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I veicoli elettrici hanno il miglior bilancio di CO2

Scritto da

A. Trapani

il 6 Maggio 2019

Per gli stessi modelli con diverse alimentazioni, l’impronta di carbonio delle versioni elettriche ‘E’ è già miglioredi quella delle varianti corrispondenti con motore a combustione interna. Inoltre, i veicoli elettrici offrono un maggior potenziale di riduzionedi CO2 in tutte le fasi del ciclo di vitadel prodotto. Per le emissioni di CO2è inoltre fondamentale la provenienza dell’energia da fonti fossili o da rinnovabili.

Questo è il risultato di un Life Cycle Assessment(LCA) certificato della Volkswagen Golf, che confronta le emissioni di CO2 delle diverse versioni della vettura con motore elettrico o a combustione interna.

Emissioni di anidride carbonica inferiorinell’auto elettrica

In sintesi, l’attuale Golf TDI (Diesel) emette in media 140 g di CO2/km lungo l’intero ciclo di vita, mentre la e-Golf1si limita a 119 g di CO2/km.È evidente che per un veicolo con un motore a combustione interna la maggior parte delle emissioni provienedalla fase di utilizzo, vale a dire dalla catena di approvvigionamento del carburante fossilee dalla combustione: in questi casi la versione Diesel arriva a111 g di CO2/km,mentre in questa fase un veicolo corrispondente a trazione elettrica emette solo 62 g di CO2/km, derivanti dalla generazione e fornitura dell’energia. Per contro, la maggior parte delle emissioni per un’auto elettrica ègeneratadurante la fase di produzione. Secondo l’LCA, il dato riferito alla versione Diesel è29 g di CO2/km;mentre quello di un’auto corrispondente a trazione elettrica è pari a57 g di CO2/km.


Incidono significativamente la produzione della batteria e la complessa estrazione delle materie prime, e questo numero corrispondea quasi la metà delle emissioni di CO2per l’intero ciclo di vita, che durante la fase di utilizzo, dipendono dalle fonti per la produzione dell’energia -tanto più diminuisconoquanto sono disponibili energie rinnovabili.Il Life Cycle Assessment come strumento per un’analisi olisticaIl Life Cycle Assessment è una procedura complessa e standardizzata a livello internazionale per determinareil bilancio ambientale dei veicoli.


Tra le altre cose, si esaminano le emissioni di anidride carbonica durante tutte le fasi produttive di un’automobile:



  • Minori emissioni di CO2certificate tramite il Life Cycle AssessmentPianificata l’ulteriore riduzione di CO2grazie alla progettazione del ciclo di vita(Life Cycle Engineering)

  • Progressi registrati con l’indice di decarbonizzazioneN. 22/2019

  • La produzione include le emissioni generate dall’estrazione di materie prime, dalla produzione di componenti e dall’assemblaggio.

  • La fase di utilizzo comprende sia le emissioni dovute alla fornitura di carburante edelettricità, sia soprattuttoquelle legate al funzionamentodi un veicolo su una percorrenza di oltre 200.000 km.

  • La fase di riciclo tiene conto dello smaltimento e dei potenziali tagliderivanti dal recupero. Tramite i risultati del Life Cycle Assessment, il Gruppo Volkswagen può trarre ulteriori misure di riduzione delle emissioni per la progettazione del ciclo di vita (Life Cycle Engineering)e ottimizzare in modo miratoil bilancio di CO2.Pianificata un’ulteriore riduzione delle emissioni di CO2pertutte le fasi del prodottoGli avanzamentidella tecnologia delle batterie agli ioni di litio e della catena di approvvigionamento riducono l’impronta di carbonio durante la produzione della batteria del primo modello ID., previsto per il 2020, di più del 25% per kilowatt ora (kWh) di capacità rispettoalla e-Golf. Utilizzando energia rinnovabile, il potenziale di riduzione arriva a quasi il 50%.


Il maggior potenziale di riduzione delle emissioni di CO2 deriva di gran lungadalla fonte dell’energia impiegatadurante la fase di utilizzo. Se l’elettricità necessariaper circolare è ottenuta esclusivamente dafonti rinnovabili, i 62 g di emissioni di CO2/km legatiall’attualemix energetico europeoscenderanno ad appena2 g di CO2/km.


In questo contesto, dall’inizio dell’anno Elli (Electric Life), consociata del Gruppo Volkswagen, offre a clienti e terze partiin Germania “Volkswagen Naturstrom”, vale a dire energia proveniente esclusivamente da fonti rinnovabili.Riciclare il veicolo offre ulteriori opportunità di ridurre le emissioni di CO2, per mezzo dell’economia circolare. Per questo è attualmente incostruzione a Salzgitter unimpiantopilota per il riciclo. Qui–dalle batterie a fine vita, cioè quelle che non riescono più a stoccare abbastanza energia a causa dell’invecchiamento –si otterrà unnuovo materiale grezzo (la cosiddetta “black powder”, polvere nera) per i catodi delle nuove batterie. Ciò porta a una potenziale riduzione di CO2finoal 25%. C


iononostante, il Gruppo non prevede quantità significativedi batterie per il riciclo su scala industriale fino alla fine del prossimo decennio.Riduzione del 30% di CO2entro il 2025 tracciabile grazie all’indice di decarbonizzazione.

L’indice di decarbonizzazione misura le emissioni di CO2 di un veicolo medio del Gruppo Volkswagen nel proprio ciclo di vita ed è espresso in tonnellate di anidride carbonica equivalente per veicolo. Nel 2015 arrivava a 43,6 e, secondo l’obiettivo del Gruppo Volkswagen, dovrebbe diminuire del 30% entro il 2025.


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