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Ruote commerciali

L’hard test Peugeot: urban small truck!

Scritto da

Luca Barassi

il 22 Maggio 2009

Presentato da poco, il piccolo furgone Bipper sta già avendo un discreto successo commerciale. Non è escluso, quindi, che questo veicolo, frutto della coproduzione fra il gruppo Psa e il gruppo Fiat, diventi oggetto di discussioni da Bar dello Sport. Infatti, molti acquirenti del veicolo (marchiato Citroen o Peugeot o Fiat), probabilmente, passeranno il tempo a discutere animatamente per stabilire… quale è il migliore. Ma saranno delle grandi discussioni a vuoto, utili solo per passare il tempo. Infatti, i tre veicoli sono assolutamente identici e vengono prodotti in un unico stabilimento in Turchia. C'è però da dire che mentre il Fiat Fiorino monta il propulsore del costruttore torinese, gli altri due si muovono con un motore prodotto da Psa. Quindi, se proprio si ha voglia di perdere tempo, il reale, unico oggetto di discussione potrà essere il diverso comportamento dei due propulsori.Noi, questa volta, ci siamo messi alla guida di un Peugeot Bipper con il quale abbiamo macinato una valanga di chilometri e, come sempre, siamo stati attenti ai consumi ed al comportamento “lavorativo” del veicolo.



Noi siamo piccoli…



Lo abbiamo chiamato piccolo, e non ci siamo sbagliati. Ma non vogliamo dare a questo aggettivo il senso del riduttivo. Al contrario, per piccolo intendiamo un veicolo davvero capace di penetrare nel più profondo centro storico medioevale senza che per questo il conducente debba esibirsi in funamboliche manovre. Bipper è lungo solo 3,86 e largo 1,8 m. Se poi l'altezza conta, può entrare in portoncini davvero minuscoli, data la sua altezza di soli 1,72 m. Piccole misure ma che permettono, comunque, un volume trasportabile di 2,5 mc, che può arrivare a 2,8 mc se si sfrutta la furba scelta del costruttore che consente di far scomparire il sedile anteriore del passeggero. Un'alchimia che permette – alla fine dei conti – di aggiungere alla lunghezza del piano posteriore (1,5 m) altro prezioso spazio utile per il posizionamento dei colli lunghi. E, a proposito di carichi, questi ultimi possono essere messi a bordo con facilità, infatti questo veicolo, posteriormente, vanta un ridotto sbalzo da terra: circa mezzo metro. Tanta fatica in meno, quindi, per chi deve alloggiare un oggetto particolarmente pesante e non ha nessuna voglia di assomigliare ad un sollevatore di pesi olimpionico. A fronte di queste generose misure, è stato necessario arrivare ad una portata di tutto rispetto: 610 kg. Non sarebbe stato logico poter mettere tanta roba, ma avere a disposizione solo poco peso. Naturalmente la parte posteriore dispone di altre comodità, quali la porta laterale scorrevole, utile per scaricare quando si è parcheggiati in modo angusto o, addirittura, nell'italianissima seconda fila, e poi numerosi anelli metallici sul pavimento del vano posteriore che si rivelano estremamente utili per bloccare i carichi più pesanti e, per questo, più disposti a girovagare per il cassone creando danni.


Ma con un look da “grandi”



Ma adesso valutiamo il Bipper dal punto di vista del look. La vista generale mette in mostra le superfici lamierate della parte posteriore che sono completamente verticali, e questo al fine di ottenere la massima capacità di carico in uno spazio così angusto. Ma la penna dei progettisti, com'è evidente, si è particolarmente sbizzarrita sul frontale. Questo veicolo, infatti, dispone di un look particolarmente aggressivo, in particolare per la presenza di un fascione prominente e di grandi dimensioni che incorpora la fanaleria. A sua volta montata in posizione rialzata e arretrata. Tutto questo, oltre che stilistico, ha un senso tecnico: serve ad evitare danni alla fanaleria stessa ed alla meccanica (radiatore, gruppo motopropulsore) se si incorre in uno dei classici urti che possono avvenire in città, come il tamponamento. Se si verifica una sgradevole situazione come questa, Bipper sarà in grado di – economicamente parlando – dare una mano al proprietario che dovrà mettere mano a portafoglio solo per sostituire il fascione anteriore. E non per pagare spaventose fatture e che comprendono la fanaleria, il radiatore o, peggio ancora, parti del motore. In ogni caso non si può negare che la scelta tecnica si sposa perfettamente con quella stilistica, infatti, questo piccolo furgone non ha per niente la classica forma a scatola da scarpe che contraddistingue tanti altri commerciali, ma si presenta nel traffico come un veicolo con un’immagine davvero automobilistica.


