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Autotrasporto

Autotrasporto-intermodalità:occorrono chiarimenti

Scritto da

Luca Barassi

il 1 dicembre 2010

L’autotrasporto non è nemico della ferrovia come è stato dipinto ieri  alla seconda edizione del Forum Mercintreno e i camionisti non sono banditi e killer delle strade che schiavizzano autisti stranieri facendoli lavorare senza pause.
Una visione un po’ distorta dell’autotrasporto è quella emersa dal convegno di ieri il cui obiettivo era cercare un dialogo tra il trasporto stradale e quello ferroviario. E invece un dialogo non c’è stato. Solo un susseguirsi di attacchi ad un settore che in Italia fa muovere più dell’86% delle merci.
“Aziende che ‘schiavizzano’ gli stranieri purtroppo ci sono, come tra l’altro in diversi settori (agricoltura, edilizia, industria tessile ad esempio). Ma la stragrande maggioranza delle aziende di autotrasporto operano rispettando le regole”, ha evidenziato Angelo Panzeri, Presidente della Sezione di trasporto intermodale di ANITA.
“Se non ci fossero gli autotrasportatori chi muoverebbe tutte le tonnellate di merci nel nostro Paese?”, domanda Panzeri.
Diversamente da quanto sostenuto ieri da diversi rappresentanti del mondo ferroviario, l’autotrasporto non è in concorrenza con la ferrovia, anzi, gli autotrasportatori chiedono lo sviluppo dell’intermodalità, e sono i primi ad investire nel trasporto delle merci su ferrovia e sulle autostrade del mare.
“Lo sbilanciamento della strada sul ferro – come sostiene l’amministratore delegato di Ferrovie dello Stato – non è certo voluto dall’autotrasporto, e nemmeno da un Governo che eroga incentivi a favore di tale categoria. E’ dovuto, invece, all’inefficienza, scarsa flessibilità, ingessatura ed eccessiva burocrazia della ferrovia che genera costi non concorrenziali rispetto al mercato”, sottolinea Panzeri. “E ancora la mancanza di dialogo con gli autotrasportatori che rappresentano i soggetti che coprono l’ultimo miglio”.
Purtroppo, manca la volontà degli interlocutori coinvolti in prima persona – armatori, autorità portuali, ferrovie – nel voler puntare sul trasporto intermodale, non certo degli autotrasportatori.
Occorre l’impegno di questi ultimi che garantisca: maggiore efficienza, tempi più celeri di accettazione e resa, puntualità del servizio, tracciabilità dei mezzi trasportati, riduzione dei costi di terminalizzazione, previsione di linee ferroviarie dedicate alle merci o almeno non soggiacenti alle priorità del trasporto viaggiatori.
Il sistema italiano dei trasporti può essere competitivo solo se decolla l’intermodalità. E’ quello che l’autotrasporto chiede da decenni.

Da ANITA

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