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Armi di distrazione di massa!

Scritto da

Federica Lugaresi

il 18 Agosto 2018

In una recente campagna di sensibilizzazione per i giovani tra i 18 e i 29 anni, l’Automobile Club Italiano ha riportato che 3 incidenti stradali su 4 sono dovuti a distrazione e l’uso dello smartphone è stato indicato tra le prime cause di distrazione alla guida.

Chattare, postare, parlare al telefono in auto, guardare un sito Internet, rispondere ai messaggi distogliendo lo sguardo dalla guida. Sono le cause principali degli incidenti più gravi sulle strade italiane. In base ai dati Istat, nel 2016 il numero di incidenti imputabili alla guida distratta è stato di oltre 36 mila casi, pari a circa il 16,2% degli incidenti stradali (su di un totale di 175.791 incidenti stradali con lesioni a persone che hanno provocato 3.283 vittime -morti entro il 30° giorno- e 249.175 feriti.


Basta veramente un attimo: ipotizzando che l’auto viaggi ad una velocità di 130 km orari, una distrazione da smartphone di 1,5 secondi determina una guida non sorvegliata per un tratto di oltre 54 metri.


Sono diversi gli studi che hanno esaminato gli effetti dell’utilizzo del cellulare o smartphone durante la guida ed emergono dati significativi: scrivere un messaggio equivale a 10 secondi di distrazione e a percorrere 300 metri senza guardare la strada, fare un selfie distrae dalla guida per 14 secondi; per consultare un social network ci vogliono 20 secondi (a 100km/h significa percorrere cinque campi da calcio al buio); il rischio di incidente per chi utilizza il cellulare o smartphone durante la guida è fino a 4 volte superiore rispetto a chi non ne fa uso; i tempi di reazione di chi guida e contemporaneamente usa un dispositivo elettronico si riducono del 50%; per fermare il proprio veicolo mentre si sta parlando al telefono con il cellulare o smartphone in mano occorrono 39 metri a fronte di 8 se invece si usa auricolare o kit vivavoce (in sostanza 31 metri in più); usare un dispositivo elettronico abbassa la soglia di attenzione rendendola simile a quella di chi guida con un tasso alcolemico di 0,8 g/litro (il limite è 0,5). 


Relativamente a questo tema, il 25 marzo 2016 è entrata in vigore la legge n.41 – 23 marzo 2016, che ha introdotto nell’ordinamento penale i reati di cui agli articoli 589 bis e 590 e 590 bis c.p., rispettivamente per omicidio stradale e lesioni personali stradali gravi e gravissime. La legge fa rientrare indirettamente l’uso dello smartphone nell’articolo 590 “[…]Se i fatti di cui al secondo comma sono commessi con violazione delle norme sulla disciplina della circolazione stradale[…]”. Nell’ipotesi di un accadimento drammatico, è possibile applicare il metodo scientifico alle investigazioni digitali quando nei procedimenti penali occorra stabilire se l’incidente stradale è originato dalla condotta negligente del conducente e, nella fattispecie, a causa dell’utilizzo dello smartphone durante la guida. A partire dallo smartphone, l’investigatore digitale dovrà individuare tutte le sorgenti di dati utili all’indagine e procedere all’estrazione, categorizzazione, normalizzazione e validazione dei dati. Le evidenze digitali normalizzate rispetto all’ora esatta (nel formato UTC) permetteranno di identificare eventi precedenti al momento dell’impatto. I dati così selezionati saranno usati dal Consulente Tecnico per cercare le relazioni causa-effetto.


Per il 2018 Anas, Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti e Polizia hanno deciso di tornare a focalizzare l’attenzione sui pericoli legati all’utilizzo dello smartphone mentre si è alla guida. L’obiettivo è quello di far percepire come i comportamenti scorretti o che sono diventati consuetudini spesso consolidate, rappresentino invece un pericolo per se stessi e per gli altri quando si è alla guida.


Anas – ha spiegato l’Amministratore delegato Gianni Vittorio Armaniè costantemente impegnata nell’assicurare la sicurezza di chi è in viaggio. Dal 2015 abbiamo avviato un vasto programma di manutenzione programmata destinando a essa il 45% delle risorse. Oggi, rispetto a due anni fa, abbiamo aumentato la spesa di oltre il 50% con l’obiettivo di far crescere il livello di sicurezza e comfort di guida degli utenti. Purtroppo questo non basta: oltre il 90% degli incidenti derivano dal comportamento del guidatore e, come mostrano i dati degli ultimi anni, tra le cause che mettono a rischio la sicurezza di chi guida c’è soprattutto la distrazione. Per questo organizziamo campagne di informazione per promuovere la cultura della sicurezza: è fondamentale far capire che è indispensabile una maggiore attenzione mentre si guida e il rispetto delle regole del Codice della Strada”.


Per il direttore del Servizio Polizia Stradale Giovanni Busacca, “quando parliamo di sicurezza stradale non possiamo prescindere dall’analisi delle cause che la insidiano: alle tradizionali fonti di pericolo come la velocità, la guida sotto l’effetto di  alcool  o  sostanze stupefacenti  e il mancato utilizzo delle cinture di sicurezza,  si aggiungono oggi nuovi comportamenti rischiosi, come  la distrazione e in particolare l’utilizzo dello smartphone alla guida. Gli smartphone oggi ci connettono costantemente al mondo con sistemi di messaggerie, piattaforme social, selfie scattati mentre si è alla guida: tutte operazioni che impediscono di mantenere lo sguardo sulla strada e le mani sul volante, interferendo pericolosamente sui tempi di reazione e sull’attenzione dei conducenti, con rischi elevatissimi per la sicurezza di tutti gli utenti della strada”.


#MollaStoTelefono e #GuardaLaStrada sono i due ashtag della Campagna di sensibilizzazione alla guida sicura promossa  dall’Aci  . Un monito che ogni automobilista dovrebbe tenere bene a mente. Perché i morti sulla strada per colpa del telefonino aumentano.


Insomma basta un attimo per distrarsi, ma basta poco per salvare la pelle. “Uomo avvisato è mezzo salvato”…


 


 


 


 


 


 


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