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Dichiarazioni

“Puntare il dito solo contro i vettori stranieri significa non conoscere i problemi del settore”

Scritto da

A. Trapani

il 9 Agosto 2021

Franchini, Ruote Libere: “‘Bene i controlli della Polizia Locale di Modena sul mancato rispetto delle norme dell’autotrasporto praticate da alcuni vettori stranieri. Da tempo però la concorrenza al ribasso che ha messo in ginocchio il settore è praticata da aziende italianissime che tentano, spesso con successo, di aggirare in ogni modo la normativa per praticare prezzi sempre più stracciati ai committenti”

La dichiarazione dello scorso 3 agosto. Bene i controlli della Polizia Locale di Modena sul mancato rispetto delle norme nel settore dell’autotrasporto, ma sarebbe sbagliato limitare la fotografia dei problemi che gravano sul settore alle scorciatoie (intollerabili sia chiaro) praticate da alcuni vettori stranieri. Del resto va rilevato che, nei controlli specifici modenesi, sui 12 autisti fermati 11 erano stranieri per stessa ammissione della Polizia Locale, non vi è dunque da stupirsi se le ben 11 sanzioni hanno riguardato lavoratori non italiani’.A parlare è la portavoce di Ruote Libere, Cinzia Franchini.



‘Da tempo ormai la concorrenza al ribasso che ha messo in ginocchio il settore dell’autotrasporto è infatti praticata da aziende italianissime che tentano, spesso con successo, di aggirare in ogni modo la normativa per praticare prezzi sempre più stracciati ai committenti– spiega Cinzia Franchini -. Se pensiamo dunque che il problema sia legato agli autotrasportatori stranieri, non abbiamo capito la dimensione e la portata di quello che sta accadendo nel nostro settore. La normativa stringente e superata viene continuamente bypassata e i committenti non si fanno alcuna domanda davanti a servizi offerti a costi irrisori rispetto ai carichi di lavoro e ai costi aziendali. E’ evidente che questo contesto rappresenta sempre più un terreno fertile per la criminalità organizzata che può estendere il suo controllo su aziende che non riescono più a stare in un mercato così inquinato e che vengono usate come semplici ‘lavanderie’ di denaro riciclato. In tutto questo il vero argine dovrebbe essere rappresentato da una vera rete tra imprenditori, favorita da un ruolo attivo da parte delle associazioni di categoria. Invece abbiamo viceversa a che fare con un settore sempre più diviso e con associazioni impegnate a sopravvivere a loro stesse intercettando e drenando una parte dei cospicui aiuti che il governo assegna al mondo dell’autotrasporto’.


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