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Cna-Fita su questione “accesso alla professione”

Scritto da

Luca Barassi

il 26 ottobre 2011

CNA Fita proclama lo stato di agitazione dei suoi associati e avverte: sull’accesso alla professione non scherziamo

In relazione alle ultime determinazioni del Governo sui temi specifici dell’autotrasporto la CNA-Fita ha deciso di proclamare lo stato d’agitazione dei suoi associati. Stando alle ultime indiscrezioni sarebbero contenute in un Decreto di prossima emanazione, disposizioni relative al recepimento del Regolamento europeo sull’accesso alla professione e da dove si evincerebbe che  la nostra rappresentanza, quanto quella unitaria di Unatras, è stata completamente inascoltata. Si parla, come requisito d’ingresso, di mantenimento dell’esenzione dal  Regolamento europeo 1071/2009 fino ai 3,5 ton per le sole imprese monoveicolari (favorendo ulteriormente la frammentazione del mercato)  e che non si adeguerà la capacità finanziaria ai 9 mila euro per tutti, bensì unicamente per le aziende che intendono esercitare od esercitano la professione di autotrasportatore con autoveicoli fino ai 35 quintali a differenza del maggiore onere di 50 mila euro per tutti gli altri. Due provvedimenti inaccettabili e sui quali la CNA-Fita ha chiaramente espresso la sua contrarietà al sottosegretario Giachino che preferisce fare finta di nulla e riaprire tavoli e discussioni su cui sono stati presi, invece, impegni precisi. “Il vaso è colmo e sono troppe le gocce che rischiano di farlo travasare”. Questo il commento di Cinzia Franchini che ha duramente stigmatizzato la decisione del Sottosegretario di aprire un tavolo con TrasportoUnito per ridiscutere la legge 127, gli accordi di settore e i costi minimi di sicurezza. “Il Sottosegretario si preoccupa delle pagliuzze e ignora invece, o peggio ancora, fa finta di non vedere la trave. I costi minimi – ha affermato la presidente della CNA-Fita – non vanno ridiscussi bensì fatti rispettare. Il Sottosegretario non si preoccupi dei problemi alla circolazione locale in qualche porto. Si preoccupi piuttosto di parlare con chi gli ha garantito il tempo necessario per fare delle cose precise, altrimenti la pace sociale potrebbe diventare un boomerang pericoloso”.

Da CNA-FITA

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