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Ruote ecologiche

Il programma MAN per l’elettromobilità

Scritto da

A. Trapani

il 18 Settembre 2018

Nell’ambito del progetto NextWays di MAN Truck & Bus Italia, che quest’anno ha avuto come argomento “Diesel ed Elettrico – Presente e Futuro del Trasporto su gomma”, Stefan Sahlmann, responsabile delle Soluzioni di Trasporto di MAN Truck & Bus AG, ha parlato delle sfide odierne e future della distribuzione merci.





Lo sviluppo tecnologico del mondo del trasporto merci è influenzato soprattutto da tre mega-trend: elettrificazione, automazione e connettività.


MAN conosce le sfide che l’attendono, differenti a seconda che ci si sposti dai centri urbani ai trasporti su lunghe distanze. Nel primo caso le alternative ruotano soprattutto attorno alla eMobility ma, avendo sempre ben presente l’esigenza dei clienti di avere il migliore TCO (Total Cost of Ownership), si devono individuare le soluzioni più idonee in funzione della tipologia d’utilizzo, cercando di ottimizzare efficienza, autonomia e affidabilità. Gli obiettivi sono quindi zero emissioni, riduzione del rumore nei centri urbani e maggiore efficienza, quindi riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2, nel lungo raggio.


Considerando che il tema della riduzione della CO2 prodotta dal traffico è molto dibattuto ai vertici europei, eventuali regolamenti e restrizioni potrebbero accelerare ulteriormente la corsa allo sviluppo di veicoli elettrici. Questo porterebbe anche benefici effetti sul TCO, se supportato da una produzione che sfrutti adeguate economie di scala e da un massiccio potenziamento delle infrastrutture di ricarica.


Confronto tra le diverse tecnologie sul lungo raggio


Analizzando il TCO di un flottista impegnato su rotte a lungo raggio in Europa, per il periodo 2017-2020-2030, si evince che la trazione elettrica è quella che genererà le più significative riduzioni dei costi. Questo grazie a un calo del prezzo delle batterie e a ricariche sempre più rapide, nonché all’implementazione delle infrastrutture. Quindi, nel lungo periodo, le trazioni elettriche complete dovrebbero avere una riduzione del TCO del 20-30%. Invece, il metano (LNG/CNG) non mostra sostanziali miglioramenti a causa dei limiti infrastrutturali che ne portano a un progressivo abbandono, anche in considerazione di un TCO molto simile alle trazioni diesel.


L’adozione dei BEV (Battery Electric Vehicle) è favorita da un incremento del TCO, anche se nel breve periodo i principali fattori che ne rallentano l’adozione sono le differenze di disponibilità di infrastrutture di ciascun Paese, i limiti del carico utile e i tempi di ricarica. Per questo ibridi, biocarburanti e gas avranno un ruolo significativo ma solo in un periodo di transizione (tecnologie di collegamento). Ne consegue che la parità di TCO tra elettrico e trazioni a combustione interna ICE (Internal Combustion Engine) sarà più rapida nei Paesi con alto prezzo del gasolio e basso prezzo dell’elettricità, come Svezia e Regno Unito, e più lenta dove le condizioni sono invertite, come la Germania. Senza dimenticare la variabile legata agli interventi governativi nello sviluppo delle infrastrutture di ricarica.


Fondamentale nell’adozione dei veicoli elettrici sono quindi i progressi nella tecnologia delle batterie e delle unità di ricarica, in particolare per l’elettrificazione del segmento a lungo raggio. Per la tecnologia della batteria si può ipotizzare uno sviluppo della capacità energetica, in modo che le attuali perdite di due-tre tonnellate di capacità di carico nel lungo raggio potranno essere ridotte, nel 2030, di oltre il 50%. Questo handicap potrà però essere mitigato dalla legislazione (per esempio, una tonnellata di peso aggiuntivo per i BEV). Per le infrastrutture di ricarica, in seguito alla crescita della domanda di veicoli elettrici, molti grandi player stanno investendo su queste infrastrutture e relative reti. Inoltre, lo sviluppo della ricarica rapida è promettente: con una distanza di circa 300 chilometri l’una dall’altra (4,5 ore di guida tra le pause, meno di 400 km di autonomia richiesta, 45 minuti di tempo di ricarica). Inoltre, le reti elettriche attuali possono supportare un incremento del 20-30% di veicoli elettrici circolanti senza interventi particolari, ma per rispondere al 100% è necessaria una ricarica intelligente e l’adeguamento della rete.


