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Autotrasporto

Minaccia fermo:il punto di vista della committenza

Scritto da

Luca Barassi

il 17 maggio 2010

Assologistica (Associazione Italiana delle Imprese di Logistica, Magazzini Generali, Magazzini Frigoriferi, Terminalisti Portuali, Interportuali ed Aeroportuali) auspica che non si giunga ad un fermo dell'autotrasporto e si dichiara disposta ad un «compromesso utile» con la categoria, «ma non alle pretese unilaterali». L'associazione, che rappresenta una parte significativa della committenza dell'autotrasporto, precisa che «il sistema dei trasporti non ha bisogno di minacce e di blocchi, ma di nuove politiche condivise che facciano fare al settore un forte salto competitivo nell'interesse delle aziende, dei dipendenti e del Paese».

Sottolineando che «interrompere o far saltare i lavori del tavolo dell'autotrasporto che da quattro mesi vede impegnate associazioni, governo e committenza sarebbe un atto grave», Assologistica ritiene che «il tavolo abbia raggiunto una fase di possibile e concreta mediazione sulla gradualità delle sanzioni, sui tempi di pagamento, sui tempi di carico e scarico, sulla gestione dei pallets, sulla corresponsabilità, con grande e sofferto sforzo delle imprese committenti che l'attuale situazione di mercato suggerirebbe a non fare».

Pertanto, secondo l'associazione, «mettere in discussione norme così importanti, che hanno un significativo valore economico non solo per l'autotrasporto, ma anche per le imprese che lo utilizzano e che possono dare una spinta all'efficienza dell'intero sistema nazionale dei trasporti, è una cosa che né la situazione delle nostre imprese che del Paese in generale si può permettere».

«La richiesta del ritorno a “tariffe minime” di una parte del tavolo e la proclamazione del fermo dei Tir a fronte del diniego dell'altra parte – rileva Assologistica – induce a riflettere sulle reali intenzioni dei richiedenti che dopo aver portato a casa tutto il possibile alla fine calano una richiesta irricevibile».

Quindi Assologistica «chiede fermamente che non si torni indietro con la messa in discussione di quel poco di liberalizzazione che faticosamente si è riusciti a realizzare e che costerebbe al Paese una paralisi economica nel corso di una difficilissima situazione internazionale.

Assologistica conclude auspicando «che emerga la consapevolezza di aver ottenuto il massimo possibile e che si eviti di danneggiare il Paese proclamando azioni di fermo del tutto ingiustificate alla luce dei risultati negoziali».

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