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Ruote Industriali

Apripista dei gas truck

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 28 aprile 2014

Havi Logistics Italia, partner logistico di importanti brand dell’industria alimentare, come McDonald’s,  sta utilizzando da gennaio tre Scania Euro 6  a metano, i primi in Europa. All’inizio di aprile l’azienda ha presentato i primi risultati legati all’uso quotidiano di questi veicoli, alla loro autonomia e ai loro consumi, tracciando un bilancio decisamente positivo, tanto da prevedere nell’immediato futuro ulteriori investimenti nei veicoli a gas.
Si tratta di tre trattori Scania P340 LA4X2MNA dotati di propulsori a gas (CNG) di ultima generazione che il Grifone, attraverso la concessionaria C.S.A. di Anzola nell’Emilia, ha consegnato all’azienda di Bomporto (Mo) a metà gennaio e con cui  Havi Logistics Italia (appartenente al Gruppo americano Havi Group LP) ha già percorso decine di migliaia di chilometri in ambito urbano e suburbano. I tre veicoli vengono utilizzati per diverse mission:  due sono impiegati nella distribuzione su Milano e Roma, uno nel navettaggio tra due dei principali centri di distribuzione di Havi, Bomporto (Mo) – l’head quarter -  e Massalengo (Lodi).
La scelta di Havi Logistics relativamente al metano come alternativa al diesel è sicuramente una scelta innovativa, dagli indubbi vantaggi  ambientali ed economici – comportando ad oggi, secondo quanto dichiarato dall’azienda, una riduzione del costo a chilometro di circa il 20% rispetto ad un mezzo convenzionale.
Sulla base dell’esperienza fatta dall’azienda in questi mesi, i risultati inerenti l’autonomia dei veicoli sono di tutto rispetto (con autonomie che arrivano fino a 580 Km), risultati da considerarsi in “evoluzione” visto che la Casa di Södertälje su richiesta di Havi, ma anche in quell’ottica di miglioramento continuo che da sempre caratterizza la mission di Scania, studia costantemente soluzioni che permettano di effettuare percorrenze maggiori. Per esempio, nella configurazione dei veicoli in oggetto, è stato realizzato un adattamento per aumentare la capacità dei serbatoi.
Sul prossimo numero di Trasportare Oggi, Giugno-Luglio, potrete leggere l’articolo intero, con approfondimenti sui risultati e sull’ultima generazione di motori a gas di Scania, che permettono una guidablità molto vicina a quella dei motori diesel, un vantaggio che si riflette anche sui consumi. Senza dimenticare un’altra caratteristica distintiva di questi motori: la grande silenziosità che, nel caso di Havi, sembra essere molto apprezzata dall’atelier romano di Valentino Garavani quando i veicoli devono scaricare nei suoi pressi…

Smaltimento… da OSCAR!
L’ingresso nella flotta dei tre Scania a metano fa parte del progetto “Gas Truck”, avviato proprio con il Grifone. Progetto che rientra nel più ampio programma denominato “ESL” (Efficient and Sustainable Logistics) che la multinazionale di cui fa parte Havi Logistics Italia sta portando avanti a livello globale con l’obiettivo, nell’arco di tre anni, di diminuire del 29% l’impatto ambientale derivante dalla sua attività logistica.
Havi agisce davvero su tutti i fronti per puntare ad una logistica ottimale, efficiente  e sostenibile.  Tra i numerosi interventi implementati in quest’ottica è da citare un esempio davvero virtuoso di smaltimento. Parliamo del progetto OSCAR, acronimo di Oil Storage Container Assistant Restaurant, il servizio di recupero dell’olio esausto (quello delle fritture) dei ristoranti, acquistato e riutilizzato dall’azienda come biodiesel o altro. Tutti i camion di Havi Logistics  Italia sono infatti dotati di uno speciale serbatoio utilizzato proprio per il prelievo dell’olio esausto da ogni esercizio della ristorazione commerciale (prevalentemente il servizio è utilizzato per McDonald’s), a sua  volta dotato di un “Oscar”, una sorta di carrello di raccolta dallo stesso nome del progetto, necessario per il travaso dell’olio al camion, tramite una pompa. Il servizio di “ritiro” avviene contestualmente alla consegna della merce. L’olio recuperato viene poi portato nei DC (Distribution Center) di Havi, dove viene accumulato all’interno di una cisterna dal quale viene successivamente prelevato e mandato a impianti di raffinazione per la sua trasformazione in biodiesel.  La flotta Havi viaggiava fino a poco tempo fa con il 25% di biodiesel, ora finalizzato ad altri utilizzi.
Un progetto che ha richiesto un investimento di un milione di Euro e che ha dovuto attendere due anni prima di diventare operativo, in attesa dei permessi del ministero dei Trasporti…

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