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Aziende e strategie

La lunga storia del Pallet

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 8 dicembre 2012

Nato per uso militare, ben presto il pallet in legno è diventato il perno della logistica internazionale rivoluzionando il settore della movimentazione delle merci. Lunga più di 70 anni, la sua storia ripercorre l’evoluzione dei traffici commerciali e consente di cogliere l’incredibile portata di quell’idea americana che non solo ha portato profondi cambiamenti negli spostamenti mondiali, ma negli anni ha permesso anche una forte riduzione delle emissioni di CO2 nell’atmosfera.
Fulcro della logistica internazionale, il pallet in legno è un’attrezzatura utilizzata per l’appoggio di vari tipi di materiali destinati ad essere trasportati, distribuiti ed immagazzinati. Conosciuto anche con il nome di bancale, da oltre 70 anni è una commodity assolutamente indispensabile nel settore della movimentazione delle merci, poiché mobilita il 90% degli articoli destinati ai mercati di tutto il mondo. 
La nascita del pallet risale alla Seconda Guerra Mondiale e il merito di questa invenzione va tutto ai soldati americani, i quali scoprirono che appoggiare le merci da trasportare su piattaforme in legno agevolava notevolmente le operazioni di movimentazione dei materiali verso le nazioni europee coinvolte nel conflitto mondiale. Il trasferimento dell’idea dal campo militare a quello civile è stato poi un passaggio naturale dettato dai numerosi vantaggi che queste indispensabili piattaforme d’appoggio conferiscono al settore della movimentazione.
Le tavole in legno, sopraelevate mediante dei “piedini” (blocchetti di legno) posti alla base e provviste di apposite feritoie per poter essere sollevate con i carrelli elevatori, consentono infatti non solo un notevole risparmio di tempo nei trasferimenti di grandi quantità di merci, ma permettono anche l’isolamento dei materiali dal suolo o dal fondo sottostante, con grande riduzione dei danni causati dagli urti o dall’umidità.
Il passaggio dall’ambito militare a quello civile, però, ha spinto i paesi a cercare delle soluzioni standardizzate che potessero agevolare gli spostamenti di questi imballaggi. Se all’inizio, quindi, la scelta delle dimensioni veniva compiuta ad assoluta discrezione dei singoli utilizzatori, con il tempo i criteri di uniformità si sono rivelati indispensabili, soprattutto in seguito all’intensificarsi dei traffici commerciali internazionali. In Europa, in particolare, tale esigenza ha portato alla diffusione del pallet EUR (con misure 800X1200  mm), che ha permesso i primi tentativi di interscambiabilità risolvendo il problema di dover riportare al punto di partenza i bancali dopo ogni singola movimentazione delle merci.
EPAL – European Pallet Association -  è l’associazione europea senza fini di lucro che riunisce fabbricanti negozianti, riparatori ed utilizzatori di pallet EUR EPAL. I suoi obiettivi sono promuovere e applicare la garanzia di qualità per i pallet EUR EPAL, rappresentare gli interessi commerciali dei propri membri intervenendo ogni qualvolta le regole di qualità ed i diritti del marchio non vengono rispettati e mettere a disposizione degli operatori pallet interscambiabili di qualità elevata. Il Comitato Tecnico EPAL di Conlegno (Consorzio Servizi Legno Sughero) è il soggetto gestore del marchio per l’Italia e con oltre 2500 controlli di qualità all’anno assicura il rispetto degli standard e delle specifiche tecniche richiesti in ambito internazionale.
Secondo una ricerca commissionata da Conlegno al Politecnico di Milano, la valutazione dell’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita effettuata sul pallet EUR/EPAL (sia come prodotto che come sistema di interscambio) conferma che è uno dei sistemi più innovativi ed ecosostenibili, poiché non solo migliora la qualità e l’efficienza del trasporto delle merci, ma permette anche di sottrarre all’atmosfera una quantità totale di -18,4 kg di CO2 equivalente per ogni singolo pallet.
Nonostante siano passati quasi 70 anni dalla fine della Seconda Guerra Mondiale, il pallet in legno è quindi ancora il fondamento del flusso logistico internazionale, tanto da essere ormai considerato una commodity e quindi un bene riconosciuto ed utilizzato universalmente.

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