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CNA FITA chiede di superare gli ostacoli della burocrazia

Scritto da

Federica Lugaresi

il 8 Febbraio 2017

CNA FITA della Lombardia è preoccupata per il pericoloso stallo che riguarda il rilascio delle autorizzazioni dei trasporti eccezionali verificatosi dopo l’incidente di Lecco

L’incidente accaduto in provincia di Lecco il 28 ottobre scorso ha fatto riemergere una serie di problematiche che si stanno ripercuotendo in maniera pesante sul regolare andamento dell’attività di questo peculiare tipo di trasporto e su tutto il suo mercato di riferimento. Il comparto delle imprese specializzate nel servizio dei trasporti eccezionali, è rappresentato da oltre 400 aziende con circa 5.000 addetti e un parco veicolare composto da circa 6.000 mezzi.


A seguito dell’incidente, viene segnalato a CNA FITA che, gli enti preposti alle verifiche dello stato delle infrastrutture viarie, stanno assumendo atteggiamenti scomposti e con restrizioni e procedure tali che inducono a riflettere se siano effettivamente coerenti con la finalità di garantire la sicurezza nella circolazione e con quanto previsto dal codice della strada e suo regolamento di attuazione: improvvisa comparsa, in prossimità di ponti-cavalcavia-sovrappassi, di segnali di divieto di transito per veicoli aventi massa complessiva superiore a 44 tonnellate, senza alcun preavviso; richieste di verifica di agibilità del percorso anche quando le amministrazioni competenti abbiano già conseguito un primo e recente nulla osta al transito e le ulteriori richieste riguardino il transito di veicoli di analoga massa e caratteristiche costruttive.


Per questo motivo l’Associazione – nella persona del Presidente lombardo Patrizio Ricci – chiede “che il MIT si attivi per promuovere un incontro tra tutti i soggetti interessati per introdurre ed assicurare elementi di certezza ed omogeneità nelle procedure atte a garantire i transiti di trasporti eccezionali e/o effettuati in condizioni di eccezionalità sui ponti-attraversamenti-cavalcavia- sovrappassi“.


Detto questo CNA FITA intende sottolineare:

“1. l’acquisizione della documentazione tecnica relativa a eventuali sopralluoghi ed accertamenti riguardanti l’agibilità del percorso è ad esclusivo carico degli enti interessati, nulla, in tal senso, può essere richiesto alle imprese richiedenti l’autorizzazione al transito

2. Fare in modo che il nulla osta sia conservato a cura dell’ente proprietario-gestore dell’opera, abbia una validità ben stabilita e che sia valido per ulteriori richieste di transito con mezzi aventi condizioni e caratteristiche analoghe

3. Che gli enti interessati, si uniformino al disposto di cui alla circolare LL.PP. n.34233/1991 soprattutto nella parte in cui, ai fini di garantire la sicurezza dei transiti, viene disposto l’obbligo di aggiornare la documentazione tecnica in funzione della vetusta dei ponti, della riclassificazione delle strade cui essi sono a servizio e dell’aumento dei carichi circolanti. L’ente, a prescindere dalle richieste di transito per carichi eccezionali, deve pertanto disporre della documentazione tecnica aggiornata che stabilisce la possibilità di resistenza del ponte, del margine tra carichi di progettazione e quelli attuali e delle conseguenti modalità di transito; tutto ciò dovrebbe ridurre sia il numero che i tempi di rilascio di eventuali nulla osta per il transito di carichi eccezionali. Sarebbe quindi utile, procedere all’identificazione di itinerari prestabiliti costruiti sulla base delle autorizzazioni già rilasciate cosicché le perizie (a carico dell’ente proprietario) siano ridotte e mirate

4. Individuare un criterio unitario che ripartisca tra il totale dei richiedenti l’autorizzazione al transito, eventuali spese inerenti sopralluoghi ed accertamenti a carico degli enti e conseguente il transito di carichi eccezionali il cui peso ecceda quello previsto per la relativa categoria di progettazione del ponte: tale costo non può rimanere a carico di un unico soggetto né essere addebitato a ciascun richiedente (se il transito richiede condizioni analoghe). Data la situazione di forte crisi del settore, è appena il caso di segnalare la necessità di contenere al minimo i costi


5. Che sia effettuato un controllo sulla legittimità dell’apposizione dei segnali stradali di divieto di transito per veicoli aventi massa complessiva superiore a 44 tonnellate e programmato un pronto intervento per rimuoverne le cause e ripristinare la regolare circolazione

6. Dare corso alla realizzazione dell’anagrafe nazionale delle strade (art. 401 del DPR 495/92 – Regolamento di esecuzione e di attuazione del Nuovo Codice della Strada)”.


 


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