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Monitor UE

L’ecosistema europeo per il trasporto smart

Scritto da

Federica Lugaresi

il 5 gennaio 2017

Violeta Bulc della Direzione per la mobilità dei trasporti della Commissione europea dà il via a un Europa sempre più connessa

Violeta Bulc, politica slovena a capo della Direzione generale per la mobilità e i trasporti (Dg Move) della Commissione europea fa un quadro preciso e snocciola cifre su quello che sarà lo scenario, di un fututo che è già oggi, relativo all’ecosistema europeo della mobilità. Treni, autobus e vetture connesse alla Rete. Autostrade dotate di wi-fi e coperte dal segnale 5G. Semafori capaci di dialogare con gli automobilisti avvertendoli in caso di ingorghi e sistemi che segnalano le infrazioni. E poi, naturalmente, apertura alle auto a guida autonoma. Tutto ciò partirà ufficialmente nel 2019 con le relative normative.

Si parla quasi di fantatrasporti: “La digitalizzazione del trasporto non è un’opzione ma una necessità“, esordisce la Bulc. “Si tratta di stabilire un quadro di riferimento complessivo da qui al 2019 quando le prime vetture a guida autonoma arriveranno sul mercato. Per allora vogliamo rendere la mobilità smart e adeguare le infrastrutture. Di qui il nostro piano Cooperative Intelligent Transport Systems (C-Its) con investimenti che nel tempo supereranno i tre miliardi di euro“.

Un progetto senza dubbio ambizioso ma necessario affinchè possa rispondere alle esigenze della logistica del futuro:  droni che da qui al 2020 prenderanno a ronzare sulle nostre teste portando pacchi e pizze, un sistema centralizzato di controllo della flotta commerciale europea sparsa in mari lontani, che prevede di mettere online dai treni, bus e metropolitane, arrivando a standard comuni anche per i biglietti, compresi quelli aerei. Tutto ciò con un occhio ben aperto alla sostenibilità, poichè tutti gli Stati  dell’Unione sono ben consapevoli che è necessaria più efficienza e meno inquinamento. “I veicoli a guida completamente autonoma sono l’ultimo passo di un percorso –prosegue lei -ma per quando arriveranno saremo pronti“.

Per il momento le linee guida puntano sull’ incrementare le funzioni intelligenti intermedie delle macchine: la capacità dei veicoli di parcheggiare o di frenare, la comunicazione con altre macchine per avvertire ad esempio se c’è un incidente e infrastrutture smart.

Si aggiunga anche che”Le prime leggi prodotte partendo dal C-Its verranno messe sul tavolo nel 2018. Intanto sono stati avviati i primi test urbani per le macchine capaci di guidare da sole a Lisbona, Parigi e Madrid, con l’idea di creare delle aree per le prove meno sporadiche di quanto visto fino ad ora con i Paesi che viaggiano a velocità completamente diverse”.

La Germania  ha già aperto cinquanta chilometri della sue autostrade e l’Italia dove solo ora l’Anas in collaborazione con il Ministero dei Trasporti promette di aggiornare le sue infrastrutture con il progetto “Smart road” fra wi-fi e fibra ottica che dovrebbe riguardare perfino la Salerno-Reggio Calabria.

Come dire… il futuro dei trasporti in Europa è già qui!

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