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100 imprese di trasporto scrivono al MIT

Scritto da

Valeria Di Rosa

il 16 Luglio 2020

100 imprese di trasporto associate ad ANITA hanno deciso di scrivere alla Ministra dei Trasporti, Onorevole Paola De Micheli, per testimoniare in prima persona il difficile momento che stanno vivendo a causa del COVID-19.

“Abbiamo accolto una richiesta più che legittima, frutto di una profonda preoccupazione che le imprese di autotrasporto merci e logistica avvertono di fronte a un Governo che sembra aver dimenticato le esigenze specifiche del settore nell’impostare il rilancio economico del Paese” ha dichiarato il Presidente di ANITA, Thomas Baumgartner.


La lettera, che riportiamo di seguito, è una richiesta da parte delle aziende di trasporto di misure a sostegno del settore, come l’eliminazione dei divieti di circolazione di sabato e festività infrasettimanali, la possibilità di fare la revisione dei mezzi pesanti presso officine private, la digitalizzazione delle lettere di vettura oppure l’utilizzo di mezzi più lunghi come già in atto in altri paesi europei, oltre a quelle di sostegno economico richieste per evitare che il trasporto merci e la logistica sprofondino in una crisi senza precedenti.


“Lo abbiamo fatto perché le imprese sono la nostra forza e la nostra ragion d’essere. Un modo per ricordare che dietro l’Associazione ci sono proprio loro, che con le rispettive attività tengono accesi i motori dell’economia italiana, garantiscono l’export al made in Italy e svolgono servizi di interesse generale per la collettività, come hanno ampiamente dimostrato in questo difficilissimo periodo”  ha sottolineato Baumgartner.


LETTERA APERTA DELLE IMPRESE ANITA  ALLA MINISTRA DEI TRASPORTI ON. PAOLA DE MICHELI


Gentile Ministra dei Trasporti, On. Paola De Micheli,


oggi prendiamo la penna in mano in prima persona per scriverle.


Siamo gli autotrasportatori e gli operatori di logistica che in questi mesi di emergenza sanitaria hanno rifornito di beni indispensabili le famiglie, gli ospedali, le imprese. Quelli che hanno lavorato in prima linea, dimenandosi tra le mille difficoltà scaturite dalle misure di contenimento del COVID-19, imposte dal Governo e dalle Regioni. Spirito di servizio e abnegazione ci hanno contraddistinto in questa situazione.  Abbiamo offerto i servizi di trasporto indispensabili al Paese a condizioni antieconomiche per noi stessi. Non deve pensare che l’aver continuato a lavorare ci abbia messo in salvo dalle perdite aziendali.


Siamo proprio quelli che ha ringraziato pubblicamente in tante occasioni per il ruolo svolto. Siamo stati orgogliosi per le sue parole, ma anche un po’ amareggiati nel constatare che ci voleva un’epidemia per dargliene contezza.


Da mesi invano chiediamo misure di sostegno specifiche per il nostro settore. Non solo ristori economici, ma anche innovazioni e misure di semplificazioni a costo zero per lo Stato, ma di grandissima utilità per noi.


Ci ritroviamo con un pugno di mosche in mano, mentre la crisi economica avanza. Tanti sono gli interrogativi che ci poniamo a cui vorremmo desse risposta.


Perché non può concederci la sospensione del calendario dei divieti di circolazione per i mezzi pesanti, almeno in via temporanea? Quali sono le oggettive motivazioni alla base della sua scelta di non concederla? Nelle sue valutazioni ha contemperato anche gli impatti sulla sicurezza degli autisti che viaggiano di notte a causa dei divieti? E le esigenze di continuità produttiva e logistica del Paese le ha attentamente analizzate, anche tenuto conto del fatto che questa estate tantissime aziende manifatturiere resteranno aperte?


La deroga al calendario dei divieti è un esempio di misura di aiuto al settore che potrebbe essere facilmente e immediatamente attuata.

Anche le domande che richiedono risposte più articolate e complesse vanno quanto meno affrontate subito e per questo ci aspettiamo che le risolva tempestivamente.


Vogliamo risposte e non solo rinvii a successivi decreti in cui (forse) ci sarà qualcosa per noi.

Non dimentichi mai che i tempi della politica e della burocrazia uccidono le nostre aziende.


Con i migliori saluti.


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