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Autotrasporto

Sistri: CNA FITA pronta alla battaglia legale

Scritto da

Luca Barassi

il 6 ottobre 2011

La CNA-Fita, dopo aver verificato la praticabilità dell’azione legale, ha avviato la richiesta della documentazione necessaria alle proprie imprese per attivare la causa collettiva per il recupero dei contributi fin qui pagati per il Sistri, il sistema di tracciabilità dei rifiuti che, di proroga in proroga, non è mai partito. 
“Abbiamo appena dato comunicazione alle nostre sedi territoriali e già siamo stati sommersi dalle richieste di rimborsi”. Cinzia Franchini, presidente nazionale dell’associazione, ha così commentato l’adesione numerosa da parte dei suoi associati. “Il tema – ha commentato la presidente – è molto sentito dalle imprese che si sentono truffate in momento di drammatica crisi di liquidità. Le banche ci chiudono i rubinetti mentre i costi operativi salgono alle stelle. In questa situazione in modo reiterato lo Stato cosa pensa di fare? Far pagare una piattaforma agli autotrasportatori già in difficoltà e per giunta senza dare loro il servizio per cui hanno pagato”. 
La posizione della CNA-Fita è stata recepita anche dal coordinamento unitario Unatras che ha ribadito le richieste dell’autotrasporto al Governo non solo per il pregresso ma anche per il futuro:

•Allineare la piattaforma Sistri alla direttiva comunitaria che l’ha motivata e quindi restringendo il perimetro della sua operatività ai soli rifiuti pericolosi. 
•Estendere l’obbligatorietà dell’adesione al sistema anche a quegli operatori esteri che altrimenti opererebbero in palese violazione delle norme sulla concorrenza. 

In conclusione la presidente Franchini ha ribadito che “la CNA-Fita è pronta a dare battaglia (legale) e a far valere i diritti lesi dei suoi associati, salvo che il Governo rimborsi il maltolto attraverso anche eventualmente il credito d’imposta  o decida per una giusta esclusione di chi ha pagato per il pagamento del contributo dell’anno in corso e per quello del 2012. Nei prossimi giorni l’Associazione chiederà di essere audita dalle Commissione ambiente della Camera e del Senato e si attiverà per chiedere un incontro al Ministro dell’ambiente Prestigiacomo.

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