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Allestimenti e pneumatici

Officine Cucini: un piede nel presente e l’altro nel futuro

Scritto da

Valeria Di Rosa

il 21 Ottobre 2020

Cassoni e ribaltabili per veicoli industriali e commerciali e trasformazioni 4×4, con l’ossessione della qualità assoluta del prodotto e dell’innovazione continua. La storia di Cucini è una storia di passione e di eccellenza del made in Italy arrivata ormai alla seconda generazione e proiettata nel futuro

Il marchio Cucini è sinonimo di qualità di prodotto, affidabilità e sicurezza. Nata come officina meccanica 57 anni fa, Officine Cucini si è ben presto affermata come carrozziere industriale specializzata nell’allestimento di veicoli, in particolare di cassoni e ribaltabili. Ma non solo. Nel 2013 le Officine Cucini hanno dato vita al reparto di trasformazione dei veicoli 4×4, diventando in pochi anni leader europeo indiscusso in questo settore. Il tratto comune di due generazioni di imprenditori è la passione per il prodotto. “Un cassone o un ribaltabile Cucini – racconta Simona Cucini, direttore commerciale e co-titolare della società con il fratello Fabio – deve essere perfetto. Il massimo in termini di qualità, prestazioni, sicurezza e affidabilità. Fa parte della nostra filosofia aziendale. Da sempre. Noi puntiamo tutto sul prodotto e non sulle politiche di prezzo. Io scelgo Cucini perché mi toglie tutte le problematiche e devo pensare solo al mio lavoro. I nostri clienti quando lo capiscono non tornano più indietro.”

Simona e Fabio Cucini sono cresciuti in officina, a pane e motori. Sempre vicini sin da piccoli al padre Vittore, il fondatore dell’officina, ora sono le due anime di questa azienda di eccellenza del made in Italy, i cui prodotti sono diffusi da Catania a Londra. Le Officine Cucini nascono nel lontano 1963 quando Vittore Cucini, seguendo la sua passione per la meccanica, fonda la prima officina. La sua visione era ambiziosa per quel periodo. “Sono figlio di contadini e amo la terra, questa mia origine mi ha abituato al duro lavoro”. La sua tenacia lo porta ad avere negli anni ’80 la più grande officina meccanica della Toscana.

In quegli stessi anni viene avviato il reparto di produzione degli allestimenti industriali (cassoni, ribaltabili, centinature e furgonature) affidato al figlio Fabio che lo porta avanti ancora oggi. L’azienda non ha tralasciato le proprie origini e lo stabilimento di riparazione auto e autocarri è tuttora attivo e offre servizi di riparazione, revisione e collaudi anche attraverso una rete di partner in tutta Italia. Ma la visione lungimirante della famiglia Cucini negli anni sì è spinta oltre.

“Gli amici – racconta Fabio, direttore tecnico delle Officine Cucini – già da ragazzo mi chiamavano ‘Perfettino’ per la precisione maniacale del mio lavoro. Io sono nato e cresciuto in officina, sono sempre stato vicino a mio padre a riparare motori e l’odore dell’olio era il profumo della mia vita. La precisione e la ricerca della perfezione guida ogni mia azione e ogni mio nuovo progetto”. Una dote che fa sì che ogni progetto ha pochissime necessità di revisione e riduce i tempi di realizzazione dei nuovi prodotti.

Simona ha cominciato a lavorare in Officine Cucini all’età di 20 anni, occupandosi dei collaudi, delle omologazioni e dell’amministrazione dell’azienda. In un settore – in quel momento storico – ancora prettamente maschile: “Mi ero messa in testa – racconta Simona – di ricoprire qualsiasi ruolo per essere di aiuto alla mia famiglia, senza aver paura di sporcarmi le mani, eliminando qualsiasi pregiudizio. Iniziai ad occuparmi dell’area commerciale presentandomi direttamente dai più grandi clienti e aziende del circondario, ma niente: nelle loro menti non prendeva piede l’idea che una donna potesse vendergli dei cassoni ribaltabili. I prodotti che gli presentavo non li attiravano e si finiva sempre a discutere sul prezzo. Da lì mi accorsi che dovevamo cambiare tutto. Il nostro cassone non doveva essere paragonato agli altri, ma ‘risolvere un problema’. Tornai in officina un po’ sconfitta dalle aspettative andate in fumo, ma con la voglia di non arrendermi”.

Nel 2004 avviene il passaggio generazionale. L’azienda cambia passo con la realizzazione di un nuovo stabilimento. Si passa da un sistema di produzione artigianale a un sistema industriale. Un percorso di crescita professionale e umana condiviso dai due fratelli Cucini: Fabio, con l’approccio tecnico si specializza, nel manufacturing; Simona “la signora dei cassoni”, diventa l’anima più commerciale e gestionale. Oggi nelle due sedi produttive lavorano 21 persone. Con una gestione delle risorse e delle persone migliore e più efficiente, un tempo di realizzazione degli ordini ridotto a 5 giorni lavorativi, l’impegno al rispetto dell’ambiente con un sistema di verniciatura ecologica all’avanguardia, l’attenzione al recupero degli imballaggi e un cambiamento in tutta l’organizzazione attraverso il sistema nipponico della Lean Production. L’innovazione continua e l’eccellenza di prodotto sono la conseguenza di questo cambio di marcia.

La crisi internazionale del 2008 è stata un passaggio fondamentale, che ha spinto l’azienda a una ristrutturazione che è stata una scuola di innovazione. “Nel 2008 – racconta Fabio – tanti fornitori chiudevano. Ci siamo ritrovati da un giorno all’altro senza componenti. Questo ci ha spinto a costruire all’interno tutta la componentistica dei nostri cassoni. Ora abbiamo la possibilità di non rimanere mai senza materiale e di poter garantire al cliente sempre i ricambi”.

Uno dei maggiori problemi dei cassoni in acciaio per continuare a essere competitivi era la portata utile. L’acciaio era più pesante rispetto all’alluminio. Simona e Fabio si mettono a tavolino per cercare soluzioni innovative. Dopo un’attenta valutazione sulla materia prima e un viaggio dai fornitori di acciaio in Svezia, trovano l’idea vincente: l’introduzione del cassone in acciaio alto resistenziale zincato, un nuovo materiale leggero ma altrettanto resistente. “Si tratta – spiega Simona – di acciai speciali molto leggeri, usati dalle case automobilistiche per le loro lamiere. Con questo materiale introdotto nelle nostre linee produttive cinque anni fa abbiamo ridotto il peso del cassone e aumentato la portata utile e il carico consentito, sullo stesso livello di chi produce in alluminio. Il nostro ribaltabile Titanium è più leggero e più resistente e permette anche di ridurre in modo considerevole i consumi, con un risparmio di tempo e in definitiva meno viaggi per gli operatori”.

E con la nascita nel 2013 del reparto di trasformazioni 4×4, Cucini diventa in breve anche il leader europeo indiscusso di questo settore. La modifica del veicolo di Officine Cucini permette di inserire la funzione 4×4, con le marce ridotte, che non bruciano la frizione, disinseribili in movimento, durante il viaggio su strada. Una funzione innovativa per un movimento 100% made in Italy che permette al mezzo di iniziare a lavorare su qualsiasi terreno e in condizioni impervie e difficili dove gli altri si fermano.

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