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Infrastrutture

Opere stradali: il punto

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 22 gennaio 2013

Il barometro della crisi non segna ancora bel tempo, ma si sta lavorando per vedere cieli più sereni. Per fare questo, più che in alto si guarda in basso, alle infrastrutture, considerate vera e propria leva per la crescita del Paese e per il rilancio dell’economia.

Partiamo allora dai grandi cantieri di opere già avviate che, attese da tempo da chi vede il proprio business penalizzato da una “velocità” commerciale sull’attuale rete stradale divenuta ormai del tutto inadeguata, devono rispettare un cronoprogramma serrato per riuscire a vedere la luce  entro i prossimi due anni.
Bre.Be.Mi., Pedemontana Lombarda e TEM (Tangenziale Est esterna milanese) sono le tre grandi opere lombarde (finanziate con lo strumento del project financing) che per il 2015, anno dell’Expo, rivoluzioneranno la viabilità di una Regione attraversata da almeno il 50% delle merci in transito sul territorio nazionale, e di una Provincia che da sola produce il 10% del Pil.
Occhi puntati soprattutto sulla direttissima Milano-Brescia (62 Km), l’alternativa alla congestionatissima A4 detta appunto Bre.Be.Mi., non solo la prima autostrada in Italia ad essere realizzata in totale autofinanziamento, ma anche la prima delle “tre sorelle” ad arrivare al traguardo aprendo al traffico, in tutta la sua totalità, entro la fine di quest’anno. I tempi di chiusura dei lavori (iniziati nel 2009) entro il 2013 sono stati confermati dallo stesso assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione Lombardia Raffaele Cattaneo lo scorso luglio, in occasione del dissequestro degli ultimi 8 km del cantiere (sequestro, ricordiamo, disposto dalla Magistratura nel novembre 2011 su 34 Km di autostrada per la presunta presenza di materiale inquinante), ribadendo che “la realizzazione dell’opera si è svolta secondo modalità regolari”. Negli ultimi mesi si è recuperato il ritardo accumulato in seguito a questa vicenda e l’opera, che a luglio 2012 aveva superato il 50% della sua realizzazione e a novembre ha visto la stesura del primo strato di asfalto, procede secondo la tabella di marcia. La nuova autostrada, che sarà attraversata da flussi giornalieri di traffico pari a circa 40.000 veicoli all’apertura e quasi 60.000 a regime, consentirà di risparmiare 6,8 milioni di ore all’anno nel traffico e permetterà 382 milioni di euro d’incremento annuo per il PIL.

2013: gli step lombardi
Quello appena cominciato sarà un anno importante anche per TEM e Pedemontana lombarda, che terremo monitorate per vedere se rispetteranno l’ “imminente” scadenza dopo le recenti vicende finanziarie che hanno comportato il rischio di interruzione dei lavori a causa del rallentamento degli investimenti. Situazione, pare, scongiurata. La scadenza del 2013 non si riferisce al completamento vero e proprio delle opere, ma a step comunque fondamentali.
Per la Pedemontana lombarda, 67 Km di autostrada che collegheranno direttamente le province più ricche della Lombardia (Bergamo, Monza e Brianza, Milano, Como e Varese) bypassando il nodo milanese lasciato a sud del tracciato, si prevede l’apertura del primo lotto (quello tra Cassano Magnago e Lomazzo), attualmente in fase avanzata di realizzazione, entro dicembre, con apertura al traffico a inizio 2014. L’opera, che vale oltre 5 miliardi di euro ed è realizzata in project financing, con una quota minoritaria da parte dello Stato, sempre nel corso dei primi mesi del 2013 dovrebbe vedere l’avvio dei cantieri del secondo macrolotto da 1,7 miliardi che, al momento in cui scriviamo, è ancora in attesa del progetto esecutivo. L’apertura al traffico dell’intero sistema viabilistico, i cui lavori sono iniziati nel 2010, è invece fissata per il 2015, in concomitanza con l’Expo.

