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Rimorchi, semirimorchi e allestimenti: dati e opportunità post Covid

Scritto da

Valeria Di Rosa

il 27 Maggio 2020

Una conferenza stampa dell’UNRAE Gruppo Rimorchi, Semirimorchi e Allestimenti mette in luce come sicurezza, sostenibilità e semplicità siano le tre parole chiave per la ripresa del settore.

Con i termini rimorchi e semirimorchi si intendono tutti quei veicoli trainati che aumentano o determinano la capacità di carico di un complesso (motrice+rimorchio oppure trattore+semirimorchio). Gli allestimenti sono, invece, quei dispositivi che determinano la qualità e la sicurezza di specifici trasporti, da quelli internazionali fino alla distribuzione.

Oggi, una conferenza stampa UNRAE ha messo in luce come il settore, già fortemente penalizzato rispetto ad altri, stia risentendo della crisi causata dal Covid-19.

I dati sono chiari: a marzo 2020 si è registrato un calo del 61,5% del mercato, che arriva a -70,2% nel mese di aprile 2020. Se il primo semestre del 2019 aveva visto 7.581 immatricolazioni, lo stesso periodo del 2020 registra una diminuzione del 45% con soli 4.159 veicoli immatricolati. Un calo che a fine anno potrebbe addirittura raggiungere il 55%.



Si tratta di un settore che vede, in Italia, un parco circolante di 405.440 veicoli di cui 287.000 destinati al trasporto merci (70,8%) e 118.400 destinati al trasporto speciale (29,2%). Un settore nel quale l’ultimo miglio registra una crescita, in volumi e quota, del 9,1%.



Ma quali sono le motivazioni che influiscono sulla crisi di questo settore?

Sicuramente stanziamenti insufficienti, discontinuità nei periodi di finanziamento e ritardi nell’erogazione dei contributi sono fattori che hannno influito e continuano a influire. A questi si aggiungono problemi di sicurezza (basti pensare che l’81,6% del parco circolante non ha ESP o ABS) e problemi legati alla sostenibilità (solo nel 2019 è stata introdotta la normativa STAGE V per i gruppi frigoriferi che si stima concorra a ridurre del 98% le emissioni di gas inquinanti).


Quello che emerge dai dati presentati da UNRAE è quindi la necessità di una serie di misure atta a incentivare lo sviluppo del settore, riassumibili in questi punti:



  • eliminare i ritardi nelle immatricolazioni

  • applicare procedure con COC telematico

  • semplificare le procedure di collaudo e omoloogazione

  • implementare statistiche con i nuovi portali ATP e ADR

  • limitare la circolazione di veicoli di vecchia generazione

  • sviluppare nuovi progetti, come ad esmepio il progetto “DICIOTTO” o il progetto “VENTICINQUE”, volti ad aumentare l’efficienza del trasporto merci su strada per unità di carico aumentando la lunghezza del piano di carico dei veicoli combinati

  • limitare l’importazione di rimorchi e semirimorchi usati dall’estero

  • istituire un fondo triennale per l’acquisto con rottamazione

  • prevedere agevolazioni tramite credito d’imposta

  • prevedere incentivi per allestimenti sostenibili (elettrici, criogenici, ibridi)


Ancora una volta diventa fondamentale il concetto di ecosistema: far sì, cioè, che tutti gli attori che sono coinvolti a vario titolo, dalle istituzioni al mondo accademico, dalle aziende ai media, lavorino insieme a sostegno del settore del trasporto.


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