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Contrastare il cambiamento climatico, un impegno pubblico e individuale

Scritto da

A. Trapani

il 20 Maggio 2020

Cosa può fare ognuno di noi per contribuire a preservare l’ambiente? Quale dovrebbe essere il ruolo della politica? Ecco la visione del Professor Gunnar Luderer, dell’Istituto di Ricerca sull’Impatto Climatico di Potsdam (PIK).

L’effetto serra deve il suo nome alle serre usate in agricoltura: come queste trattengono il calore al loro interno, i gas serra – anidride carbonica, metano e protossido di azoto sono i principali – presenti nell’atmosfera lo trattengono sulla Terra, impedendo ai raggi solari riflessi di disperdersi nell’aria e contribuendo così a riscaldare il pianeta. Senza questo fenomeno, la temperatura media sulla Terra non sarebbe di 15 °C ma di – 18 °C. Il problema è che ne stiamo generando troppo, bruciando carburanti fossili.


La CO₂ contenuta nell’atmosfera cresce costantemente e accentua l’effetto serra, insieme al metano e al protossido di azoto, la cui produzione è incrementata con l’espansione del settore agricolo. Il risultato? La temperatura media globale è già salita di oltre 1° C dall’inizio dell’industrializzazione. La probabilità che l’uomo ne sia direttamente responsabile è prossima al 100%.


Le emissioni di CO₂


Le emissioni pro-capite di CO₂ sono troppo elevate, specialmente nelle nazioni più industrializzate. Un terzo di queste è generato dalla combustione di carbone, petrolio e gas per produrre elettricità. Il riscaldamento degli edifici contribuisce per un altro sesto e circa un quarto arriva dal settore dei trasporti, per la maggior parte da quello stradale. Un altro quarto si può attribuire all’industria. Aggiungendo anche le emissioni causate dall’agricoltura si arriva al totale.


Ognuno di noi contribuisce a questa situazione. Le grandi aziende come il Gruppo Volkswagen lo fanno in misura particolare, sia attraverso il consumo di energia che attraverso i propri prodotti, cioè le auto con motori a combustione. “Per questo è così importante che il Gruppo si assuma le proprie responsabilità e sviluppi nuove soluzioni per una mobilità sostenibile, perché i problemi legati al clima non scompariranno da soli” commenta il Professor Gunnar Luderer, Vicepresidente del Dipartimento per i percorsi di trasformazione sostenibile presso l’Istituto di Ricerca sull’Impatto Climatico (PIK) di Potsdam e Professore ordinario di Analisi dei sistemi energetici globali presso l’Università Tecnica di Berlino.


Limitare il riscaldamento


Per non avere condizioni meteorologiche sempre più estreme dobbiamo limitare il riscaldamento globale a meno di 2° C e l’unico modo per farlo è azzerare le emissioni di CO₂ entro la metà del secolo” spiega Luderer.


Alcuni settori, come l’agricoltura o l’industria, potrebbero non riuscire a portare completamente a zero le emissioni e quindi dovrebbero compensarle con le cosiddette emissioni negative, cioè rimuovendo gas serra dall’atmosfera. Una soluzione è piantare alberi, un’altra è iniettare la CO₂ nel sottosuolo. Ma le aree a disposizione per il rimboschimento sono limitate e lo stoccaggio nel sottosuolo è un processo costoso:  per questo bisogna focalizzarsi sul ridurre le emissioni il prima possibile.


Il compito delle Istituzioni


Ogni singola persona può provare a cambiare le proprie abitudini di consumo, ma ovviamente non si può sostituire a un quadro legislativo adeguato definito dalla classe politica, che ha il compito di tracciare le linee guida, per esempio fissando un valore economico per le emissioni di CO₂” aggiunge Luderer. Si tratterebbe di un prezzo da applicare a tutti i prodotti, in base alla loro intensità emissiva, che stimolerebbe sia le aziende sia i consumatori, oltre a dare una spinta all’innovazione nel settore delle tecnologie a zero emissioni.


Secondo le nostre ricerche, sarebbe la soluzione più efficace per proteggere l’ambiente” conclude Luderer. Ovviamente in alcuni settori servono incentivi, ad esempio nell’implementazione di un’infrastruttura di ricarica per i veicoli elettrici o nel sostegno alle famiglie a basso reddito.


E il contributo dei singoli


A livello personale, potremmo prendere meno l’aereo, non comprare così tanta carne a prezzi economici, e prestare maggiore attenzione a tutto il cibo che buttiamo. Potremmo utilizzare energia proveniente da fonti rinnovabili per le nostre abitazioni: costa solo poco di più rispetto a quella convenzionale, ma in una casa con quattro persone può tagliare fino a tre tonnellate di emissioni di CO₂ all’anno” riflette Luderer.


La mobilità


La mobilità è una necessità umana e una delle conquiste della società moderna, ma i trasporti devono cambiare completamente: non solo per proteggere l’ambiente, ma anche per diminuire gli ingorghi e ridurre il rumore nelle città. “Per farlo dobbiamo passare dal motore a combustione a quello elettrico, anche attraverso nuove formule di mobilità come MOIA, che potrà colmare il divario tra il trasporto pubblico e gli spostamenti individuali a piedi o in bicicletta” conclude Luderer. Nelle città sarà più facile rinunciare all’auto personale rispetto ad altre zone, come le aree rurali, dove l’elettrico sarà quindi sempre più importante.


Fonte: Volkswagen


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