Focus sulla TEM
Prima scadenza anche per la Tangenziale Est esterna milanese, opera strategica inserita dall’Unione europea nell’elenco delle infrastrutture TEN-T finanziabili dalla Banca europea per gli investimenti, che ha finalmente visto l’apertura dei primi cantieri a giugno 2012, con qualche mese di ritardo rispetto alle intenzioni originarie di avviarli entro la fine del 2011. Già entro quest’anno (due anni prima dell’apertura al traffico dell’intero tracciato, in concomitanza con l’apertura dell’Expo a maggio 2015) dovrà rispettare l’impegno di completare i lavori dell’ “Arco TEM”, il tratto centrale di 8 Km necessario a garantire l’interconnessione della Bre.Be.Mi. con la città di Milano attraverso le strade provinciali Cassanese e Rivoltana, che altrimenti finirebbe in aperta campagna. Proprio dall’Arco TEM, il più urgente perché essenziale per  la piena funzionalità di Bre.Be.Mi. come si diceva, sono infatti iniziati i lavori della “seconda” tangenziale Est che, correndo parallela a quella attuale, più interna e ormai al collasso, permetterà di bypassare completamente l’area urbana e di assorbire un traffico medio giornaliero di 70.000 veicoli. Con i suoi 32 Km di tracciato tra Agrate Brianza e Melegnano, la TEM collegherà da nord a sud l’A4 (Milano-Venezia) con l’A1 (Milano-Bologna), interconnettendosi appunto, in prossimità del Comune di Melzo, con la Bre.Be.Mi.
Lo scorso agosto, Tangenziale Esterna Spa, società incaricata di progettare, realizzare e gestire in concessione per 50 anni TEM, ha ottenuto il prestito ponte da 120 milioni di Euro (l’opera verrà realizzata con due miliardi di investimenti, compresi gli oneri finanziari, interamente a carico di soggetti privati) necessario a garantire l’avanzamento dei cantieri (12 quelli già aperti), coprendo il fabbisogno ben oltre la data prevista per il closing del finanziamento “senior” da 1,4 miliardi di Euro, previsto per il terzo trimestre di quest’anno. Negli stessi mesi, TEM, passando dallo stato di opera in costruzione a quello di infrastruttura in esercizio, consentirà alla Società di esigere il pedaggio lungo l’Arco TEM. Il contratto relativo al finanziamento ponte è stato però ufficializzato solo a novembre.

Il Nord Est
Nei primi mesi del 2012, poco tempo dopo l’inizio dei lavori (novembre 2011) Pedemontana Veneta ha subito una serie di battute d’arresto per una vicenda giudiziaria legata alla presunta illegittimità della nomina del Commissario straordinario per la realizzazione dell’infrastruttura, come dichiarato dal Tar del Lazio accogliendo il ricorso di un cittadino. Emergenza rientrata qualche mese dopo, quando il Consiglio di Stato, sospendendo gli effetti della sentenza di quest’ultimo, ha dato il via libera al proseguimento dei lavori. Ma sembra ancora irto di ostacoli l’iter della Pedemontana, superstrada a pagamento di 90 km (eseguita in massima parte in finanza di progetto) che correrà attraverso le Province di Vicenza e Treviso unendo i due rami dell’A4 e dell’A27, e che è guardata con grande interesse dalle imprese venete. Un’opera che si trascina “sulla carta” da oltre 40 anni, ma che non sarà pronta prima del 2017. Anche per la Pedemontana del Veneto, poi, incombe sempre lo spettro della mancanza di fondi: troppo grande l’impegno finanziario da oltre due miliardi di Euro da parte delle banche, se non a fronte di tassi a loro convenienti che rischiano però di non far quadrare i conti del project financing.
La proroga dei commissari straordinari alle grandi opere viarie (figure che sarebbero state altrimenti destinate a scomparire con la fine del 2012) da parte del Senato lo scorso luglio, poi approvata ad agosto anche dalla Camera, ha segnato invece un punto a favore della Pedemontana perché “le gestioni commissariali, come dimostrato per altri grandi opere, possono dimostrarsi determinanti per la loro realizzazione”, come ha commentato il presidente della Regione Zaia.
Una decisione che ha interessato inoltre anche un’altra grande opera commissariata, anch’essa iniziata dopo anni di difficoltà proprio grazie alle dichiarazioni dello stato di emergenza. Si tratta della terza corsia dell’Autostrada A4 nel tratto fra Venezia e Trieste, infrastruttura indispensabile non solo alla mobilità del Nord-Est, ma anche alla mobilità in direzione est-ovest del Paese nel quadro del Corridoio V. I lavori, partiti a ottobre 2011 sul primo dei 4 lotti previsti (Quarto D’Altino-San Donà di Piave, poco meno di 20 km), risultano completati per il 15% prevedendone l’ultimazione per il primo semestre 2015. Inizieranno invece quest’anno (anziché nel 2012 come inizialmente previsto) i lavori nel secondo lotto, San Donà – Ponte  sul Tagliamento (33,5 km).

Il Piemonte fa strada
A febbraio 2012, in linea con il cronoprogramma, è stato aperto al traffico il tratto di 14 km dell’Autostrada Asti-Cuneo (quello tra Cuneo e Sant’Albano Stura) che permette di  collegare Cuneo alla rete autostradale nazionale e va ad aggiungersi ai tratti già operativi. Dei 90,2 Km dell’autostrada attesa da più di trent’anni per unire i due capoluoghi, e il cui primo tratto è stato terminato nel 2005, ne sono stati ad oggi aperti al traffico oltre 53, pari al 60% della lunghezza complessiva.

