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RIPRESA SÌ, POLITICA NO

Scritto da

Gian Paolo Pinton

il 28 luglio 2017

Dopo 10 anni di sofferenza economica, con migliaia di posti di lavoro andati persi e milioni di immigrati arrivati in Italia, ci ritroviamo sommersi da problemi di tutti i tipi, sempre legati alla politica. Quattro milioni di famiglie che vivono in povertà, tre milioni di giovani disoccupati e milioni di immigrati mantenuti dallo Stato che gironzolano per le città senza fare nulla, quando non compiono azioni illegali o criminali. L’impreparazione degli attuali governanti a gestire il problema degli sbarchi quotidiani lo dobbiamo all’incompetenza di chi ha firmato la Convenzione di Dublino nel 1990 ed entrata in vigore nel ‘97. Allora furono i ministri dell’esecutivo di Berlusconi, Cancelleri e Alfano, a firmarla. Ma il danno più grave è stato quando Renzi, firmando la convenzione Triton in buona fede, ha autorizzato a destinare i porti italiani per gli sbarchi di migranti soccorsi da navi europee, anche militari, senza rendersi conto di quale atteggiamento avrebbero assunto gli altri Stati Europei. Infatti, la maggioranza degli stessi ha chiuso sia le  frontiere che i porti all’accoglienza di altri esseri umani. Dal 2015 a oggi Triton ha distrutto 420 battelli dei trafficanti, salvato e sbarcato in Italia 30.000 circa migranti e arrestati 109 trafficanti. Questo sarà il pressante problema sul quale il Governo perderà la maggioranza se non ci saranno prese di posizione dell’Italia a livello europeo. Lasciare in difficoltà l’Italia fa comodo alla Francia (che è stata la principale causa del caos successo in Libia dopo l’assassinio di Ghedaffi, con l’intento di mettere le mani sui pozzi petroliferi libici) con la complicità dell’Inghilterra ed il silenzio di Obama. Provo ad accennare ad alcune situazioni molti gravi, delle quali sembra che il Governo sia indifferente: il caso Alitalia, il caso Ilva, il caso Banche Popolari venete. Miliardi andati in fumo, posti di lavoro sicuramente che saranno eliminati e risparmiatori che devono subire la mala gestio di banchieri e manager che scorazzano liberi per le vie d’Italia a fare shoppping. Per non parlare dei sindacalisti italiani che, come ha riportato il Corriere della Sera del 16 luglio, sembra che molti di loro, in procinto di andare in pensione, applicano trucchi per triplicare l’importo che riceveranno come pensione. Trucchi che solo loro sanno fare o hanno imparato dall’ex Bonanni, che con la sua pensione numero 36026124, incassa 8.593 euro lordi al mese), cifra ben superiore percepita dalle tute blu che hanno difeso per decenni. Così dicasi per le pensioni privilegiate per le quali non c’è verso che siano ridotte o ricalcolate. Ci mancava solo la battuta del presidente dell’INPS Boeri che ha detto che se “non arrivano migranti” le pensioni degli italiani non potranno essere pagate. Ma che siano proprio quelle persone che così generosamente sbarcano dalle navi degli altri Stati UE, a salvare le pensioni? O il caldo ci rende tutti più strafatti e impazziti oppure un bel silenzio non fu mai scritto, anche se Boeri non è la prima volta che vince il “Peperoncino d’oro” per le sciocchezze che spesso gli son dal “cuor sfuggite….”. Due parole sull’affaire Banca Intesa e Popolari Venete. Non vi sembra strano che le parti attive (conti correnti attivi, immobili, arredi, personale) di due banche in default, alle quali sono state fatte migliaia di cause per il recupero dei risparmi bruciati, possano essere state vendute per un euro a Banca Intesa? Inoltre, lo Stato ha dato 5 miliardi come prestito e si assumerà tramite gli ammortizzatori sociali, i costi degli esuberi non solo delle Popolari ma anche di Intesa. Non vi sembra anticostituzionale il fatto che il decreto annulli tutte le cause fatte contro le vecchie Popolari lasciando migliaia di risparmiatori (80.000 circa) con l’onere di immettersi, con nuovi costi legali, nel fallimento della BAD Bank (così sono ora chiamate le banche fallite) che hanno distrutto quasi 20 miliardi di euro in denaro, tra svalutazione del valore delle azioni, aumenti di capitale maciullati e milioni di affidamenti dati senza le dovute garanzie e ora diventati crediti deteriorati (incagli o sofferenze) se non inesigibili? Al gruppo Zonin, la Popolare di Vicenza, negli ultimi tre anni di gestione dell’ex contadino, ha concesso disponibilità di denaro per 50 milioni all’anno. Abbiamo chiesto se erano garantiti questi prestiti ma nessuno ci ha saputo o voluto rispondere. Se volete saperne di più, potete  acquistate in libreria o direttamente dall’editore www.cleup.it,  il libro “Il Massacro delle Popolari venete” di Gian Paolo Pinton. Euro 15.

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