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Il mercato dei semirimorchi soffre ritardi e incertezze politiche

Scritto da

Valeria Di Rosa

il 22 Luglio 2020

Secondo le stime UNRAE a giugno il mercato dei semirimorchi indica un incremento del 7,1% rispetto al giugno 2019 (1.134 unità immatricolate contro 1.059). Ma i ritardi e le incertezze delle riforme provocano una chiusura del primo semestre del 2020 a -37,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (5.415 unità contro 8.640)

Sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, il Centro Studi e Statistiche di UNRAE, l’Associazione delle Case estere, ha elaborato una stima del mercato dei Rimorchi e Semirimorchi con massa totale a terra superiore a 3,5t che – per il mese di giugno 2020 – indica un incremento del 7,1% rispetto al giugno 2019 (1.134 unità immatricolate contro 1.059).


La stima del primo semestre 2020 denuncia un calo consolidato delle immatricolazioni pari a 37,3% rispetto allo stesso periodo del 2019 (5.415 unità contro 8.640).


“Siamo di fronte ad andamenti – commenta Sandro Mantella, Coordinatore del Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti di UNRAEche si possono sostanzialmente interpretare come conseguenza dell’emergenza sanitaria, che ha ridotto o bloccato per un certo periodo tanto le attività di produzione quanto quelle di collaudo dei veicoli, incrementando in conseguenza i ritardi storici delle immatricolazioni, ora riprese seppure tra notevoli difficoltà. Il dato positivo di giugno sconta quindi la contingenza, ma non indica certo una ripresa.”


“D’altra parte – continua Mantella – la proiezione semestrale ci dice che da gennaio a giugno le immatricolazioni di rimorchi e semirimorchi hanno perso il 37,3%. Questo è il dato crudo che conta e che dimostra una caduta importante anche al di là della cifra in sé, già grave, perché fotografa una situazione che non riesce ad uscire da una spirale di incertezze politiche, che trascinano indecisioni imprenditoriali: nessun imprenditore se la sente di investire di fronte ad un panorama privo di programmazione concreta e di risorse strutturali rapidamente disponibili, a cominciare da quelle invocate per sostenere la ripresa che tutti aspettano, ma che certo non arriverà per vie miracolose. Se le risorse promesse e le semplificazioni indicate a livello di governo non incideranno rapidamente sull’operatività delle aziende, a settembre molti dei potenziali fruitori non saranno più sul mercato. Sgonfiata la bolla delle immatricolazioni accumulate, gli indici torneranno inesorabilmente a calare”.


“E a calare – sottolinea Mantella – saranno allora anche gli indici di rinnovo del parco veicoli e, ancora peggio, quelli dell’occupazione.

Ci sorprende che gli ambienti di governo e le forze politiche continuino a magnificare la possibilità di uno slancio rinnovato verso una maggior sostenibilità ambientale, e non solo, dipingendo scenari di sviluppo che sembrano essere oggi meno che mai realistici, se visti dal lato della logistica e del trasporto”.


“Servono risorse e progetti – conclude Mantella – con un occhio attento alle difficoltà obiettive della situazione reale e l’altro rivolto alle conclusioni di molti studi e ricerche che indicano – anche sulla scorta dell’esperienza maturata in questi tempi difficili – come stanno mutando la logistica e la distribuzione, soprattutto sulla spinta dello sviluppo esponenziale dell’e-commerce. Se davvero si vuole che questa crisi possa risolversi in una opportunità, occorre che tutti si rimbocchino le maniche e tengano conto di stimoli e indicazioni che arrivano dal mondo imprenditoriale dell’autotrasporto, ormai anche troppo schiacciato tra promesse e sacrifici. Davvero non vorremmo che alla fine questi ultimi si rivelassero inutili”.



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