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Alla guida dei camion di domani

Scritto da

Ferruccio Venturoli

il 16 febbraio 2018

Si è tenuto  a Roma il quarto appuntamento del percorso di promozione del Progetto “Professione Conducente: alla guida del futuro” promosso da Unrae  e dal Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori. Sul palco mancava l’annunciato ministro Delrio ma c’erano Romano Valente, presidente Unrae, Franco Fenoglio, Presidente Sezione Veicoli Industriali Unrae; Maria Teresa Di Matteo, Presidente del Comitato Centrale per l’Albo Nazionale degli Autotrasportatori; Matteo D’Andrea che ha letto un messaggio di Don Enrico Peretti, Direttore Generale CNOS-FAP; Antonella Galdi, Vice Segretario Generale ANCI e Lucia Valente, Assessore Lavoro, Pari Opportunità, Personale Regione Lazio.

 

Unrae e Albo uniti per la formazione dei nuovi autisti, anzi, come si ama chiamarli ora dei conducenti professionali.  – Si è tenuto  a Roma il quarto appuntamento del percorso di promozione del Progetto “Professione Conducente: alla guida del futuro” promosso da Unrae  e dal Comitato Centrale dell’Albo degli Autotrasportatori.Il Progetto, frutto di un Protocollo d’Intesa sottoscritto dall’Unione Nazionale Rappresentanti Autoveicoli Esteri e dal Comitato Centrale dell’Albo, si propone di promuovere la professione, mettendo a disposizione dei giovani che desiderano intraprenderla gli strumenti finanziari e formativi necessari per ottenere i titoli richiesti. In sala oltre 250 studenti delle scuole professionali salesiane di Roma

Franco Fenoglio: “dobbiamo collaborare tutti”

Dopo i saluti di Romano Valente, Franco Fenoglio ha voluto ricordare le prime fasi del progetto, nato per dare risposta concreta alla richiesta di forza lavoro professionale all’interno del settore del trasporto e della logistica. Attualmente, le Carte di qualificazione del conducente attive nel nostro Paese sono 775mila, di queste soltanto 25mila sono intestate a giovani conducenti. “Entro i prossimi cinque anni – ha spiegato il Presidente Veicoli Industriali Unrae – il mercato del lavoro del comparto, solo in Italia, chiederà 20mila conducenti di veicoli evoluti”, fondamentale, quindi, prima fornire le competenze e, poi, fare in modo di mantenerle nel nostro Paese, evitando di disperderle nelle altre nazioni europee. Un appello alla collaborazione quello di Fenoglio, collaborazione fra i vari attori della filiera: dai produttori dei veicoli industriali alle associazioni di categoria, dalle singole aziende di autotrasporto alle Istituzioni. Del resto “Il settore del Trasporto e della Logistica è strategico per ogni Paese: nel mercato globale con un settore debole anche tutto il Paese è più debole”.

Maria Teresa Di Matteo: “ un’esigenza di ricambio generazionale

Le notizie sulla crisi di personale del settore sono state confermate e rilanciate da Maria Teresa Di Matteo “l’idea è nata perché da più parti veniva rappresentata l’esigenza di manodopera sempre più specializzata a fronte di una fase di ricambio generazionale”.Come e dove trovare queste professionalità nel nostro Paese? Necessario, quindi, istituire un percorso di istruzione mirato. Il Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti ha previsto lo stanziamento di 1 milione di euro per la formazione, l’Albo oggi sostiene il progetto finanziando l’80% delle patenti della prima classe di studenti composta da 500 ragazzi: “Ci aspettavamo 5-600 domande: ne sono arrivate 2.500!” ha confessato il Presidente del Comitato Centrale.

Una professione che piace ai giovani

E guidare un camion, sembra he piaccia ai ragazzi: Si, erché quando poco più di un anno fa si decise di pubblicare un bando per verificare quanto e se la professione di conducente di veicoli pesanti fosse ancora “appetibile” tra i giovani, furono previsti 500 posti. Alla fine, invece, furono ben oltre 2.500 i ragazzi tra i 18 e i 29 anni, provenienti da tutta Italia, che in poco tempo manifestarono interesse a intraprendere il percorso formativo. Di questi, circa 2.200 sono risultati idonei, ma per ora solo 500 hanno potuto iniziare subito la formazione. Invitati sul palco tre dei ragazzi che hanno appena terminato gli studi e stanno per fare gli esami: Davide Petrillo, ventisettenne romano, Francesco De Lucia e Martina Rossi di 24 anni, uno da Napoli, l’altra da Vicenza.

Fabrizio Tosti: “la validità del “metodo Don Bosco””

Per Fabrizio Tosti, Direttore Generale CNOS-FAP, tra i punti di forza del progetto, c’è il cosiddetto “Metodo Don Bosco”, che si combina felicemente con la stretta connessione tra formazione e mercato del lavoro, promessa dal sostegno delle associazioni di categoria.”Ho scelto di partecipare perché mi si offriva un’opportunità concreta in un settore che offre possibilità di lavoro, in continua crescita” ha dichiarato infatti il giovane Petrillo sul palco. Fabrizio Tosti ha riassunto la filosofia della formazione salesiana con la frase “intelligenza nelle mani” che rimanda e lega i concetti di istruzione/ formazione professionale e conoscenza/ competenze professionali.

Giuseppe Curcio:” è importantissima l’alternanza scuola-lavoro”

Giuseppe Curcio, Amministratore della Curcio Trasporti e Servizi Srl, in qualità, anche, di neoeletto presidente di ASTRE Italia, parte del network europeo di PMI del trasporto e della logistica, ha ricordato che il problema della disponibilità di personale viaggiante non è solo italiano, ma europeo. Curcio, nato in una famiglia di trasportatori, autista egli stesso negli anni giovanili, considera positivamente i percorsi di alternanza scuola/lavoro che gli hanno già permesso di formare e, poi, di assumere molti autisti nella sua azienda di Trasporti e Servizi. Entusiasta anche del progetto di formazione Unrae/Albo, ha voluto annunciare sul palco di avere fatto una proposta di lavoro a Francesco, uno dei giovani presenti, che prenderà subito servizio.

 

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