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INTERMODALE = SOSTENIBILE

Scritto da

Paolo Volta

il 13 dicembre 2017

La modalità di trasporto marittima è vitale per l’economia. La recente pubblicazione del  “Review of Maritime Transport” dell’UNCTAD, evidenzia come nel 2015 sia stato stabilito il nuovo record del volume complessivo di merci trasportate via mare pari a oltre 10 mld di tonnellate. Complessivamente il trasporto marittimo ha movimentato quasi il 90 % del commercio mondiale e ciò rende le imprese ed i consumatori  dipendenti dai beni importati dal resto del mondo.   La navigazione, è bene rammentare, è considerata la modalità di trasporto più economica per la movimentazione delle merci a livello mondiale con un conseguente impatto ambientale sempre in crescita. L’associazione ambientalista Nabu sottolinea che le navi in servizio sulle rotte marine utilizzano olio combustibile pesante, ricco di zolfo e metalli pesanti. Per il tenore di zolfo dei combustibili per uso marittimo vige attualmente un limite massimo del 3,5 per cento, 3.500 volte superiore a quello consentito per i combustibili diesel usati dagli autocarri. L’agenzia europea dell’ambiente (EEA) stima che l’industria dei trasporti navali generi ogni anno circa un miliardo di tonnellate di CO2, destinate a diventare, secondo le previsioni, 1,6 miliardi di tonnellate nel 2050. I dati più recenti dell’Organizzazione marittima internazionale (IMO) mostrano che, se non si adottano provvedimenti, le emissioni di gas serra prodotte dal trasporto marittimo aumenteranno del 250 % entro il 2050 e arriveranno a rappresentare il 17 % delle emissioni globali.   E se volgiamo lo sguardo al cielo? Nel mondo volano 26 mila aerei al giorno. Un fenomeno destinato a crescere con il boom dei voli low-cost. Se nel 2016 hanno volato 3,5 miliardi di persone, nel 2035 il numero di passeggeri arriverà a 7 miliardi. I gas serra prodotti dai motori contribuiscono a determinare il cambiamento del clima e il surriscaldamento del pianeta. Il traffico aereo produce il 2% dell’inquinamento mondiale ed il 13% dei quello europeo. Osservando i dati diffusi dall’Enac si nota come i passeggeri trasportati dai vettori low-cost negli aeroporti italiani siano ormai equivalenti a quelli trasportati dai vettori tradizionali; tendenza presente non solo in Europa ma in tutto il mondo. Negli anni pre-deregulation, le grandi compagnie europee gestivano collegamenti sostenuti da una effettiva domanda. Nella prospettiva low-cost ogni scalo rappresenta di per sé un mercato, con il presupposto che la domanda si concretizzerà in virtù di tariffe molto economiche. L’Agenzia europea dell’ambiente ha osservato la quantità di CO2 emessa dai vari mezzi di locomozione in rapporto alle persone trasportate e ai chilometri percorsi. Dall’analisi emerge che il mezzo più inquinate per spastare merce o persona da A a B è l’aereo. La Commissione europea ha stimato che entro il 2050 il trasporto passeggeri crescerà di oltre il 50% e il trasporto merci dell’80% rispetto ai livelli del 2013. È sempre più stringente la necessità di trasportare persone e merci da un posto all’altro in maniera semplice, sicura ed efficiente; nei documenti ufficiali viene costantemente ribadito che è “necessario creare un sistema di «mobilità» pulito, intelligente e completo, che soddisfi le esigenze di mobilità offrendo un servizio pensato per le necessità degli utenti”.   Come si possono gestire le esigenze di un pianeta sempre più “villaggio globale” (nell’eccezione di Marshall McLuhan)? Nel mondo globalizzato di oggi, i consumatori possono acquistare prodotti provenienti da ogni parte del mondo. Il nostro stile di vita è cambiato. Ci aspettiamo di trovare sugli scaffali dei supermercati generi alimentari e generi vari a basso costo e di andare in vacanza a prezzi convenienti tutto l’anno. L’UE ha stabilito diversi obiettivi per la riduzione degli effetti ambientali del settore dei trasporti europeo, incluse le sue emissioni di gas serra. Gli obiettivi relativi al settore dei trasporti concorrono al fine di ridurre le emissioni di gas serra dell’80-95% entro il 2050. L’automobile ed il veicolo commerciale-industriale sono costantemente additati come untori di manzoniana memoria, ma i traguardi indicati non sono raggiungibili senza il pieno coinvolgimento del trasporto aereo e marittimo: modalità spesso trascurate dal dibattito.

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