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Il monito di CNA-Fita sulla Legge di Stabilità

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 5 dicembre 2014

“Alcuni provvedimenti predisposti dal Ministro Lupi e contenuti nella Legge di Stabilità recepiscono, come dichiarato dallo stesso Ministro, alcune delle richieste  presenti nel cosiddetto“patto di Fiuggi”, dove qualcuno ha approntato diverse polpette avvelenate per gli autotrasportatori. CNA-Fita non intende avvallare simili trabocchetti e nello specifico chiediamo al Ministro di modificare tempestivamente alcune disposizioni. Per la dimostrazione del requisito della capacità finanziaria si reintroduce, sottobanco, l’onere di una fidejussione non più assicurativa ma bancaria. CNA-Fita, già alcuni anni fa, contrastò un simile provvedimento, garantendo l’attuale impostazione basata su più possibilità e tra queste, quella assicurativa e quella del revisore contabile, di certo due modalità che non vanno ad incidere sul rating bancario dell’impresa, consentendogli comunque di ottemperare alla norma di legge e soprattutto in conformità a quanto avviene in tutto il resto d’Europa, attraverso l’applicazione del Regolamento 1071/2009. CNA-Fita chiede che su questo specifico punto si mantenga l’attuale impostazione, funzionante e valida. Ribadiamo  poi che lo strumento dell’azione diretta deve essere rafforzato. CNA-Fita sostiene da sempre che tra tutti gli strumenti legislativi in essere questo rimane il più chiaro e il più funzionale per la categoria e quindi come tale non va rivisto. Sul versante dei fondi destinati all’autotrasporto affermiamo la necessità di non toccare le spese non documentate e ricordiamo al Ministro che la valutazione conclusiva di tutti i provvedimenti normativi predisposti e contenuti nella Legge di Stabilità verrà fatta dalla CNA-Fita a febbraio a margine dello spacchettamento delle risorse economiche e quindi con la possibilità di vagliare, con certezza, l’intendimento del Ministro Lupi sui provvedimenti che sono fondamentali per la sopravvivenza delle nostre imprese. Eventuali modifiche potranno essere affrontate in un testo più ampio che riguardi anche altre questioni, senza modificare ora il testo del Decreto Stabilità giunto in Senato”.

Da CNA-Fita

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