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Monitor UE

Calano ancora i veicoli da lavoro

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 4 marzo 2013

Senza sorprese, prosegue il trend negativo del mercato europeo dei veicoli da lavoro. L’associazione dei costruttori europei ha diffuso i dati relativi alle immatricolazioni di veicoli nuovi avvenute nel mese di gennaio nell’Unione Europea e il dato consuntivo è fissato in un calo del 10,6%, che conferma la tendenza negativa rilevata durante il 2012. Ma quel che è peggio è che il quadro non positivo dà segni di allargamento, come già fatto intravedere alla fine dell’anno scorso. I risultati di gennaio mostrano infatti che dei Paesi più importanti (per dimensioni di mercato) soltanto la Gran Bretagna registra una variazione in crescita (del 5,4%), mentre tutti gli altri sono in calo. L’Italia si distingue per un pesante 23,6% in meno (che è un po’ meno di quanto lamentato durante l’anno scorso), e fa forse più sensazione l’arretramento del mercato tedesco, del 15,5%, perché appunto testimonianza di come la crisi di vendite abbia contagiato anche l’economia che pure è considerata l’isola felice nel contesto europeo. La Francia, cioè il mercato più grande,  dal canto suo è scesa del 9,8%, mentre la Spagna ha segnato il 15,5% di ridimensionamento. In generale, tenendo conto di tutte le categorie di veicoli, il mercato ha cumulato 126.110 immatricolazioni. I mercati risultati in aumento sono stati i seguenti: Bulgaria (81,1% di crescita), Estonia (47,6%), Lituania (4,4%), Polonia (11,3%), Romania (35,4%) e la citata Gran Bretagna con il 5,4% in più (e soprattutto una consistenza importante: 19.198 veicoli). Il quadro complessivo però non si rispecchia pari pari nei dati relativi alle diverse categorie. Questi ultimi danno vita a un quadro piùvariegato, che testimonia diverse dinamiche economiche, e in certi casi risente di fatti particolari.

VEICOLI COMMERCIALI LEGGERI (FINO A 3,5 TONNELLATE) Il settore dei van a gennaio ha perso il 9,7%, arrivando a 103.129 nuove immatricolazioni. La Gran Bretagna ha segnato un poderoso aumento dell’11,9% che evidentemente ha sostenuto il dato generale, mentre la Francia è scesa del 9,3%, la Germania del 13,9% e l’Italia del 25,7%. Il mercato più grande è di gran lunga la Francia, che ha totalizzato 29.505 unità, contro le 16.049 della Gran Bretagna e le 14.260 della Germania. L’Italia viene accreditata 8.100 immatricolazioni (ma va ricordato che il nostro Paese non ha statistiche ufficiali per gli autocarri, e dunque si tratta di una stima dell’Acea).

VEICOLI OLTRE LE 3,5 TONNELLATE I veicoli da lavoro medi e pesanti risentono di più della crisi. Il totale dei veicoli immatricolati è stato di 20.306 unità, che significano un calo del 17,2%. Da notare che in questa fascia di mercato anche la Gran Bretagna lamenta un sensibile calo, pari al 21,2%. Per l’Italia viene accreditato un calo inferiore a quello generale, pari al 15,1%.

VEICOLI OLTRE LE 16 TONNELLATE ESCLUSI I BUS Il settore dei pesanti registra l’arretramento più forte di tutte le categorie, segno inequivocabile delle difficoltà del sistema economico. In totale l’Acea fissa in 15.510 le immatricolazioni registrate a gennaio 2013, con un calo del 18,4% rispetto allo stesso mese del 2012. Se non si sapesse che l’Italia ha subito pesantissimi tracolli già negli anni passati, ci si potrebbe consolare con il fatto che in questo caso è il nostro Paese registra la riduzione più contenuta: con 930 immatricolazioni il mercato ha lamentato un calo del 9,3%, ma si tratta di una ben magra consolazione… Quanto agli altri Paesi, la Francia è scesa del 15,4% e la Germania e la Gran Bretagna del 22,2%.

BUS Infine i bus, cioè il comparto che più presenta andamenti variegati, probabilmente perché risente di situazioni particolari e contingenti. Un esempio è il risultato rilevato in Romania, dove le 314 nuove immatricolazioni rappresentano un incremento del 1.993% (millenovecentonovantatre%)! L’Italia registra il segno positivo, per il 22,2%, ma su una valore di soli 253 mezzi immatricolati. 

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