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Verso il reato di omicidio stradale

Scritto da

Luca Barassi

il 29 febbraio 2012

Il governo sta lavorando per introdurre nel Codice della Strada un nuovo tipo di reato, quello dell'omicidio stradale. Così è stato annunciato dal ministro dei Trasporti e Sviluppo economico  Corrado Passera, in commissione Trasporti della Camera. Il reato si configura quando si commette omicidio alla guida con un tasso alcolemico sopra l'1,5% o sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e prevede una pena detentiva da 8 a 18 anni.

“La situazione di quasi sostanziale impunità di chi uccide alla guida sotto l'effetto di alcol o stupefacenti non può essere tollerata”, ha affermato Passera. ” È qualcosa che offende profondamente il sentire comune”. Aggiungendo tuttavia che, nel valutare l'inserimento del nuovo tipo di reato occorre molta cautela: “Si rende opportuna una riflessione, sia in relazione a una comparazione con quanto accade in ambito europeo tenuto conto che un divieto assoluto di riconseguire la patente di guida, ovvero il divieto di circolazione alla guida di autoveicoli e motocicli sul territorio nazionale, appare unica nel suo genere in tutto il territorio UE e potrebbe risolversi in pregiudizio della libertà di circolazione, sia in relazione al puntuale criterio di delega che fa riferimento espresso ai “princìpi di  ragionevolezza, proporzionalità e non discriminazione nell'ambito dell'Unione europea”.

“Salutiamo con piacere l'importante apertura del ministro Corrado Passera che finalmente riconosce la gravità delle morti causate  da chi si mette alla guida di un mezzo sotto l'effetto di alcol o sostanze stupefacenti. Attualmente, purtroppo, queste erano considerate come fossero morti di serie B”. Ad affermarlo è Carmelo Lentino portavoce di BastaUnAttimo, la campagna nazionale per la sicurezza stradale e contro le stragi del sabato sera in merito all'annuncio fatto dal ministro dei Trasporti, Corrado Passera.

“La certezza della pena – prosegue Lentino -  ed una pena adeguata al reato che è stato commesso, devono essere alla base di un'azione di contrasto al fenomeno dell'incidentalità stradale affinché l'Italia, che ha fallito l'obiettivo del 2010, possa invece raggiungere quanto previsto dalla Carta Europea per la Sicurezza Stradale nel 2020”.
 
“Serve una società più giusta – ha concluso il portavoce di BastaUnAttimo – dove chi uccide riceva una giusta condanna. Questo, però, deve andare di pari passo con un serio investimento per la formazione all'educazione stradale e la sensibilizzazione all'incidentalità”.
 
 

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