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Associazioni

Incubo Liguria: parola alle associazioni di settore

Scritto da

Valeria Di Rosa

il 10 Luglio 2020

Continuano i disagi sulle strade e sulle autostrade liguri. Per le associazioni di settore è indispensabile trovare il modo di sbloccare la situazione prima del collasso dell’intero sistema produttivo.

Si parla di un vero e proprio “caso Liguria” quando si parla dei disagi che si stanno abbattendo sulle principale vie di comunicazione liguri a causa dei lavori alle gallerie che provocano ritardi e code chilometriche. Una situazione insostenibile per il trasporto italiano perché l 50% della logistica italiana passa da quel territorio e un’ora di ritardo in più degli oltre 30mila camion che ogni giorno attraversano il nodo di Genova costa alle imprese circa 2 milioni di euro.


Secondo queste stime di Confcommercio e Conftrasporto il rischio è che l’intero sistema produttivo rischi il collasso. Per questo motivo chiedono un intervento normativo urgente sulla verifica e la manutenzione delle gallerie e sono disponibili, fin da ora, a un incontro al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti per trovare una soluzione in tempi brevissimi. “È così difficile emanare una disposizione che sblocchi la situazione? – chiede il vicepresidente di Confcommercio e Conftrasporto Paolo Uggè – Non solo la linea con la Francia è per le merci pesantemente rallentata, ma esiste anche l’impatto sull’attività portuale e l’intera stagione turistica. Una situazione che rischia di essere devastante”.


“Le imprese di autotrasporto stanno, se nulla muterà rapidamente, pensando di bloccare i propri automezzi e questo si aggiungerebbe allo sciopero già proclamato a tutela dei lavoratori dalle federazioni sindacali. La sicurezza nelle operazioni di trasporto può essere messa a rischio e vi è addirittura qualcuno che sta pensando di ricorrere a una class action nei confronti del ministero, responsabile primo di quanto sta accadendo”, ricorda Uggè.


A ciò si aggiungono i lavori legati al Terzo Valico sulla linea ferroviaria Genova Milano che dovrebbero partire il 24 luglio e terminare a settembre. “Il sistema portuale ligure non reggerebbe contemporaneamente il blocco autostradale e quello ferroviario – spiega il presidente di Federlogistica Conftrasporto-Confcommercio Luigi Merlo – Per questo chiediamo alla Ministra De Micheli, che sappiamo sta seguendo direttamente e con grande attenzione l’emergenza Liguria,  di intercedere con Rfi affinché i lavori sulla linea ferroviaria siano posticipati di almeno tre settimane. In questo modo si supererebbero  il periodo di fine luglio e le prime due  settimane di agosto che, storicamente, registrano traffici stradali più intensi”.


“L’inadeguatezza della rete infrastrutturale italiana è sotto gli occhi di tutti. Anni di mancata manutenzione hanno portato ai disastri che ben conosciamo, a partire dal crollo del ponte di Genova, e ora per porre un argine a questa situazione si sta procedendo in alcune regioni, Marche e Liguria su tutte, a manutenzioni straordinarie e controlli sui cavalcavia e nelle gallerie. Il problema è che questa intensa attività sta paralizzando l’intero sistema infrastrutturale con rallentamenti e code provocate dalla presenza dei cantieri nei principali assi autostradali a nord e a sud del Paese”, ha dichiarato la portavoce di Ruote Libere Cinzia Franchini.


A pagare questa situazione di caos è ancora una volta l’anello più debole della filiera della movimentazione merci e cioè l’autotrasporto. Le code chilometriche se sono un’odissea per i vacanzieri rappresentano invece un vero e proprio incubo per chi sulle strade e autostrade deve viaggiare per lavoro. Con quasi 90% delle merci trasportate su gomma in Italia, i costi maggiori causati dalla paralisi del traffico per la serpentina di cantieri ricadono totalmente sugli autotrasportatori. Se un trasporto che in condizioni normali comporta 5 ore di viaggio, si trasforma in una traversata da 10 ore, il prezzo pagato dal committente resta identico, anche se questo significa spesso – per rispettare i tempi di guida e riposo – perdere l’intera giornata successiva di lavoro per l’autotrasportatore – chiude Cinzia Franchini -. Di fronte a questa realtà uno Stato serio dovrebbe imporre ai concessionari autostradali indennizzi direttamente al casello, attraverso il Telepass, proporzionali alle code causate dalla manutenzione viaria colpevolmente dimenticata per anni. Sarebbe un atto di buonsenso che restituirebbe almeno in parte agli autotrasportatori quanto perduto”.


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