mm, mentre sui veicoli con tunnel motore più alto e pianale cabina basso le misure hanno uno schema di 320/295/320 mm, ideale per frequenti punti di carico e scarico della merce.


TUTTO A PORTATA DI MANO


Il posto di guida è di eccellente livello, con volante multifunzione (ad escursione regolabile) e ampie regolazioni del sedile. La plancia ha una sagoma arcuata orientata verso il conducente, comandi ergonomici, strumenti ben visibili e interruttori perfettamente a portata di mano. In cabina vi sono numerosi vani per oggetti di grandi e piccole dimensioni; la dotazione comprende anche ripiani sulla plancia e sul modulo centrale, portabevande nella consolle, posacenere, vaschette per oggetti di piccole dimensioni, vani portaoggetti aperti sopra il parabrezza (a richiesta, chiusi) e ampie tasche nelle porte, anche con portabevande. La cabina M dispone inoltre di alcuni vani supplementari nelle fiancate a valle delle porte e di una barra portabiti sulla parete posteriore. Dietro ai sedili vi sono vani di stivaggio per i bagagli con un volume da 62 a 73 litri, secondo la posizione e la versione di tunnel motore scelta.


TANTI MOTORI PULITI


Decisamente ampia anche l’offerta di motori BlueEfficiency Power, con 3 moderni 6 cilindri in linea Euro 6 di 7,7 – 10,7 e 12,8 litri, con potenze che vanno da 175 kW (238 CV) per gli impieghi più leggeri senza rimorchio, fino ai 375 kW (510 CV) per gli autotreni e gli autoarticolati. Particolarmente interessante è il nuovo motore OM 936 che vanta una pressione di iniezione massima di 2.400 bar del sistema di iniezione common rail, l’albero a camme di scarico a fasatura variabile,  la testata cilindri a flusso trasversale con quattro valvole che consente di contenere le perdite fluidodinamiche. Grazie alla disposizione adottata per i due alberi a camme in testa si è potuto ottenere una bassa altezza di ingombro, e conseguentemente bassi tunnel motore. La sovralimentazione è affidata (fino alla versione da 220 kW) ad un turbocompressore a gas di scarico asimmetrico a doppia turbina; per le due classi più potenti è stata invece adottata la sovralimentazione a doppio stadio con due turbocompressori. Oltre che per i dati nominali, i nuovi motori risultano eccellenti anche in termini di guidabilità con il 90% circa della potenza massima disponibile già a 1; la coppia massima è sempre disponibile senza flessioni nella fascia compresa tra i 1200 e i 1600 giri/min., ma anche sotto i 1000 giri/min. c’è una grande potenza. Eccellente anche il freno motore che nella versione di serie arriva a 235 kW (320 CV) mentre nella versione Premium sale a 300 kW (408 CV).


L’OM 470 da 10,7 litri, motore derivato dalla serie OM 471, dispone del sistema di iniezione X-PULSE. Questo parsimonioso motore compatto Euro 6, che ha un peso di soli 990 kg, eroga il 95% della coppia massima (che rimane costante) nella fascia compresa tra 1100 giri/min. e 1400 giri/min. In quanto a robustezza l’OM 470 non ha nulla da invidiare al fratello maggiore OM 471. Il suo basamento è in una speciale lega a base di ghisa grigia, mentre la testata cilindri è in ghisa grigia con grafite vermiculare (GGV), e pistoni in acciaio, per una maggior longevità e capacità di sopportare pressioni di accensione superiori ai 200 bar. Una caratteristica importante di questo motore è il sistema di iniezione common rail X-PULSE a gestione completamente elettronica con amplificatore di pressione; la pressione generata nel rail comune arriva ad un livello massimo di 900 bar ma viene amplificata nei singoli iniettori fino a raggiungere anche i 2.100 bar. L’andamento dell’iniezione può essere modulato a piacere in funzione delle condizioni di esercizio. In questo modo il sistema X-PULSE non solo riduce sensibilmente i consumi, ma rende anche estremamente regolare il funzionamento del motore. La sovralimentazione è affidata ad un turbocompressore asimmetrico a geometria fissa ed il freno motore ha una potenza frenante massima di 340 kW (462 CV).


