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Il 2020 perde 26.000 veicoli commerciali

Scritto da

Valeria Di Rosa

il 16 Dicembre 2020

Nonostante la ripresa del mese di novembre (+10%), le immatricolazioni dei veicoli commerciali durante il 2020 hanno subito una netta flessione: negli 11 mesi appena trascorsi si attestano 26.000 veicoli immatricolati in meno, per un totale del -15,6% rispetto a gennaio-novembre 2019

Secondo le stime del Centro Studi e Statistiche dell’UNRAE, le immatricolazioni di autocarri con ptt fino a 3,5t nel mese di novembre sono state 18.187 rispetto alle 16.540 dello stesso periodo 2019, con una crescita del 10%. Nonostante il risultato di novembre, nel cumulato dei primi 11 mesi la flessione si attesta comunque sul 15,6% con 142.310 veicoli complessivamente immatricolati, perdendo oltre 26.000 unità rispetto alle 168.642 del gennaio-novembre 2019.


“Il risultato del mese – afferma Michele Crisci, Presidente dell’UNRAE, l’Associazione delle Case automobilistiche estere – conferma la nostra stima di un mercato 2020 in calo di quasi il 14% a circa 163.000 veicoli commerciali immatricolati, con una perdita di oltre 25.000 unità rispetto alle 188.633 dell’intero 2019”.


“Nonostante l’incremento dell’e-commerce e delle consegne a domicilio – prosegue Crisci – che hanno fornito un contributo alla domanda dei veicoli commerciali leggeri, come visibile dal recupero dei furgoni, la flessione in termini annui resta consistente e in doppia cifra. I cassoni, che insieme ai furgoni coprono oltre l’80% delle vendite, essendo legati alla frenata degli investimenti di industria e costruzioni, dovrebbero evidenziare la perdita maggiore fra le carrozzerie a fine 2020.”


“Una contrazione così sostenuta del mercato dei veicoli da lavoro – conclude il Presidente – continuerà inevitabilmente a rallentare il necessario processo di rinnovo del nostro parco circolante ancora molto anziano che, ai ritmi attuali, impiegherebbe 24 anni per essere interamente sostituito.”



L’analisi della struttura del mercato dei primi 10 mesi (con dati ancora suscettibili di leggeri aggiustamenti nei prossimi due mesi, a causa dei ritardi di immatricolazione) indica un’attenuazione delle flessioni a doppia cifra di tutti i canali di vendita. I privati flettono del 14,4% nei 10 mesi, con una quota che acquisisce poco più di 1 punto percentuale, raggiungendo il 22,2% del totale. Il noleggio, al 31,2% di rappresentatività, recupera tre decimali rispetto al gennaio-ottobre 2019, con una flessione in volume del 17,8%, determinata dal calo del 30,3% del breve termine, dalla riduzione del 14,8% del lungo termine (la parte più significativa del noleggio degli autocarri) e dalla flessione del 18,4% delle autoimmatricolazioni uso noleggio effettuate da Concessionari e Case auto. Le società, con oltre 15.000 immatricolazioni perse nei 10 mesi, scendono ad una quota del 46,6% (-1,4 p.p.).


Forti flessioni a doppia cifra caratterizzano le motorizzazioni tradizionali, il Gpl e il metano: il motore a benzina perde 1,5 punti scendendo al 3,5% di quota, il Gpl – dimezzando i volumi immatricolati – si ferma all’1,3% ed il metano al 3,1% del totale (-0,3 p.p.). I veicoli diesel mantengono la quota dell’88,5% del mercato e gli elettrici si confermano sullo 0,7% di rappresentatività. Forti crescite interessano, invece, i veicoli ibridi al 2,9% di quota dallo 0,3% di un anno fa.


Sostanzialmente stabile la CO2 media ponderata dei veicoli con ptt fino a 3,5t che in gennaio-ottobre si posiziona a 162,7 g/km rispetto ai 162,4 dello stesso periodo 2019.


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