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Ruote Industriali

La sicurezza al centro dei test del veicolo per la raccolta rifiuti a guida autonoma eseguiti da Volvo Trucks e Renova

Scritto da

A. Trapani

il 16 giugno 2017

Insieme a Renova, un’azienda svedese che opera nella gestione dei rifiuti, Volvo Trucks è attualmente impegnata nell’esecuzione di test e ricerche sul possibile contributo dei veicoli a guida autonoma per rendere più sicura ed efficiente la gestione dei rifiuti e creare un ambiente di lavoro ottimale per gli autisti. I sistemi automatici sottoposti a test sono fondamentalmente gli stessi su cui si basa il camion a guida autonoma Volvo che dall’autunno del 2016 opera nella miniera di Kristineberg, nella Svezia settentrionale.

“Guidare un veicolo commerciale pesante in un’area residenziale urbana con vie strette e utenti della strada vulnerabili mette, naturalmente, a dura prova il livello di sicurezza, anche quando la velocità del veicolo non supera quella di un normale passo d’uomo. Il veicolo per la raccolta rifiuti che stiamo testando monitora senza sosta l’area circostante e si arresta immediatamente se un ostacolo compare all’improvviso sulla strada. Allo stesso tempo, il sistema automatico crea prerequisiti ottimali per consentire all’autista di tenere sotto controllo tutto ciò che accade intorno al veicolo”, dichiara Carl Johan Almqvist, Traffic & Product Safety Director, Volvo Trucks.


La prima volta che il veicolo per la raccolta rifiuti a guida autonoma viene utilizzato in un’area nuova, viene condotto dall’autista, mentre il sistema presente a bordo monitora e traccia una mappa dell’itinerario con l’aiuto dei sensori e della tecnologia GPS. La volta successiva che il camion entra nella stessa area, conosce già con precisione il percorso da seguire e presso quali cassonetti deve fermarsi.



Alla prima sosta con il sistema automatico attivato, l’autista scende dalla cabina, raggiunge la parte posteriore del veicolo, avvicina il cassonetto dei rifiuti su ruote e lo svuota seguendo la stessa procedura attualmente in uso, utilizzando gli appositi comandi. Al termine dell’operazione e non appena riceve il comando inviato dall’autista, il veicolo procede automaticamente in retromarcia fino al cassonetto successivo. L’autista segue esattamente lo stesso percorso del camion e può quindi controllare tutto ciò che accade nella direzione di marcia. Ma perché procedere a marcia indietro anziché avanti?


“La retromarcia permette all’autista di rimanere sempre vicino all’unità di compattazione, senza doversi continuamente spostare tra la parte posteriore del camion e la cabina ogni volta che il veicolo si muove. E poiché l’autista non è obbligato a salire e scendere dalla cabina a ogni partenza e arresto, il rischio di infortuni legati al lavoro, ad esempio problemi alle ginocchia e ad altre articolazioni, risulta ridotto”, spiega Hans Zachrisson, Strategic Development Manager at Renova.


D’altra parte, la retromarcia è una manovra piuttosto rischiosa che, nonostante la disponibilità di una telecamera, rende difficile per l’autista vedere chi o cosa si trova dietro al veicolo. Per motivi di sicurezza, in determinate aree ai veicoli commerciali pesanti è vietato procedere in retromarcia, mentre in altre è obbligatoria la presenza di un altro autista che rimanga dietro al veicolo per verificare che la strada sia libera prima che il camion inizi la manovra. La soluzione in fase di test è stata appositamente progettata per eliminare questi problemi. Poiché i sensori monitorano l’area tutto intorno al veicolo per la raccolta rifiuti, la guida risulta sempre ugualmente sicura, indipendentemente dalla direzione in cui il camion si muove, in avanti o indietro. E se la strada è bloccata, ad esempio da un’auto parcheggiata, il veicolo è in grado di aggirare automaticamente l’ostacolo, a condizione che lo spazio di manovra sia sufficiente.


Poiché i sistemi automatici ottimizzano il cambio di marcia, la sterzata e la velocità, consentono anche di ridurre il consumo di carburante e le emissioni.


Nonostante i presupposti tecnici siano già esistenti, prima che i veicoli per la raccolta rifiuti a guida autonoma diventino una realtà è necessario svolgere ancora una considerevole quantità di lavoro di ricerca, test e sviluppo. L’attuale progetto congiunto proseguirà fino alla fine del 2017 e sarà seguito da una valutazione estremamente esaustiva di funzionalità, sicurezza e, non meno importante, di come questo tipo di veicolo verrà accolto da autisti, altri utenti della strada e residenti locali. Probabilmente questi veicoli, con vari gradi di automazione, verranno introdotti prima in altri settori, in cui le operazioni di trasporto si svolgono entro aree strettamente limitate, come miniere e terminal di carico.


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