Verso Sud
Le grandi opere non si fanno solo al Nord naturalmente e, se scendiamo lungo lo Stivale, troviamo i cantieri della Variante di Valico, nuovo tratto autostradale fondamentale per il miglioramento della viabilità fra Bologna e Firenze, essendo l’attuale tracciato dell’A1 ormai troppo congestionato e poco sicuro caratterizzato com’è da curve e tratti in salita. Il progetto risale alla fine degli anni ’80, ma i primi lavori sono iniziati solo nel 2002 per vedere nel 2006 l’apertura al traffico di alcuni tratti compresi tra Sasso Marconi e La Quercia, e nel 2010 il completamento dello scavo della Galleria di Base.
Opera cruciale per l’intero percorso della Variante è la galleria Sparvo, un imponente tunnel a doppio fornice a cui si sta lavorando, che collegherà Bologna a Firenze.  Lo scorso luglio, l’abbattimento dell’ultimo diaframma del tunnel in carreggiata nord della galleria ha rappresentato un traguardo importante per il completamento dei lavori della galleria stessa, che si prevede chiuderanno entro giugno di quest’anno, passo decisivo verso l’apertura della Variante.
Scendendo ancora, il 2013 dovrebbe essere l’anno della chiusura dei lavori di ammodernamento della Salerno-Reggio Calabria (almeno di quelli finanziati e già avviati), opera prioritaria per il Sud e storico punto dolente del sistema autostradale italiano. Così, almeno, è stato recentemente ribadito dall’amministratore unico di Anas Pietro Ciucci, pur con una certa cautela: “Ci stiamo avvicinando a questo risultato, ma non è un risultato che abbiamo già nel cassetto perché le sfide vere richiedono un impegno fino all’ultimo giorno…”. Sottolineando e chiarendo il fatto che non si tratta di un ammodernamento del percorso originale costruito negli anni ’60, ma di una vera e propria nuova autostrada (di cui ad oggi è stato ultimato circa l’87% dei lavori, circa 385 Km), con nuove gallerie, viadotti e svincoli, e molto più sicura.
La sua lunga storia, e le  grandi problematiche che accompagnano da sempre quest’opera, tuttavia, rendono legittimi eventuali dubbi sul completamento dei lavori per il termine annunciato.
“Percorrendo” la Salerno-Reggio Calabria non si può non arrivare almeno a citare il tanto discusso Ponte sullo Stretto di Messina che, considerato opera prioritaria a fasi alterne, sta tuttora vivendo una fase di grande incertezza a livello politico, fatta di continui rinvii (in parte dovuti al problema delle penalità contrattuali in caso di mancata realizzazione). Escluso nel 2011 dall’Ue dall’elenco delle opere considerate prioritarie, a inizio 2012 è stato definanziato dal Cipe. Proprio contro questo dirottamento dei fondi assegnati nel 2009 alla megaopera (anno in cui sono partiti i primi cantieri per i lavori propedeutici), lo scorso settembre Pietro Ciucci (ad di Anas e della Società Stretto di Messina, la concessionaria per la progettazione, realizzazione e gestione del collegamento) ha presentato ricorso al Capo dello Stato. Nello stesso mese, il ministero per le Infrastrutture ha avviato le procedure per la valutazione di impatto ambientale aprendo successivamente la Conferenza dei servizi… Ma avremo sicuramente modo di approfondire la vicenda Ponte prossimamente. 
Torneremo nel corso di quest’anno anche su altre infrastrutture, non solo stradali, come la TAV Torino-Lione per la quale l’esecutivo ha deciso di stanziare nell’ambito del ddl stabilità 160 milioni di Euro.

OPERA

DATA INIZIO LAVORI

DATA FINE LAVORI

STATO DEI LAVORI

Bre.Be.Mi.

2009

2013

A luglio 2012 l’opera ha superato il 50% della sua realizzazione.

Pedemontana

Lombarda

2010

2013 (tratto Cassano Magnago-Lomazzo)

2015 (intera opera)

Il 1° lotto è in fase avanzata di realizzazione.

Tang. Esterna

Milanese (TEM)

2012

2013 (Arco TEM)

2015 (intera opera)

Iniziati i lavori dell’Arco TEM. Sono 12 i cantieri aperti.

Pedemontana veneta

2011

2017

Si lavora al completamento dei primi 15 km dei 95 cantierizzati.

Entro 2013: approvazione progetto esecutivo.

Potenziamento A4 (terza corsia) Ve-Ts

2011 (sul primo dei quattro lotti previsti).

2013 (2° lotto).

2015 (1° lotto)

I lavori sul primo lotto risultano completati per il 15%.

Asti-Cuneo

2000

n.d.

2012: apertura tratto Cuneo-S. Albano Stura.

Ad oggi è aperto al traffico il 60% della lunghezza complessiva .

Variante di Valico

2002

2014 (La Quercia-Barberino)

2012: abbattuto ultimo diaframma Galleria Sparvo.

Salerno-Reggio Calabria

1997

2013 (nei cantieri finanziati e già avviati)

Ultimato circa l’87% dei lavori (ca. 385 Km)

 

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