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Circolazione delle merci e coronavirus: facciamo chiarezza

Scritto da

Valeria Di Rosa

il 10 Marzo 2020

Dopo il nuovo decreto del governo in materia di coronavirus e l’allargamento delle zone soggette a restrizioni urgono chiarimenti sulla circolazione delle merci.

Il nuovo decreto del governo, emanato ieri sera, impone nuove regole per il contenimento del COVID-19, estendendo la zona protetta a tutta l’Italia, dopo un primo provvedimento, il DPCM dell’8 marzo, che allargava la zona con maggiori restrizioni alla Lombardia intera e altre 14 provincie: Modena, Parma, Piacenza, Reggio Emilia, Rimini in Emilia Romagna, Pesaro e Urbino nelle Marche, Alessandria, Asti, Novara, Verbano-Cusio-Ossola e Vercelli in Piemonte, Padova, Treviso e Venezia in Veneto.


Uno dei punti cardine del nuovo decreto è il divieto di ogni spostamento delle persone in entrata e uscita dai territori sopra citati, nonché all’interno dei medesimi territori, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità per motivi di salute.


Questo punto pone importanti domande al settore della logistica e del trasporto merci, già fortemente in crisi, alle quali i maggiori protagonisti del settore cercano di dare una risposta.


Il Capo del Dipartimento della Protezione Civile, Angelo Borrelli, ha firmato un’ordinanza per fornire chiarimenti sulle nuove limitazioni al transito e alla circolazione introdotte dal DPCM dell’8 Marzo. In particolare sottolinea come le merci non sono veicolo di contagio del Coronavirus. “Tutte le merci possono circolare liberamente in entrata, uscita e transito nell’intera Lombardia e nelle altre Province di Emilia Romagna, Piemonte, Veneto e Marche interessate dalle misure contenute nell’ultimo DPCM” – chiarisce Thomas Baumgartner, Presidente di ANITA.  Chiarimento sottolineato anche dal Ministero dei Trasporti che ha specificato che: “l’attività degli operatori addetti al trasporto è un’esigenza lavorativa: il personale che conduce i mezzi di trasporto può quindi entrare e uscire dai territori interessati e spostarsi all’interno degli stessi, limitatamente alle esigenze di consegna o prelievo delle merci”.


Il trasporto delle merci viene considerato quindi un’esigenza lavorativa. Sono consentiti gli spostamenti per lavoro interni e oltre frontiera, quindi anche la circolazione delle merci, ma devono essere limitati alle necessità di consegna o prelievo e i trasportatori non devono rientrare tra le categorie di soggetti in quarantena o positivi al Covid-19 (per i quali, invece, vige il divieto di uscire di casa). Gli autotrasportatori dovranno presentare agli eventuali controlli sia la relativa documentazione del trasporto merci che il modulo di autodichiarazione che certifica lo spostamento per motivi di lavoro.


Da questo unto di vista, il Freight Leaders Council ha evidenziato la necessità di integrare con urgenza il Decreto emanato dal Presidente del Consiglio dei Ministri con un Protocollo di sicurezza per il settore logistico, per chiarire, tra le altre cose, quali misure adottare affinché gli autisti dei mezzi di trasporto adibiti al ritiro e alla consegna delle merci possano operare in sicurezza, riducendo al minimo il contatto fisico, secondo le indicazioni fornite da OMS e Ministero della Salute.


Anche Assologistica sottolinea come stia ponendo grande attenzione, adeguata prudenza e conseguenti interventi operativi attraverso protocolli condivisi e coordinati con le Autorità di riferimento per affrontare l’emergenza da Covid-19 “secondo una logica di collaborazione da parte degli attori di un settore che intende fare fronte comune, in vista non solo della difficile situazione presente, ma anche del post-evento emergenziale”, come spiega Andrea Gentile, presidente di Assologistica.


Anche il Direttore Generale di ALIS, Marcello Di Caterina, commenta il momento delicato che sta colpendo l’Italia, anche a seguito delle misure previste dal DPCM del 9.3.2020 estese a tutto il territorio nazionale, sostenendo che “la crisi prodotta dalla diffusione del Covid-19 ha carattere di straordinarietà e sta colpendo molti settori primari dell’economia, in particolare il comparto del trasporto e della logistica, determinante e fondamentale per garantire il regolare approvvigionamento dei cicli produttivi continui e dei beni di prima necessità, dai prodotti agro-alimentari al trasporto di farmaci o di carburanti”. E aggiunge: “Abbiamo accolto con favore i chiarimenti, in linea con la nostra posizione, giunti tempestivamente dalle Istituzioni a seguito del DPCM 8.3.2020, con la Nota ministeriale esplicativa su transfrontalieri e merci, l’Ordinanza del Capo Dipartimento della Protezione Civile e la Direttiva del Ministero dell’Interno, che hanno escluso i legittimi dubbi interpretativi sollevati dall’intero comparto trasportistico”.


Il nodo resta adesso cercare di scongiurare l’emanazione di disposizioni nazionali, regionali e locali, nonché di limitazioni internazionali come quelle imposte al Brennero dall’Austria che ha dichiarato di voler attuare misure di controllo alle frontiere più severe autorizzando il passaggio solo alla presentazione di un certificato medico che esclude l’assenza d’infezione da COVID-19 e che tale misura non riguarderebbe gli austriaci di rientro dall’Italia.


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