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Infrastrutture

A1, non solo traffico e code. Anche scelte sbagliate, come il caso di Firenze

Scritto da

A. Trapani

il 18 aprile 2017

Parlare di traffico a Pasqua e Pasquetta è una “non notizia”. Previsto e annunciato, anche nel 2017 è arrivato puntuale il bollettino dalle strade italiane con lunghe code e problemi su gran parte della rete viaria per il ponte. Niente di nuovo quindi: un ritardo storico sull’infrastruttura che si somma a uno dei periodi più caotici del traffico.

Oggi, martedì 18 aprile, però si è sommato anche il bollino nero sulla rete di Autostrade per l’Italia a causa dello sciopero nazionale proclamato dalle organizzazioni sindacali Cgil, Cisl, Uil, Ugl e Sla.

Niente da dire, l’avviso c’è stato: “Potranno verificarsi disagi e code ai caselli dalle 22.00 di lunedì 17 aprile alle 22.00 di martedì 18 aprile per la protesta indetta dalle rappresentanze sindacali. Autostrade per l’Italia informa che durante lo sciopero i varchi con pagamento solo manuale potranno essere chiusi per l’assenza degli esattori mentre rimarranno regolarmente aperti i varchi con cassa automatica e quelli riservati ai clienti Telepass“, scriveva ieri Autostrade per l’Italia.

E così è stato, soprattutto intorno ai principali centri urbani con grandi incolonnamenti in uscita. Un problema però che non si può legare solo allo sciopero in sé, strumento che ha al suo interno l’astensione al lavoro ma non le scelte infrastrutturali fatte dal datore. Trasportare Oggi in Europa, assieme a decine di migliaia di professionisti e viaggiatori, oggi era sulla rete autostradale italiana: nel nostro test sul campo abbiamo attraversato il nodo di Firenze in tarda mattinata e in pieno pomeriggio, in coincidenza delle ore di picco, verificando i disagi lamentati da tanti utenti della strada e dalle scelte fatte dal concessionario pubblico.
Code lunghissime sull’A1 per chi ha attraversato il tratto fiorentino: mattinata da incubo con un incidente prima nei pressi di Firenze Sud e poi all’altezza di Firenze Scandicci hanno rallentato per ore il traffico con tempi di percorrenza che non si vedevano dai tempi precedenti alla realizzazione della terza corsia. Terza corsia che, casi limiti come quelli odierni, avrebbe risolto anche molti problemi se non fosse stato per il combinato disposto tra sciopero e scelte aziendali. Torniamo al comunicato con cui abbiamo aperto, una frase è interessante: “[..] durante lo sciopero i varchi con pagamento solo manuale potranno essere chiusi per l’assenza degli esattori mentre rimarranno regolarmente aperti i varchi con cassa automatica e quelli riservati ai clienti Telepass“. Un passaggio che, preso da solo, sembra essere perfino di buon senso. Chi usa l’autostrada deve pagare un pedaggio, non sarà uno sciopero ad evitare il pagamento la ratio su cui si base. Il che ha anche un certo valore con l’avvento della tecnologia: tra contante e carte di pagamento, in effetti, sembrebbe non esserci problemi. E invece ci sono.

Il contesto spesso è tutto, chi viaggia per lavoro lo sa bene. E chi attraversa il nodo fiorentino conosce bene le problematiche: da anni, ad esempio, l’uscita Firenze Sud nelle ore di punta crea grandi code che occupano la corsia di emergenza anche 3 km prima per chi proviene dal nord tanto che l’indicazione di code a Firenze Impruneta ormai è di regola tra le 16:30 e le 19:30. Oggi sommateci lo sciopero: provenendo da Bologna, incidenti esclusi, la viabilità dell’A1 – nonostante la meritoria terza corsia – era pressoché ferma a causa delle code in uscita a Firenze Scandicci, Firenze Impruneta e Firenze Sud. Perché? La risposta sta nella frase evidenziata: la società Autostrade non ha lasciato aperti i caselli fiorentini durante lo sciopero.
Legittimo, ma con ripercussioni pesanti sul traffico e soprattutto sulla sicurezza stradale. Molti trasporti pesanti hanno trovato occupata non solo la corsia di emergenza ma anche quella di scorrimento lento con centinaia di auto ferme per l’esazione del pedaggio in un giorno di sciopero. Qualcosa non torna: chi è concessionario pubblico non può anteporre interessi privati sempre e comunque.

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