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Intermodalità

Pioggia di miliardi

Scritto da

Luca Barassi

il 29 Giugno 2021

Abbiamo sentito Domenico De Rosa, amministratore delegato del Gruppo SMET, sui progetti logistici inseriti nel Recovery Fund, recentemente approvato dalla UE

191,5, miliardi di euro, 69 dei quali a fondo perduto. Degli oltre 190 miliardi, 31,4 sono destinati al nostro settore con una mission ben chiara: “Infrastrutture per una Mobilità Sostenibile’. Tutto questo, secondo la Commissione Ue, il piano favorirà un incremento del Pil tra l’1,5% nel 2021 e il 2,5% nel 2026.


Il Piano per il comparto della logistica, prevede un importante investimento nei trasporti ferroviari ad alta velocità. Il Governo investe inoltre nella modernizzazione e nel potenziamento delle linee ferroviarie regionali, sul sistema portuale e nella digitalizzazione della catena logistica.


Non sono tutte rose e fiori, però. A guardar bene ci sono molte lacune nel PNRR nazionale e difatti Domenico De Rosa, amministratore delegato del Gruppo SMET a cui abbiamo chiesto un parere sul piano, promuove a metà il lavoro svolto, in quanto, in sintesi, troviamo un forte impulso agli aspetti infrastrutturali, ma una mancanza di incentivi allo specifico mondo dell’autotrasporto.


Il Gruppo SMET, lo ricordiamo, è uno dei principali operatori intermodali del panorama imprenditoriale italiano e soprattutto fra i primi ad aver creduto in uno sviluppo sostenibile della mobilità commerciale, investendo in un parco veicolare a propulsione alternativa, in infrastrutture dedicata alla movimentazione delle merci con modalità multiple e aderendo al progetto ALIS che, da diversi anni, sta cercando di creare un cluster forte per sensibilizzare politica, istituzioni, associazioni e opinion leader a puntare ad uno sviluppo sostenibile e intermodale.


 




Dr. De Rosa, nell’ambito del piano presentato dal Governo per il Recovery Fund come valuta i progetti previsti per il nostro settore?


Per il nostro settore è fortemente strategico l’ammodernamento della rete infrastrutturale italiana, da molto tempo in condizioni critiche soprattutto a causa di una cronica difficoltà burocratica che rende praticamente impossibile l’avvio di nuovi progetti e cantieri. Mi auguro che il Recovery Plan, accompagnato da una visione unitaria e lungimirante, riesca a snellire la burocrazia italiana e ad avviare una serie di riforme, permettendo al paese di attrarre quegli investimenti stranieri di cui abbiamo tanto bisogno. Per quanto riguarda i progetti previsti “ad hoc” per il nostro settore, devo riconoscere che molte delle proposte che abbiamo presentato come ALIS (Associazione Logistica dell’Intermodalità Sostenibile) hanno trovato spazio nel piano specialmente per quanto concerne digitalizzazione e competitività ma avremmo gradito una maggiore attenzione al cluster dell’autotrasporto, con l’introduzione di incentivi per il rinnovo delle flotte.


 


Ritiene che l’iniezione finanziaria che ne deriverà darà impulso al settore della logistica? E se sì in quale modo e misura?


Sul fronte della logistica e, in particolare della logistica intermodale, è strategica la decisione di destinare 630 milioni agli investimenti infrastrutturali per collegare le aree ZES (Zone Economiche Speciali) con la rete nazionale dei trasporti e in particolare con le reti Trans Europee: le ZES sono una grande opportunità di sviluppo economico per interi distretti logistici e industriali e un impulso concreto per il trasporto intermodale. Ma per raggiungere l’obiettivo che ci prefiggiamo – l’intermodalità al quadrato, che coniuga il trasporto marittimo a quello ferroviario e che riserva il trasporto su strada esclusivamente al primo e ultimo miglio – auspichiamo il raddoppio dei contributi Marebonus e Ferrobonus, che consentirebbe agli operatori di pianificare gli investimenti necessari alla svolta intermodale.


 


Ritiene che all’interno di questo piano ci sia una sufficiente visione di una mobilità sostenibile commerciale?


Il Gruppo SMET è stato pioniere in termini di mobilità sostenibile a partire dagli anni ’90, quando ha iniziato ad investire nello sviluppo dell’intermodalità. Da imprenditore che tra i primi ha creduto nella svolta green del settore trasporti, ritengo che un vero piano strategico per la transizione economica e la mobilità sostenibile di carattere commerciale non possa prescindere dal contesto economico: per essere davvero efficace, la sostenibilità deve essere delineata e declinata in ogni suo aspetto, ambientale ed economico, e deve essere gestita correttamente con il supporto delle istituzioni. Mi auguro che non prevalgano concetti di carattere ideologico, o peggio ancora fanatismi che possono compromettere gravemente la capacità di visione e pianificazione.


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