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Ruote Industriali

La sfida di un Volvo FH16 nell’Artico svedese

Scritto da

Luca Barassi

il 11 aprile 2012

Nella Bibbia il possente guerriero Golia è descritto come un gigante “alto sei cubiti e un palmo”. Un'altezza di tutto rispetto ma ben poca cosa rispetto al gigante che regna incontrastato sulla miniera a cielo aperto di Aitik, nell'estremo nord della Svezia: è Goliath, il Volvo FH16 che estrae 500 tonnellate di minerale di rame dalle viscere della montagna ogni giorno dell'anno.

Osservare i grigi terrapieni dell'immensa miniera a cielo aperto di Aitik, nell'Artico svedese, è un'esperienza che toglie il respiro. Con una lunghezza di 3 km, una larghezza di 1,1 km e una profondità di 425 m, Aitik è una delle miniere di rame più grandi al mondo e sta ancora crescendo. “Per me è davvero una grande fortuna poter lavorare qui e vivere quest'esperienza. È un ambiente speciale”, afferma il conducente Gustav Nilsson.

Nell'ambito di un recente ampliamento della miniera è stata introdotta una modalità del tutto nuova per il trasporto del concentrato di rame, un'attività gestita da Gällivare Frakt, un'azienda di logistica di proprietà del padre e dello zio di Nilsson, Ingemar e Kurt Nilsson. Per gestire quest'attività colossale l'azienda ha acquistato Goliath, un Volvo FH16 da 540 CV appositamente realizzato. A pieno carico, Goliath pesa 144 tonnellate. “Il camion funziona in modo semplice ed efficace. Guidarlo è un piacere”, afferma Gustav.

Gällivare Frakt trasporta tutto il concentrato di rame estratto dalla miniera di Aitik, il che significa che ogni giorno Goliath trasporta 500 tonnellate tra l'impianto di trattamento e il terminale. Dal materiale grezzo vengono prodotte circa 46.000 tonnellate di rame all'anno. Inoltre, Goliath trasporta circa 25 tonnellate di argento e 1,3 tonnellate di oro all'anno. Considerando il costo corrente del rame, pari a circa 58.000 corone svedesi per tonnellata, Goliath trasporta rame per un valore di circa 2,7 miliardi di corone svedesi all'anno.

Goliath percorre giornalmente una distanza di 8 km tra l'impianto di trattamento e il terminale dove il concentrato di rame viene scaricato. Gustav pesa il veicolo vuoto per poi guidare nel lungo, stretto corridoio in cui il concentrato di rame viene caricato. I tettucci del camion e del rimorchio vengono aperti e il concentrato di rame viene versato dall'alto. Controllando il camion in remoto, Gustav sposta il veicolo per distribuire il carico in modo uniforme. “È incredibilmente semplice; quasi come un videogioco”, dice con un sorriso.

Il concentrato di rame riempie lo spazio diffondendo un odore a metà strada tra quello delle alghe e quello del tabacco, un odore che viene associato al denaro dalla gente di questa zona conosciuta come Malmfälten (“i campi di minerale”). “È di questo che viviamo qui. Le miniere sono estremamente importanti per noi”, dice Gustav.

Al termine del carico torna in cabina, poggia la mano sulla leva di comando del cambio I-Shift e avvia il veicolo. Sistemandosi nel sedile, spiega in che modo il nuovo camion e le nuove strutture abbiano semplificato il suo lavoro. “Quasi non si avverte la sensazione di trasportare 100 tonnellate. La strada è larga e noi siamo gli unici a utilizzare questo percorso”, dice.

Lavorare nella miniera di Aitik, tuttavia, non sempre è piacevole in quanto l'impianto di trattamento è esposto ai venti gelidi dell'Artico. “In inverno la temperatura può arrivare a – 30 °C e il vento soffia tutto l'anno”, dice Gustav. “È un clima duro”.

Per scaricare Gustav conduce il camion nel deposito, abbassa le gambe di supporto e svuota il carico, prima dal rimorchio e poi dal camion. I potenti vibratori scuotono ogni minimo residuo di concentrato di rame.

Grazie al nuovo camion, unito al nuovo sistema di carico e svuotamento, il proprietario della miniera, Boliden, ha ottenuto aumenti significativi della produzione. Lo scorso anno sono state prodotte 31,5 tonnellate di minerale. “Abbiamo scelto un motore con una potenza di 540 cavalli in linea con le caratteristiche della strada”, afferma Ingemar Nilsson. “Dall'impianto di trattamento al terminale la pendenza è bassa e torniamo con il camion vuoto”.

Le cose sono cambiate dal 1971, anno in cui ha iniziato a guidare camion nella miniera. “Rispetto al primo veicolo che abbiamo guidato, entrando in questo camion si ha la sensazione di galleggiare nell'aria”, racconta. “È come sedere su una nuvola dopo essere stati in una carriola. Ci sono stati sviluppi tecnici importanti. L'obiettivo è quello di rendere più conveniente ogni tonnellata”.

Gustav Nilsson è alla terza generazione nella sua famiglia a guidare camion in questo sito, a partire dal nonno. Suo padre e suo zio hanno fondato la società di trasporti nel 1988 e per Gustav seguire le loro orme è stata una scelta del tutto naturale. Ha iniziato a guidare macchine da carico all'età di 16 anni e a 18 anni ha conseguito la patente di guida per i veicoli pesanti.

Se tutto va secondo i suoi piani, Gustav alla fine rileverà l'attività. “Noi siamo vecchi e lui è il futuro”, dice Ingemar. “La nostra speranza è che questi uomini del futuro riescano a portare avanti l'attività per tutti gli anni in cui l'abbiamo gestita noi”.

Quindi Gustav e Goliath affronteranno la montagna per molti anni a venire. “Mi piace il mio lavoro. È speciale”, dice Gustav. “C'è un'atmosfera bellissima e quasi tutti i miei amici lavorano qui. Boliden sta facendo importanti investimenti, pertanto è davvero splendido lavorare qui”.

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