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Ruote Industriali

Scania monitora gli impulsi cerebrali dei conducenti

Scritto da

Federica Lugaresi

il 13 Ottobre 2016

L’area ricerca e sviluppo di Scania ha stretto una collaborazione con il rinomato Istituto tedesco Max Planck per la cibernetica biologica di Tubinga, per effettuare una serie di test con 16 autisti, relativamente ai segnali acustici cui sono sottoposti quotidianamente gli stessi durante la guida dei truck

Con l’incremento dell’automazione e connettività sempre più spinta, l’interazione tra autisti e veicoli diventa sempre più importante. Un’area di sviluppo riguarda i segnali acustici emessi dal veicolo e gli studi per comprendere quale suono attira maggiormente l’attenzione dell’autista: lo scopo è quello di predisporre dei segnali di allarme immediatamente comprensibili che provochino l’appropriata reazione a bordo, minimizzando il rischio di incidenti. Questa è stata l’idea dell’area ricerca e sviluppo di  Scania che si è appoggiata all’ Istituto tedesco Max Planck,centro di ricerca leader nel mondo.


Ogni autista ha percorso lo stesso tratto di strada per 25 minuti nel simulatore e nel frattempo sono stati riprodotti 12 segnali acustici più alcuni altri suoni irrilevanti. Gli autisti dovevano premere un pulsante non appena avvertivano uno dei segnali acustici emessi. “È stato estremamente stancante, molto più che guidare in una situazione normale”, ha evidenziato Jeffrey Joslin, uno degli autisti coinvolti nel test.


Ogni autista veniva monitorato con un elettroencefalogramma (EEG) per registrare la sua attività cerebrale tramite 64 elettrodi posizionati in testa.


Una simile tecnologia viene utilizzata abitualmente per diagnosticare eventuali patologie cerebrali. Al tempo stesso, però, può fornire preziose informazioni sull’idoneità di diversi segnali acustici a provocare l’appropriata reazione a bordo.


Un segnale acustico consente all’autista di effettuare o meno una determinata azione”, ha evidenziato Christiane Glatz, ricercatrice in neuroscienze cognitive all’Istituto Max Planck. “Se funziona correttamente dovrebbe essere compreso immediatamente e senza alcuna ambiguità. Non dovrebbe richiedere quindi alcuna riflessione. I comandi vocali potrebbero essere compresi in modo ancora più chiaro, ma richiederebbero un maggior impegno mentale per essere elaborati, rispetto a segnali acustici che ci sono famigliari. Basti pensare, ad esempio, al suono delle sirene di un’ambulanza che siamo in grado di comprendere immediatamente”.


 


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