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Ultim'ora

Preoccupa il fermo dell’autotrasporto

Scritto da

Luca Barassi

il 19 aprile 2012

Dall’inizio dell’anno il settore della logistica in c/terzi sta registrando sempre più gravi
condizionamenti all’attività delle imprese, causato anche dallo squilibrio modale del trasporto
commerciale in Italia, che rende insostenibile l’economia delle imprese. Dopo un fermo in
gennaio scorso con il solo risultato di avvantaggiare ulteriormente la concorrenza europea; il
fermo delle bisarche; il parere espresso dalla Autorità Garante sulla inaccettabilità, alla luce dei principi comunitari, dei costi minimi di esercizio per la sicurezza promulgati dall’Osservatorio nonostante il disaccordo della committenza; il ricorso al TAR Lazio fatto dalle Confederazioni Confindustria e Confetra in attesa di giudizio in giugno prossimo; ancora si delineano nuovi fermi assolutamente irricevibili ed incomprensibili data la gravissima crisi economica e la forte sofferenza dei traffici commerciali domestici ed internazionali.
Assologistica è fortemente contrariata e preoccupata dal deterioramento della situazione
generale che rischia una forte involuzione. Si stanno verificando schieramenti ideologici e
strumentali da più parti, che porteranno lontano dalla risoluzione dei problemi. Tra questi, parte della subvezione dell’autotrasporto, che sta assumendo, attraverso alcune organizzazioni, forme di stigmatizzazione e proclami contro singole imprese committenti, quelle che più danno lavoro all’autotrasporto, non vedendo che è tutto il comparto della committenza logistica a non essere in condizione di poter accettare rigidi condizionamenti tariffari.
Assologistica ritiene che in questa fase difficile dell’economia del Paese occorra forza per i
sacrifici ma anche coraggio per intraprendere vie di innovazione e di cambiamento,
allontanando quei clichè dominanti che hanno determinato la polverizzazione
dell’autotrasporto, che è totalmente inadeguata ad affrontare crisi aggressive e profonde come
questa. Assologistica è convinta che l’autotrasporto abbia innanzitutto bisogno di lavorare così
come le imprese committenti, in modo soprattutto continuativo, ma questo è ottenibile solo a
condizione che i prezzi dei servizi siano di mercato e non di tabelle, che non corrispondono alla
realtà delle imprese e della concorrenza.
Assologistica chiede che il Governo intervenga a ristabilire gli equilibri per consentire a tutti di
lavorare e non di chiudere.

Da Assologistica

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