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Ruote ecologiche

Distribuire rispettando l’ambiente: C-Dispatch

Scritto da

Luca Barassi

il 19 marzo 2009

Attuato tra aprile e settembre 2007 dalla Provincia di Frosinone in partenariato con altri soggetti privati ed enti pubblici, e cofinanziato dal programma comunitario Life-Ambiente, il progetto C-Dispatch (Clean Distribution of goods in SPecimen Areas at the last mile of the intermodal Transport CHain) è consistito nella sperimentazione di un innovativo sistema di distribuzione delle merci all’interno di un’area pilota (un’importante via commerciale) della città di Frosinone e realizzato attraverso un servizio di piattaforma logistica di smistamento (il cosidetto transit point) che, localizzata in prossimità dell’area urbana e in posizione strategica tra l’autostrada e la linea ferroviaria, riceveva le merci dagli operatori del trasporto per poi provvedere alla consegna al dettaglio presso i commercianti del centro aderenti all’iniziativa con l’ausilio di mezzi a ridotto impatto ambientale (un Porter Blind Van elettrico della Piaggio e un Jolly CH4 a metano della Faam) e di un sistema telematico per l’ottimizzazione dei percorsi e dei carichi ela rimodulazione degli orari di carico e scarico.



Obiettivo del progetto, la riduzione delle emissioni di PM10, la famigerata concentrazione di polveri sottili nell’aria, cercando di evitare il ricorso al blocco della circolazione, la più frequente risposta delle pubbliche amministrazioni all’annoso problema dell’inquinamento.


Come ha dichiarato il presidente della Provincia di Frosinone Francesco Scalia, presentando lo stato di avanzamento del progetto nel corso del 2007: “Il problema degli sforamenti del livello di PM10 nella città di Frosinone sta diventando preoccupante se pensiamo che ammontano a 64 i giorni di superamento del valore limite nazionale rispetto ai 35 giorni consentiti per legge. L’auspicio è che C-Dispatch possa rappresentare un valido aiuto per invertire il preoccupante trend avviato sotto il duplice profilo della sostenibilità ambientale e dell’efficacia del servizio”.


E, ancora, come scritto dallo stesso Scalia nell’introduzione del Rapporto finale del progetto, l’auspicio è anche quello di vedere “annoverato il progetto quale esempio virtuoso nell’ambito delle politiche di sviluppo della mobilità sostenibile e che, anche in stretta collaborazione con i Comuni del territorio, si possa dare un seguito a questa esperienza lavorando in maniera concertata con le associazioni imprenditoriali e con le rappresentanze del tessuto economico locale, per costruire soluzioni concrete ad una questione non solo ambientale, ma anche economica”.




 


I risultati




Un augurio, quello di Scalia, che ha poi trovato conferma, dati alla mano. Come si legge nel sopra citato Rapporto finale, che traccia un bilancio decisamente positivo della fase sperimentale sotto il profilo della vivibilità urbana e dei benefici sul sistema logistico, nell’area campione (per quanto circoscritta e limitata) si è riscontrato un notevole miglioramento in termini di emissioni di CO2 e di PM10, la cui concentrazione, come detto, è particolarmente critica nell’area di Frosinone.


I 105 veicoli “tradizionali” Euro 2 e 3 che sono arrivati in piattaforma durante il periodo di sperimentazione, evitando di percorrere le vie del centro e affidando le consegne a veicoli ecocompatibili hanno permesso un abbattimento di PM10 superiore al 90 per cento e un miglioramento del quadro emissivo di CO2 del 43 per cento, oltre a una sensibile riduzione del congestionamento del traffico, di inquinamento acustico e visivo. Il livello di soddisfazione e il consenso da parte di tutti gli attori coinvolti, cittadinanza compresa, del servizio C-Dispatch, percepito come migliore rispetto al servizio “tradizionale”, hanno contribuito a decretare il buon esito della sperimentazione i cui risultati sono stati inviati alla Commissione europea.


 




Oltre il progetto pilota?




Questi dati incoraggiano senza dubbio a rendere permanente il sistema di distribuzione ecologico C-Dispatch, ma, si sa, la piena applicazione di un servizio a regime è anche legata alla disponibilità di fondi e alla possibilità di  reperirli… Come si legge sul Rapporto finale: “Se già il progetto pilota di circoscritte dimensioni garantisce tali prestazioni ambientali, è immediato intuire di quale portata possa essere il miglioramento del quadro emissivo in caso di futura piena applicazione del servizio a regime (esteso all’intera area urbana, con una partecipazione maggiore degli operatori e conseguente aumento della flotta ecologica)”… Per il momento, il progetto è stato seguito dalla firma di un protocollo ambientale da parte di alcuni Comuni limitrofi per l’adozione di ordinanze condivise sulla limitazione del traffico legato al trasporto merci.


Un primo passo per incentivare l’uso di buone pratiche logistiche viste come opportunità di sviluppo sostenibile. La sperimentazione, è stato detto, è servita a tracciare una linea guida che mette a disposizione degli stakeholder (tutti i partecipanti coinvolti nel progetto) strumenti per valutare le potenzialità offerte dal servizio e le opportunità di cui possono beneficiare dalla prosecuzione ed estensione del servizio. Si è preparato il terreno per un possibile sistema di logistica evoluta:  l’importante, insomma, è “non buttare via lo stampo”…


 



 


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