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Ruote Industriali

IVECO PREPARA IL FUTURO

Scritto da

Luca Barassi

il 4 febbraio 2016

Pierre Lahutte, brand president di Iveco, in un esclusivo incontro con la stampa svoltosi oggi presso Eataly a Milano, ha delineato le strategie future del Costruttore torinese, fornendo i risultati finanziari di un 2015 in ripresa.

Grazie ad un mercato europeo che nel 2015 ha registrato 775 mila veicoli commerciali (sopra le 3,5 tonnellate), Iveco è riuscita a consolidare le proprie posizioni nei segmenti in cui storicamente è sempre stata forte (Eurocargo) e riprendere quota nelle gamme più critiche come il pesante stradale. Dunque un 2015 all’insegna del segno più per Iveco che, grazie ad un quarto trimestre particolarmente brillante, ha chiuso lo scorso anno con 147 mila veicoli (in crescita del 15%), 9,5 miliardi di fatturato (+4,8%) e un utile operativo di 283 milioni di dollari. Con una panoramica generale del mercato, viene descritto dapprima il segmento dei leggeri che, molto dinamico, ha dato i risultati migliori grazie al Daily. Il veicolo lanciato solo un anno e mezzo fa e premiato come “Van of the Year 2015”, ha riscosso grande successo estasiando tutti i clienti anche del Nord Europa. Su un mercato europeo di 463mila unità, Iveco registra più di 52 mila veicoli (+22%) ottenendo una quota di mercato superiore all’11 per cento. Sul segmento medio, dove Eurocargo è leader assoluto da decenni, Iveco ha consolidato i propri risultati, nonostante si tratti di un mercato piccolo, costituito da poco più di 47mila pezzi. Ricordiamo che in Italia Eurocargo ha oltre il 67 per cento di quota di mercato. La sfida ora, per il Costruttore, è quella di puntare sulla logistica urbana, con il Nuovo Eurocargo (Truck of The Year 2016) che a breve verrà proposto anche con motorizzazione a gas, a conferma dell’impegno in termini di sostenibilità insito nel DNA di Iveco. Nel segmento dei pesanti Iveco ha dovuto puntare sui mercati “più consistenti” del Nord Europa per invertire la rotta e riportarsi su una quota di quasi l’8 per cento su un mercato europeo di 264 mila pezzi.

Qui, la punta di diamante per il Gruppo è la tecnologia HI-SCR per il trattamento dei gas di scarico: unici nel segmento sopra le 3,5t ad avere questo sistema per l’abbattimento delle emissioni, che sfonda e supera il limite imposto da EuroVI.

 

Eccellenza Green

Iveco punta tutto sul gas per il futuro del trasporto commerciale. Rispetto al diesel ha costi di fabbricazione più alti (circa il 15%), ma nettamente inferiori all’elettrico e all’ibrido (rispettivamente del 100% e del 50%). A dimostrazione di ciò, CNH ha partecipato alla COP 21 (evento nel quale è stato raggiunto l’accordo sulla riduzione delle emissioni inquinanti) in vari modi, ma soprattutto dimostrando le proprie eccellenze nelle tecnologie ecocompatibili (tecnologia LNG, bus elettrico, bus a biofuel).

Il truck alimentato a biogas, è caratterizzato da motorizzazioni assolutamente all’avanguardia e seconde a nessuno. Aneddoto curioso: anche la città di Pechino (megalopoli con altissimi livelli di inquinamento) ha acquistato da CNH 1.500 autobus con motopropulsori a biometano che limitano le emissioni di CO2. E anche grandi aziende come Ikea, scelgono veicoli Iveco perché ne sposano la filosofia e l’attenzione alla sostenibilità. Oltre ad essere quindi poco inquinante, il biometano viene prodotto a partire dallo smaltimento dei rifiuti organici che vengono così riciclati. A Lille, 250 bus a gas Iveco circolano col biometano prodotto dagli scarti della città stessa: un esempio di economia circolare dunque dove i rifiuti sono trattati per creare una fonte di energia. In tante città esiste però il “sogno” dell’elettrico, soprattutto per quanto riguarda il trasporto pubblico. A questo proposito Iveco ha sviluppato il prodotto ibrido con risultati di minor inquinamento acustico, minori emissioni in termini di CO2 e NOX e maggior confort.

L’ibrido – secondo Lahutte – rappresenta il passaggio naturale verso l’elettrico. Ma la tecnologia elettrica non ha ancora una “storia”, una esperienza. A oggi il problema di come smaltire le batterie (e del suo costo) va ad inficiare il vantaggio della motorizzazione elettrica, la cui tecnologia si svilupperà in non meno di cinque anni.

 

Pregare va bene, ma fare è molto meglio”, questo il motto di Lahutte affinchè CNH, leader nella sostenibilità, continui ad essere un’azienda rispettosa dell’ambiente per avere un futuro green sia a livello economico che di business.

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