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Trasportounito ferma i tir da domenica notte

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 4 Dicembre 2013

Trasportounitpo-Fiap conferma il fermo nazionale dell’autotrasporto italiano.


Con un comunicato diramato ieri, l’associazione fa sapere che “A partire dalla mezzanotte di domenica prossima gli autotrasportatori si fermeranno per cinque giorni su tutto il territorio nazionale. Al centro della protesta la mancata soluzione dei problemi della categoria e il mancato mantenimento degli impegni assunti dal governo in materia di regolamentazione del settore.
Gli autotrasportatori – sottolinea Maurizio Longo, Segretario Generale di Trasportounito, organizzazione che guida la protesta – non chiedono soldi pubblici o finanziamenti che, intanto, inevitabilmente andrebbero a finire nelle tasche di altri. Chiedono la definizione di un sistema di regole, che consentano alle aziende di autotrasporto di sopravvivere, per esempio con i tempi di pagamento certi e la certezza del credito, la reale remunerazione ai tempi di carico e scarico, la revisione dei costi minimi di sicurezza e la regolamentazione delle sub-vezioni. Un quadro normativo concretamente applicabile che consenta all’anello più debole della filiera produttiva, l’autotrasporto, di accrescere la propria capacità contrattuale nei confronti della committenza e, di conseguenza, garantire una fondamentale sicurezza stradale. A tale quadro normativo devono risolversi le annose questioni strutturali e funzionali che riguardano le regioni della Sicilia e della Sardegna.
“Tutte norme e interventi – prosegue Longo – che impattano con quegli interessi che hanno condannato l’autotrasporto, vero e proprio asse portante del sistema economico italiano (con circa il 90% delle merci trasportate su strada), alla situazione di fallimento di fatto in cui versa oggi. Il Governo pur conoscendo le nostre specifiche richieste ha preferito introdurre, nella Legge di Stabilità, disposizioni per l’autotrasporto che nulla hanno a che vedere con le reali soluzioni, a costo zero, di cui necessita il settore”.


Una scelta irresponsabile per Conftrasporto


Una scelta, quella di confermare il fermo, duramente criticata dal segretario nazionale di Conftrasporto Pasquale Russo:


“La conferma del recupero integrale delle accise sul gasolio; lo stanziamento di 330 milioni di euro a favore del settore; la revisione delle competenze dell’Albo degli autotrasportatori che dovrebbe assicurare un  controllo più efficace delle regole. E, ancora, la direttiva del ministro ai Trasporti Maurizio Lupi che dà finalmente avvio all’azione di verifica presso i committenti per il rispetto dei costi minimi per la sicurezza del trasporto delle merci e dei tempi di pagamento, che già oggi sono obbligatoriamente da farsi in 30 giorni;  l’apertura di un tavolo di trattative per affrontare le criticità delle imprese che risiedono nelle isole. Sono questi gli impegni presi dal Governo e che sono alla base della revoca del fermo degli autotrasportatori precedentemente proclamato dal 9 al 13 dicembre. Uno sciopero cancellato da tutte le associazioni dell’autotrasporto meno che una: Trasporto Unito. Con quali obiettivi? Ognuno può trarre le conclusioni che ritiene più opportune, ma a nessuno può sfuggire il fatto che questa manovra rischi di portare solo a inutili disagi per i cittadini, a una grande confusione e a possibili tensioni. Il tutto all’indomani di una trattativa condotta in porto più che positivamente. Ma forse è proprio questo che ha dato e sta dando più fastidio a chi è solo alla disperata ricerca di visibilità”. Con queste durissime parole Pasquale Russo, segretario nazionale di Conftrasporto, ha commentato la decisione di Trasporto Unito di effettuare comunque una manifestazione di protesta, a partire dal 9 dicembre, unendosi a numerosi altri movimenti di protesta che, tuona Pasquale Russo, “non hanno nulla che vedere con il mondo dell’autotrasporto, seriamente preoccupato per i disagi e le tensioni che si potrebbero innescare in conseguenza delle decisioni adottate dai Cobas del latte, dai Cobas del mais, da movimenti come Forconi, Forza d’urto, Alba dorata Italia, Comitato 9 dicembre 2013 che hanno deciso di manifestare lo stesso. Movimenti di minoranza ai quali si è inspiegabilmente unita una singola associazione di autotrasporto, pur sapendo perfettamente che questo sciopero non darà alcuna risposta concreta alla imprese di autotrasporto, risposte che invece le associazioni di categoria più responsabile hanno avuto dal confronto con il Governo”.


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