La motorizzazione di punta del nuovo Antos è, invece, l’OM 471, presentato nel 2011 e già adottato anche dal nuovo Actros. L’OM 471 ha una fascia di regime utile che si spinge in basso fino agli 800-900 giri/min., e già a 1.400 giri eroga quasi il 100% della potenza massima. Il rigido basamento in ghisa grigia, i pistoni in acciaio (realizzati in un unico pezzo) e la rigida testata in ghisa grigia con grafite vermiculare (GGV) sono estremamente resistenti e sopportano pressioni di accensione superiori ai 200 bar. Anche su questo propulsore è presente il già citato sistema X-PULSE. La sovralimentazione è affidata ad un turbocompressore asimmetrico a geometria fissa, che assicura tempi rapidi di risposta del motore ai movimenti dell’acceleratore, mentre il freno motore a decompressione sovralimentato ha una potenza frenante massima di 400 kW (544 CV).


CAMBIO AUTOMATIZZATO


Su tutti i nuovi Antos la trasmissione è affidata ai cambi automatizzati PowerShift 3 Mercedes a 8 e 12 marce, una soluzione che, specie nel traffico urbano, semplifica il lavoro dell’autista. La scelta dei cambi è comunque assai ampia e va dal nuovo 8 marce Mercedes G140-8 fino al Mercedes G281-12 a 12 rapporti. Il G140-8, proposto con il motore OM 936, è indicato per i veicoli isolati ed è più leggero di 45 kg rispetto al G211-12. Ad eccezione del G140-8, tutti i cambi sono disponibili con tre diversi programmi di marcia (Economy, Power e Fleet). La selezione delle marce e gli innesti veloci con minime perdite della forza di trazione sono caratteristiche comuni a questi gruppi di trasmissione. Sull’Antos è possibile abbinare un motore molto compatto, come l’OM 936, con un cambio multistadio, ottenendo in tal modo prestazioni su strada molto favorevoli, anche quando l’autocarro o l’autoarticolato viaggiano solo occasionalmente a massimo carico, con propulsori ottimizzati dal punto di vista del carico utile. Nei servizi di distribuzione, con frequenti tratti urbani e manovre, la modalità di marcia lenta del cambio è molto importante e con la marcia per la partenza (o la retromarcia) innestata, è possibile variare la velocità agendo semplicemente sul pedale del freno; un’ulteriore facilitazione in manovra viene dal passaggio diretto tra la prima e la retro.


UN TEMPOMAT PREVIDENTE


In abbinamento con il motore OM 471, l’Antos dispone del Tempomat Predictive Powertrain Control (PPC) che, grazie al suo sistema di localizzazione satellitare abbinato ad una carta stradale 3D, riconosce l’andamento della strada (salite e discese), adeguando in modo previdente velocità e momento degli innesti. E il risultato di queste misure accresce redditività e tutela ambientale, anche perché nonostante l’Euro 6 (e gli equipaggiamenti che ciò comporta) i nuovi motori consumano meno dei predecessori.


LA GAMMA


La gamma del nuovo Antos è quanto mai ampia. Per le motrici sono disponibili 4 passi sui 2 assi (da 3.550 a 4.000 mm) e per i 3 assi da 2.650 a 3.550 mm. Per gli autotelai i passi disponibili sono 11 e vanno da 3.700 a 6.700 mm con intervalli modulari di 300 mm. Accanto all’autotelaio Antos a 2 assi vi è anche la versione a 3 assi con asse anteriore o posteriore aggiunto. Per facilitare al massimo l’allestimento il telaio dispone di uno schema continuo di fori posti a intervalli di 50 mm in lunghezza e in altezza, anche nel settore degli assali posteriori. Dalla fabbrica vengono predefiniti appositi spazi liberi sul telaio, come per  i piedi di sostegno per le gru, vani di stivaggio e gruppi ausiliari; ampia anche la scelta di prese di forza. Da segnalare infine due modelli specifici per soddisfare particolari finalità di trasporto; le due versioni si chiamano Loader e Volumer. Il Loader comprende versioni ottimizzate sotto il profilo della portata utile, tanto che anche con il potente motore da 428 CV  Euro 6 la motrice per semirimorchio si ferma a circa 6.400 kg. Tra gli accorgimenti adottati per l’Antos Loader vi sono i supporti di accesso in alluminio, parabrezza e rivestimento del pianale leggeri, batterie a capacità ridotta, serbatoio combinato per carburante e AdBlue. Per la versione Volumer ricordiamo il piano di carico ribassato di 80 mm rispetto alle altezze precedentemente disponibili, tanto che il punto di agganciamento della ralla, con pneumatici del formato 295/55 R 22,5, si colloca nettamente al di sotto di 1000 mm di altezza. Per la cabina di guida sono disponibili numerose versioni e altrettanto dicasi per i serbatoi.


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