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Monitor UE

COMMISSIONE EUROPEA STUDIA IMPATTO VEICOLI INDUSTRIALI PIU’ LUNGHI: PROMOSSI

Scritto da

Luca Barassi

il 22 gennaio 2009

La Commissione Europea ha pubblicato uno studio sull’impatto di veicoli industriali più lunghi e pesanti di quelli attualmente permessi in ambito comunitario. Si parla, ovviamente, di trasporti standard e non in regime dell’eccezionalità. Bruxelles ha commissionato la ricerca dopo la richiesta – proveniente da autotrasportatori e costruttori di veicoli – di aumentare i limiti attualmente concessi per la circolazione stradale. Attualmente, la normativa europea consente una lunghezza massima di 18,75 metri ed un peso complessivo di 40 tonnellate per i trasporti internazionali (i singoli Stati possono effettuare deroghe all’interno dei propri confini, come accade in Italia con le 44 tonnellate).

Esempi europei – Da parecchi anni, Svezia e Finlandia consentono complessi lunghi fino a 25,5 metri e pesanti fino a 60 tonnellate. Ma in questi Paesi il traffico è rarefatto fuori dalle principali aree economiche e tali veicoli sono usati in prevalenza per il trasporto di tronchi. Da un paio di anni, però, altri Paesi (come Germania e Olanda) stanno sperimentando su alcune arterie complessi veicolari lunghi oltre 20 metri (ma con massa entro le 40 tonnellate), per valutare se un aumento della capacità porta ad una diminuzione del numero di camion circolanti. Questi sono i presupposti della ricerca commissionata dalla UE.

Scenario migliore – Lo studio confronta quattro scenari: 1) quello degli attuali limiti,
2) consentire complessi veicolari fino a 15,5 metri e 60 tonnellate su tutte le autostrade europee,
3) consentire i complessi del punto 2 solo in alcuni Paesi 4) consentire complessi lunghi fino a 20,75 metri restando entro le 44 tonnellate in tutta Europa. Le conclusioni mostrano che i maggiori benefici vengono dallo scenario 2: “In tal situazione, le imprese spendono meno trasportando di più”, afferma lo studio. Secondo il report, in tale scenario il traffico (in tonnellate per chilometri) cresce dell’1%, mentre il numero di veicoli per chilometri scende del 12,9%. Dovrebbe diminuire anche l’inquinamento: è vero che un singolo supercamion consuma più di un veicolo normale, ma la riduzione dei veicoli dovuta alla maggior capacità di carico porta un bilancio complessivo favorevole.

La Commissione – Lo studio mostra un solo elemento negativo nell’utilizzo di camion più pesanti: il maggiore impatto sull’infrastruttura stradale. Ciò comporta, concretamente, costi maggiori nella manutenzione, specialmente dei ponti. Ma il costo aggiuntivo e comunque minore dei risparmi ottenuti dagli operatori e dalla società (in termini di minore inquinamento). Le conclusioni dello studio non condizioneranno necessariamente le decisioni di Bruxelles. Anzi, sembra che l’attuale indirizzo della Commissione non sia favorevole ad un’estensione generalizzata dei limiti di masse e dimensioni, anche se proseguono le sperimentazioni finora avviate.

Da Trasporto Europa

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