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Infrastrutture

Il nuovo Ponte di Genova: andare oltre il Morandi

Scritto da

Federica Lugaresi

il 12 Agosto 2019

A un anno del crollo parziale del viadotto Polcevera, la nuova struttura che lo sostituisce sarà all’avanguardia. Più sottile e di design, tecnologica e con pannelli solari.

Il lavori di ricostruzione, anzi dobbiamo dire di costruzione visto il progetto ex novo, sono iniziati lo scorso aprile. Incaricata della costruzione dell’opera è PERGENOVA, una Società consortile per azioni, costituita da Fincantieri Infrastructure e Salini Impregilo: la prima è una società specializzata nella progettazione, realizzazione e montaggio di strutture in acciaio su progetti di grande dimensione; mentre la seconda identifica uno dei maggiori Global Player nel settore delle costruzioni di grandi infrastrutture complesse e nel settore dei trasporti, impegnato nei principali sistemi di mobilità sostenibile al mondo e nel settore idrico. A capo del Management della Società sono due Liguri doc: il Presidente di PERGENOVA è l’Ing. Alberto Maestrini, Direttore Generale di Fincantieri, mentre l’Amministratore Delegato è invece l’Ing. Nicola Meistro, attuale Direttore Generale di Consorzio COCIV. “Costruire il nuovo ponte di Genova oggi significa molto più che realizzare un’infrastruttura – ha dichiarato il Presidente Maestrini -. La sfida che ci aspetta ha un valore simbolico altissimo per il territorio e rappresenta una sfida per tutto il Paese: per questo stiamo mettendo a disposizione tutto il nostro know-how e affronteremo la prova con spirito di servizio, per restituire l’opera nei tempi previsti rispettando i più alti standard di qualità e gestione”.


Il nuovo ponte è stato immaginato dall’archistar Renzo Piano e sarà un “monumento” alle vittime del 14 agosto. Subito dopo la demolizione per esplosione avvenuta a fine dello scorso giugno, è stata effettuata la prima gettata di cemento che rappresenta il primo nuovo tassello del collegamento tra le due parti della città separate dal crollo.


Sarà una struttura leggera – praticamente un nastro in acciaio – illuminata da 43 vele di luce e destinata a durare per più di mille anni. Non ci saranno nè tiranti, nè stralli ma una striscia di asfalto sorretta da pilastri che nella morfologia ricordano la prua di una nave e che ricollegheranno la parte est ed ovest della città.


Il nuovo ponte, ha un costo è di 202 milioni di Euro, ed i tempi per la sua costruzione sono serrati: 12 mesi a partire dalla consegna delle aree di cantiere. Scendendo nel dettaglio della futura struttura, “l’impalcato principale sarà costituito da una travata lunga 1.067 m, formata da un totale di 19 campate in acciaio e calcestruzzo, di cui 14 da 50 m, 3 da 100 m, una da 40 m e una da 26 m. All’impalcato del ponte sarà strutturalmente connessa una rampa, sempre in acciaio-calcestruzzo, lunga 110 m, a tre luci. La distanza tra i due appoggi successivi sarà rispettivamente di 34, 43 e 32 m. Per la costruzione è previsto un volume di scavi di 9.000 m3. Si utilizzeranno 60.000 m3 di calcestruzzo e 23.000 t di acciaio – diviso tra quello per la struttura e quello per la carpenteria metallica. Le pile dell’impalcato principale, a sezione ellittica, sono 18, in calcestruzzo armato e a sagoma costante per l’intero sviluppo in altezza”. Le dimensioni esterne delle pile per le campate da 50 e 100 m sono di 9 e 3 m. A oggi nelle aree disponibili sono ultimate molte delle sottofondazioni e si sta lavorando alla costruzione di diverse pile.


Per fine anno il ponte ci sarà, e l’inaugurazione dovrebbe essere a primavera 2020. In bocca al lupo e incrociamo le dita!


 


 


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