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Autotrasporto

Anita e Assologistica su fermo bisarche

Scritto da

Luca Barassi

il 7 Marzo 2012

Il fermo dei piccoli autotrasportatori di autoveicoli, indetto da Bisarche Italiane, aderente a Trasporto Unito, sta proseguendo a oltranza da ormai tre settimane.   ANITA e Assologistica chiedono l'intervento immediato del governo nei confronti di un fermo che sta sfociando in azioni di diffusa illegalità contro chi non intende aderire alla protesta.
Questa terza settimnana di fermo, sostiene Assologistica,continua a caratterizzarsi con presidi di scioperanti, presso gli impianti di produzione o nei piazzali di stoccaggio e movimentazione logistica degli autoveicoli, che esercitano una costante azione intimidatoria, ai danni di quegli autotrasportatori di bisarche che invece hanno scelto di non aderire al fermo. La protesta da rivendicazione sta diventando un vero e proprio problema di ordine pubblico.
“Non ammettiamo che chi voglia continuare a svolgere il proprio lavoro non possa farlo perché ostacolato o minacciato dai manifestanti”, dichiara Eleuterio Arcese presidente di ANITA.
“Mi chiedo perché il Governo non sia ancora intervenuto per garantire la sicurezza e la regolarità della circolazione e il ripristino dei servizi di trasporto. Tale protesta si ripercuote negativamente su tutta la filiera dell’automotive oltre che sulle imprese che trasportano autovetture”.
“A tal fine, ho chiesto un incontro urgente ai ministri dell’Interno, dello Sviluppo economico e Infrastrutture e Trasporti per conoscere le misure che intendono mettere in atto”, spiega Arcese.
“Pur apprezzando la segnalazione fatta dal ministero delle Infrastrutture e Trasporti a quello dell’Interno, in seguito alle nostre sollecitazioni, riteniamo che questo non basti. Occorre al più presto un incontro”, ribadisce Arcese.


In assenza di una risposta immediata, mi riserverò di valutare con le imprese che rappresento, ogni azione possibile per difendere i nostri diritti di imprenditori, anche a tutela dei nostri dipendenti”.


 


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