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Speriamo non piova!

Scritto da

Paolo Volta

il 4 Novembre 2019

Il “Collegato ambientale 2017” - documento istituito dalla legge 221 del 28 dicembre 2015 – contiene La Strategia Energetica Nazionale (SEN), approvata nel 2017, che rappresenta il piano decennale che il Governo italiano ha stilato per anticipare e gestire i cambiamenti in seno al sistema energetico: il documento guarda oltre il limite temporale del 2030 e pone le basi per la creazione di un sistema energetico avanzato e innovativo. La Strategia pone l’accento sulla decarbonizzazione del sistema energetico, tramite un utilizzo ridotto della produzione a carbone. Gli impianti a carbone dovranno quindi essere chiusi entro il 2025. Questo richiede una gestione oculata della produzione da fonti rinnovabili che dovrebbero andarle a sostituire, lo sviluppo infrastrutturale che ne consegue e il riutilizzo di siti che possano trasformarsi in centri per la produzione da fonti rinnovabili.

Nel mercato petrolifero, l’obiettivo è di ridurre il consumo primario di prodotti petroliferi di 13,5 Mtoe al 2030 rispetto ai livelli del 2015. La Strategia prevede un allineamento delle accise di benzina e diesel sulla base dell’impatto ambientale. Il ministro Gen. Sergio Costa, nella prefazione del Catologo, sottolinea come “Molti Paesi, oltre l’Italia, fanno ancora un utilizzo significativo di sussidi ambientalmente dannosi. Per questo sono importanti gli impegni G7 e G20 per la rimozione dei sussidi alle fonti fossili entro il 2025. Non tragga in inganno la discussione tesa a limitare la definizione di sussidi alle fonti fossili a quelli ritenuti inefficienti. Tutti i sussidi alle fonti fossili devono ritenersi economicamente e ambientalmente inefficienti. Senza la loro rimozione diventerà estremamente difficile, se non impossibile, raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati come comunità globale a Parigi e all’ONU.”

Le agevolazioni fiscali definite dannose per l’ambiente sono 75 e il loro valore complessivo, per l’anno 2017, ammonta a 19,29 miliardi di euro. Il valore derivato dalla differenza sulle accise tra gasolio e benzina è di  4,91 miliardi.  Il rimborso agli autotrasportatori di parte delle accise vale 1,26 miliardi. Dal 1° gennaio 2003 alle imprese di autotrasporto merci con veicoli di massa superiore alle 7,5 t. viene riconosciuto un rimborso, detraibile anche tramite F24, pari alla differenza tra l’aliquota di 0,403 euro e quella attuale: in pratica 0,214 euro per litro. Il sostegno rappresentato dagli sgravi sulle accise ha il pregio di essere una misura di aiuto consentita dalla Direttiva 2003/96/CE che negli ultimi anni ha supportato senza distinzioni il settore del trasporto sia merci che di persone.

La direttiva, valida per le aziende sia in regime di conto terzi che di conto proprio, si applica per i mezzi di categoria Euro 3 e superiori (le classi precedenti, anche dotati di filtri FAP, sono escluse).

È necessario far convivere le sacrosante ragioni della tutela ambientale – secondo il principio del «chi inquina paga» – con le altrettanto sacrosante ragioni dell’economia delle aziende, spesso costrette a fronteggiare la concorrenza di imprese estere che sopportano minori costi di esercizio.

Sarebbe ingiusto e penalizzante, soprattutto in una fase così delicata per l’economia nazionale, colpire quanti si adeguano alle più recenti direttive europee in materia di emissioni dei veicoli stradali, e che, per di più, operano nella quasi totalità al di fuori dei centri urbani, mettendoli sullo stesso piano di quanti, invece, o preferiscono mantenere in esercizio veicoli obsoleti oppure - operando in conto proprio - sono soggetti al fenomeno del ritorno a vuoto che contribuisce fortemente ad aumentare proprio l’inquinamento urbano.

Il Catalogo Ambientale ha un valore informativo. La sua funzione è quella di offrire al potere politico uno strumento utile alle sue decisioni. Il Decreto Clima, in discussione in Parlamento e diffuso il 18 settembre u.s. in bozza prevede che le spese fiscali dannose per l'ambiente, indicate nel Catalogo dei sussidi ambientalmente dannosi, saranno ridotte “nella misura almeno pari al 10% annuo a partire dal 2020, sino al loro progressivo annullamento entro il 2040".

L’ambiente è un bene primario per tutti, ma una soluzione che vede la linearità dei tagli è certamente semplicistica, frutto di scarsa memoria trasportistica. Se il buongiorno si vede dal mattino…  speriamo non piova!

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