Per contro, non si prevede che l’infrastruttura CNG raggiunga una implementazione significativa per il basso numero di veicoli a metano, nessun investimento governativo significativo, basso impatto sulla riduzione di CO2. Inoltre, l’infrastruttura CNG è costosa rispetto ad altre soluzioni e potrebbe essere ulteriormente rallentata da una più severa regolamentazione delle emissioni di gas serra, poiché sotto questo aspetto i benefici del metano sono discutibili.


In conclusione:



  • le trazioni diesel sono nel breve periodo la tecnologia più efficiente per i trasporti a lungo raggio;

  • il metano/GNL (a base fossile) non riduce in modo significativo le emissioni di CO2;

  • l’eMobility a emissioni zero è favorita da molti governi europei;

  • le trazioni elettriche al 100% BEV nel medio periodo (2024-28) hanno un TCO allineato al diesel;

  • nel lungo periodo si registra un significativo vantaggio del TCO dei BEV rispetto ai motori a combustione interna;

  • i progressi nella tecnologia delle batterie e delle infrastrutture di ricarica contribuiranno all’elettrificazione anche dei trasporti a lungo raggio.


Approccio e soluzioni MAN


MAN Truck & Bus sta sviluppando in Austria il progetto eTruck CNL (acronimo di Council für nachhaltige Logistik) in partnership con questa importante associazione per la logistica sostenibile e con le principali società della logistica alimentare europee. Protagonisti nove MAN TGM 6×2 e un TGM 4×2 realizzati dalla Steyr, i primi MAN elettrici costruiti. Questi eTGM sono la proposta MAN per le attività logistiche all’interno della città: 100% elettrici con emissioni zero sia di CO2 sia di NOx, silenziosi, con un’autonomia fino a 200 km. I field test sono iniziati alla fine dello scorso anno e stanno procedendo con successo.


Per l’ultimo miglio e le distanze medie urbane, la proposta di MAN Truck & Bus è l’eTGE, soluzione che si adatta perfettamente ai profili di impiego cittadini che richiedono una portata utile di 900 kg, una velocità massima di 95 km/h e un’autonomia di 70 km, con un rapporto guida/soste fino al 95% di “guida” e una media di 40 stop al giorno, ma punte anche oltre i 100 stop. In prospettiva l’impiego di van elettrici in Europa prevede una quota del 5% nel 2020 che crescerà fino al 35% nel 2030. L’eTGE sarà presentato ufficialmente al prossimo IAA 2018.


Per accompagnare i propri clienti in questo percorso di avvicinamento alla trazione elettrica, MAN Truck & Bus ha creato un gruppo di consulenti specializzati in grado di fornire un supporto personalizzato alle aziende di trasporto e alle autorità locali in merito alla scelta dei veicoli e delle infrastrutture di ricarica e approvvigionamento energetico, oltre all’assistenza e manutenzione dei mezzi.


Deve essere chiaro il concetto che non si tratta semplicemente di sostituire i veicoli, ma si deve avviare un vero e proprio cambiamento di sistema che parta dalla situazione attuale e si ponga una serie di domande: quale parte della rete può essere “elettrificata” senza modifiche? Cambiando i veicoli si dovranno rivedere anche le rotte e le metodologie interne?


In pratica, si dovranno riconsiderare le percorrenze giornaliere dei singoli mezzi, le pause per le ricariche (intermedie e notturne) e il posizionamento delle relative strutture. Poi si dovranno ottimizzare i costi della ricarica in base ai prezzi dell’energia e alle relative fasce orarie sviluppando specifici profili di ricarica.






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