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La logistica urbana tra città digitali e green

Scritto da

Valeria Di Rosa

il 28 Maggio 2020

Secondo Massimo Marciani, Presidente del Freight Leaders Council, la logistica urbana post Covid-19 dovrà ripartire da digitalizzazione, sostenibilità ambientale e riorganizzazione dei flussi.

“L’emergenza sanitaria ha avuto un grandissimo impatto sulle abitudini degli italiani. Le vendite online e la richiesta di consegne a domicilio sono esplose: si tratta di trend che gli operatori devono tenere in considerazione per rispondere ai nuovi input del mercato. Occorre lavorare alla completa digitalizzazione della filiera, facendo proprie soluzioni adottate nell’emergenza, come la prova della consegna senza contatto. La riorganizzazione dei flussi passa attraverso magazzini di prossimità, ma anche incentivi all’uso dei lockers per non perdere di vista l’obiettivo della sostenibilità ambientale, ridurre lo stress che si riflette sulle città e migliorare la qualità dell’aria”. È questa, in sintesi, l’analisi illustrata da Massimo Marciani, Presidente del Freight Leaders Council, durante la presentazione del rapporto “MobilitAria 2020″, elaborato da Kyoto Club e CNR IIA. Il dossier, che raccoglie dati e informazioni sulla qualità dell’aria e sulle politiche di mobilità in 14 principali città e aree metropolitane italiane, quest’anno ha analizzato anche l’impatto della distribuzione delle merci nei centri urbani.
Il boom dell’home delivery durante il lockdown
Nei primi tre mesi di quest’anno l’home delivery è cresciuto del 162,1% (dati Nielsen), subendo una forte accelerata in concomitanza con le prime misure di lockdown (da metà febbraio). Dalla prima alla seconda settimana di emergenza, le consegne a domicilio dei pacchi alimentari sono raddoppiate in alcune città come Genova e sono aumentate del 23% a Milano e del 35% a Roma e Torino. Si tratta di volumi che di solito si registrano solo in determinati giorni dell’anno, come il Cyber Monday o il Black Friday. A questa tipologia già nota di consegne, si è aggiunta un’ulteriore possibilità di servizio, soprattutto per il settore della ristorazione e dei prodotti alimentari freschi da negozi di vicinato, ovvero l’instant delivery (consegna che avviene nell’immediatezza dell’acquisto, generalmente in poche ore). A marzo l’instant delivery è cresciuto del 300%.
Digitalizzazione
Il “New Normal” che ci attende con la riapertura delle attività e la convivenza con il distanziamento sociale sarà caratterizzato da queste abitudini, che incideranno sulla riorganizzazione dell’offerta logistica nelle città. Per rispondere a questi nuovi input non si può prescindere da una maggiore digitalizzazione per l’ottimizzazione dei flussi, la gestione del magazzino e delle scorte per velocizzare gli ordini, il carico, la spedizione e la reverse logistics (gestione dei resi). Con la pandemia si è assistito a un’accelerazione della digitalizzazione: abbiamo per esempio usato la cosiddetta POD (prova della consegna) senza contatto fra le parti, che è diventata uno standard permettendo ai clienti di non interagire con i driver. Ora serve una base normativa per passare dall’emergenza alla stabilizzazione della misura, che è in grado di rendere le consegne più rapide e sicure.
Magazzini di prossimità e lockers
È destinata ad aumentare anche la domanda di magazzini in prossimità delle aree di consumo, a seguito della necessità di mettere in sicurezza gli approvvigionamenti attraverso il recupero delle scorte, in particolar modo per quanto concerne il settore agroalimentare. Ma l’ottimizzazione dei flussi, requisito fondamentale, insieme al rinnovo della flotta, per inseguire l’obiettivo della sostenibilità, passa anche attraverso l’utilizzo dei lockers, gli armadietti che permettono al cliente di ricevere la merce a distanza e in sicurezza e agli operatori di concentrare in un solo punto le consegne, riducendo tempi e distanze da percorrere. Oggi in Italia solo il 4% degli e-shopper sceglie la consegna presso un locker: sarebbe invece auspicabile un intervento a sostegno di questa modalità in grado di ridurre massicciamente l’impronta ambientale della consegna.

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