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Il metodo Lean di Officine Cucini

Scritto da

Valeria Di Rosa

il 14 Marzo 2021

Il metodo giapponese “Lean” permette all’azienda di eliminare gli sprechi e le inefficienze, ottimizzare i processi, migliorare il prodotto e generare eccellenza

Officine Cucini, costruttore toscano, specializzato nell’allestimento di cassoni ribaltabili in acciaio zincato ad alta resistenza e leader europeo nelle trasformazioni dei veicoli 4×4, nel 2014 ha cominciato ad applicare le pratiche manifatturiere del metodo giapponese “Lean” ai suoi processi produttivi. Separare. Sistemare. Spazzare. Standardizzare. Sostenere. Sono i cinque princìpi alla base di questa teoria nipponica sulla quale l’azienda ha investito, attuando un cambiamento radicale del lavoro, dell’organizzazione e del management interno che incoraggia le pratiche di miglioramento continuo, basandosi sull’idea fondamentale del rispetto e della considerazione delle persone.


«La nostra filosofia di vita – racconta il direttore commerciale Simona Cucini una dei due soci titolari dell’azienda di famiglia – oggi è solo ed esclusivamente Lean. Grazie a questa scelta siamo riusciti in pochi anni a migliorare l’efficienza, a raddoppiare la nostra capacità produttiva semplicemente mettendo al centro dell’azienda le persone: i nostri clienti con le loro esigenze, i nostri dipendenti con il loro know-how e la loro esperienza, che è un valore, i collaboratori esterni selezionati sempre in questa ottica».



Tutto è animato dalla spinta del metodo Lean nato dall’evoluzione della tradizione manifatturiera giapponese che ha portato all’eliminazione di tutto ciò che non è necessario, di tutto ciò che è spreco (muda) o inefficienza rispetto alla ricerca continua della perfezione nei processi e nell’evoluzione del prodotto.


Dalle piccole cose alle scelte più grandi. In Cucini tutti i processi oggi, per esempio, sono zero-waste e zero-paper. Ottimizzati per limitare il più possibile gli scarti con l’eliminazione della carta: in azienda non vedrete un foglio di carta. La gestione snella dei processi interni, in tutte le varie fasi della produzione, applicando alla lettera il metodo nipponico, ha permesso all’allestitore toscano in definitiva di eliminare sprechi e migliorare l’efficienza. Con il risultato tangibile: oggi Officine Cucini, grazie alla sua filosofia aziendale, riesce a consegnare al cliente un allestimento industriale personalizzato in soli 5 giorni lavorativi.


«I principi di questa filosofia – spiega ancora Simona Cucini – sono oggi le fondamenta di ogni nostra decisione: prodotto, elaborazione dati, assunzione del personale, strategia. Tutto quello che ogni giorno facciamo, ogni “respiro” si potrebbe dire che facciamo all’interno delle Officine Cucini è mosso da questo modo di pensare».


Lean Thinking vuol dire cambiare anche quello che è tradizionalmente il modo di operare nel settore, se questo può far migliorare l’efficienza e in definitiva l’immagine di perfezione, sicurezza e affidabilità che sta dietro a ogni prodotto che esce dalle Officine Cucini.



«Far vedere ciò che facciamo – racconta il fratello Fabio Cucini direttore tecnico e co-titolare di Officine Cucini – far toccare con mano l’organizzazione, la pulizia dei nostri impianti produttivi e il processo che porta alla creazione dei nostri prodotti è diventato un punto di valore. Per questo abbiamo deciso, ad esempio, di organizzare gli eventi per presentare i nostri nuovi prodotti all’interno dell’azienda anziché partecipare alle fiere tradizionali di settore. Questo è Lean Thinking per noi. La produzione è diventata il nostro showroom. E ne siamo fieri».


Per lo stesso motivo una volta l’anno Officine Cucini apre le proprie porte alle aziende, agli studenti e anche ai cittadini per far capire come oggi operano le aziende in continua evoluzione. «Nel giorno in cui noi ci confrontiamo con gli altri – continua Simona Cucini – non solo mostriamo ciò che facciamo, come operiamo, ma noi stessi a fine giornata ne usciamo arricchiti». Informazioni e spunti che vengono valutati a posteriori e inseriti nella vita quotidiana dell’azienda e nei processi produttivi. Spunti, idee, osservazioni, critiche. Tutto serve. Tutto sempre in positivo utilizzato come stimolo e spinta al miglioramento continuo per la ricerca della perfezione dei prodotti di Officine Cucini.


Un processo in cui non ci si può mai sentire arrivati. «In questi anni di trasformazione – conclude Simona Cucini – abbiamo fatto tanti cambiamenti nei processi e nell’organizzazione, ma il più importante e anche il più difficile è stato a livello di pensiero. Il Lean Thinking è diventato il nostro pane quotidiano. Nel momento in cui abbiamo capito che questa filosofia era il nostro abito perfetto non ce ne siamo più liberati».


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