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Presentato da Freight Leaders Council il Quaderno 27.Si parla di intermodalità ferroviaria

Scritto da

Ferruccio Venturoli

il 30 Novembre 2018

Presentato a Roma, nell’ambito di un convegno organizzato  al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il tradizionale “Quaderno”, quest’anno arrivato al numero 27.  Il titolo, stavolta,  è “Intermodalità ferroviaria, un’occasione per crescere”.

Freight Leaders Council, ha reso pubblico, a Roma, nell’ambito di un convegno organizzato  al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti il tradizionale “Quaderno”, quest’anno arrivato al numero 27. L’argomento, stavolta,  è “Intermodalità ferroviaria, un’occasione per crescere”.


Il documento, presentato dal presidente di FLC,  Antonio Malvestio , alla presenza, tra gli altri,  Viceministro Edoardo Rixi, è stato, come di consueto,  coordinato dall’associazione che raggruppa i maggiori operatori logistici, nasce dal lavoro congiunto con Anita, Confcommercio, Direzione generale per il Trasporto stradale e l’intermodalità del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, Fercargo, Mercitalia, RFI Terminali Italia, Università̀ di Roma Tor Vergata con il contributo del profssor  Pierluigi Coppola e UIR.


 


“L’intermodalità ferroviaria – ha detto il presidente Malvestio – è morta più̀ di una volta  Ora che, grazie ad aiuti e ad azioni ad hoc, sta lentamente risorgendo, si deve tener conto dell’innovazione e dell’ingegnerizzazione dei processi. E notiamo che ci vuol poco a regredire come è appena successo. Non servono rivoluzioni: basterebbe accelerare su progetti come quello dell’alta velocità delle merci, dare certezza agli imprenditori sul piano degli incentivi e della realizzazione delle infrastrutture necessarie a sbloccare i colli di bottiglia evidenziati nel nostro Quaderno.”


Eppure, lo split modale in Italia resta tra i più bassi in Europa. Secondo Eurostat nel nostro Paese solo il 13% delle merci viaggia su rotaia (un dato ritenuto gonfiato dagli operatori del settore), mente la media europea supera il 18% con la Germania al 19,3%. Il Libro Bianco della Commissione europea prevede entro il 2030 il trasferimento del 30% del trasporto stradale alla rotaia sulle percorrenze superiori ai 300 chilometri. Un obiettivo ancora molto lontano per l’Italia soprattutto per le carenze di tipo normativo, organizzativo e infrastrutturale. Inoltre, persiste ancora una scarsa attenzione alle problematiche ambientali connesse al trasporto stradale delle merci: non si considerano a sufficienza, infatti, la CO2 prodotta dai motori, le polveri sottili emesse e l’inquinamento acustico.


“Dunque – si dice nel” Quaderno” –  bisogna abbattere le strozzature del sistema logistico italiano ingegnerizzando il processo intermodale attraverso maggiori investimenti da parte delle aziende, del gestore dell’infrastruttura e da parte dello Stato. Gli incentivi sono utili, ma non sufficienti: il trasporto intermodale ferroviario è l’unica modalità in declino (-0,8%, dati Confetra) nel primo semestre 2018 nonostante l’avvio del Ferrobonus. Secondo il documento stilato da FLC – il cambio di passo per attuare realmente lo switch dalla gomma al ferro, evidenziato anche nel contratto di Governo, passa attraverso diverse azioni tese ad annullare le molte anomalie che l’Italia della logistica intermodale continua a portarsi dietro nei confronti dei competitors europei e che frenano sia la domanda che l’offerta. In primis, il doppio macchinista, una misura tecnicamente non più giustificata, superata altrove, che in Italia gonfia i costi degli operatori intermodali. “


Sempre scorrendo il Quaderno 27 si capisce quanto sia urgente e necessario  velocizzare il piano di adeguamento della rete e dei terminal per  i treni più lunghi e pesanti: in Europa lo standard è 750 metri e 2mila tonnellate, mentre in Italia i treni raggiungono a malapena i 600 metri e le 1600 tonnellate. Inoltre, non sono più rimandabili i potenziamenti dei raccordi portuali e interportuali: oggi la maggior parte dei traffici nei porti viaggia su gomma. Tra le cose urgenti  da fare c’è quella, importantissima, di far crescere re l’appeal della rotaia per il mondo dell’autotrasporto; si può fare, per esempio, attraverso  la riduzione del bollo ai Tir che fanno combinato  o con  l’introduzione di speciali deroghe nel calendario dei divieti per la circolazione dei mezzi pesanti.


Insomma, Freight Leaders Council, attraverso il Quaderno 27,  lancia forte e chiara  l’idea di un patto per l’intermodalità tra strada e rotaia, nel segno della maggiore sostenibilità (sia economica che ambientale) del sistema dei trasporti nel nostro Paese.


 


 


 


 


 


 


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