Comfort da leoni


Ed ora passiamo alla parte, per così dire, alberghiera. L'abitacolo del Bipper, nonostante le piccole dimensioni, è veramente spazioso e le dimensioni dei sedili sono tali da poter accettare qualunque tipo di corporatura. A proposito dei sedili, però, riteniamo necessaria la richiesta, come optional, della regolazione in altezza. Infatti, specialmente la manovrabilità del pedale della frizione può essere enormemente migliorata con la possibilità di variare l'altezza e, quindi, l'angolo con il quale la gamba sinistra agisce sul pedale.Ottimo l'intero cruscotto, ha una forma avvolgente ma che non infastidisce nelle manovre di salita e discesa dal veicolo. In più è dotato di un grande numero di vani portaoggetti, utilissimi per posizionare un po' di tutto. Addirittura, sulla sommità della plancia è posto un portaoggetti orizzontale che, con qualche dovuto spessore autocostruito, può diventare un perfetto alloggiamento per il navigatore portatile che, in questo modo, potrà essere rimosso e riposizionato con estrema facilità, senza dover impazzire ad agganciarlo a quegli infernali supporti a ventosa che siamo abituati a vedere. Fra l'altro, occorre dirlo, non posizionare il supporto a ventosa all'interno dell'abitacolo servirà anche a demotivare i soliti ignoti che girovagano alla ricerca di satellitari da rubare.


Ben studiata la batteria dei comandi vari che sono intuitivi e facilmente accessibili, in particolare risulta molto comodo il comando di chiusura elettrica delle porte dei vani anteriore e posteriore. Un po' meno quelli secondari dei fendinebbia e delle luci posteriori per nebbia che sono stati installati in basso a sinistra. In questo caso non sono proprio a portata di mano ma si tratta di comandi secondari e non di uso continuo. Bella e ben leggibile la grafica degli strumenti che comprendono l'utile contagiri che, visto il normale utilizzo di un veicolo commerciale, servirà più al contenimento dei consumi che al cambio di marcia allo spasimo.Insomma, dal punto di vista dell’abitabilità Bipper sembra ben altra cosa all'interno di ciò che è all'esterno. Tutto il comfort che sono riusciti a creare nell'abitacolo è veramente in controtendenza alle minuscole dimensioni del veicolo in se stesso. E tra le comodità non possiamo non citare due particolari, il diametro della sterzata di soli 9,95 m (il che allevierà di parecchio la vita dell'autista) e alcune piccole malizie come la chiusura dei vetri automatica comandata dal telecomando delle porte e i vani ricavati delle portiere e nei pressi della leva del cambio per alloggiare le bottiglie di acqua minerale.



Ottima guidabilità



Dal punto di vista del comportamento su strada, poi, la struttura di questo veicolo e l'interasse particolarmente corto si fanno sentire in modo estremamente positivo. Infatti la stabilità è veramente eccezionale, complici le sospensioni con uno schema McPherson alle ruote anteriori e il ponte torcente posteriore. Quest'ultimo poi rimane fisso al suo posto sempre, anche quando le curve si fanno in modo particolarmente “cattivo”. Dando alla guida veloce un simpatico effetto “go-kart”. Abbastanza buona la precisione dello sterzo che, forse, risulta un po' troppo demoltiplicato e quindi un po' lento nelle manovre che vengono effettuate a velocità “vergognosa”. Ma nel complesso risulta davvero poco affaticante.



Il punto sui consumi




Con il Peugeot Bipper abbiamo usato la prassi di sempre. Infatti, sono stati percorsi 2.000 km, dei quali l'80 per cento su strade cittadine (sempre in ore di punta) e il rimanente 20 per cento fuori città, ma non certamente in autostrada. Al contrario, su strade provinciali trafficate e ricche di semafori, almeno quanto quelle urbane. Bipper non ha smentito la sua vocazione di mezzo economico nel corso dell'intera prova. Infatti, mantenendo sempre un'andatura, per così dire, svelta, la media dei chilometri effettuati con un litro di gasolio è stata di 12,7 km. Per far scendere tale dato a circa 10,5 km/litro, abbiamo dovuto percorrere circa 500 km in modo, questa volta, davvero fuori dell'ordinario.


Infatti abbiamo certamente esagerato con le marce basse, con le riprese ai semafori ed è stato pure appesantito (di parecchio) il cassone posteriore del veicolo.Alcune centinaia di chilometri, invece, le abbiamo percorse usandolo in modo intelligente, quindi utilizzando le marce più alte e, specialmente, recuperando gasolio sfruttando l'abbrivio del veicolo quando si poteva prevedere un imminente arresto. Cioè, quando il classico semaforo rosso era in vista. In questo caso siamo riusciti, addirittura, a contenere i consumi marcando un dato davvero entusiasmante: 7 litri circa per 100 km, ovvero la bellezza di 13.5 chilometri con un litro di gasolio. In città!Insomma, Bipper alla fine si presenta come un commerciale dotato di un motore che si sposa perfettamente con la massa del veicolo. Ed è questo il vero segreto per consumare poco, infatti i mezzi sottomotorizzati, per muoversi con agilità, spesso portano ad “imballare” il motore. Ottenendo… un verticale aumento dei consumi.



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