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Autostrade: scattati gli aumenti, ma non per tutte

Scritto da

Francesca Lugaresi

il 2 gennaio 2013

Come ogni anno, sono scattati il 1° gennaio i rincari dei pedaggi autostradali, con un aumento medio del 2,91% (anziché del 3,9% come inizialmente previsto), «calcolando la variazione sulla media ponderata tra la tariffa di base e il consuntivo di traffico dell’anno precedente». La bella notizia, ma non per le concessionarie che ne hanno fatto richiesta, è che dai rincari sono rimaste escluse alcune tratte. I costi restano ad esempio invariati per buona parte dell’A4: Brescia-Verona-Vicenza-Padova, Serenissima (Torino-Venezia), Tirrenica e Torino-Brescia. In compenso, per chi deve percorrere il Passante di Mestre, le Autostrade Valdostane e il raccordo autostradale della Valle d’Aosta, le notizie sono un po’ meno belle, visto che si parla di aumenti dell’ordine di due cifre, rispettivamente, del 13,55%, dell’11,55% e del 14,44%. Aumenti inferiori alle richieste sono stati concessi per Autostrade per l’Italia, per Ativa (Torino-Ivrea-Valle d’Aosta) e Milano-Serravalle. Nel dettaglio, dal primo gennaio si paga il 3,47% in più sui tratti delle Autostrade per l’Italia (tra cui Milano-Roma-Napoli), il +3,70% sull’autostrada dei Fiori, il +2,24%  sulla Torino-Savona, il 7,56% sull’Autostrada dei Parchi, il +3,93% sull’autostrada ligure-toscana e l’1,21% su quella del Brennero, la A22.   Aumenti del 5,01% anche per il transito attraverso i trafori del Fréjus e del Monte Bianco.

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