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Ma siamo autolesionisti?

Scritto da

Gian Paolo Pinton

il 1 aprile 2013

Tentare di fare l’ennesima analisi del risultato delle elezioni politiche oltre che noioso diventerebbe anche sterile. Consentitemi però di condividere una provocazione: dal voto risulta comprensibile come questo Paese abbia dovuto/potuto/voluto subire 20 anni di “fascismo” senza reagire. Siamo un popolo privo di capacità critica, di un radicato senso della giustizia e dello stato democratico. Perché noi italiani siamo così sfortunati? Se lo sapessi, lo scriverei. Provo a cercare di capire perché altri Stati evoluti abbiano un approccio diverso con la classe politica che li governa. La Francia è ventre di democrazia, con la Rivoluzione Francese nel proprio DNA, guidata da una classe politica più consapevole e pragmatica e da una categoria di superburocrati più preparati e meno privilegiati. Gran Bretagna: non c’è bisogno di ricordare come questo paese abbia saputo coniugare l’aristocrazia dominante con la borghesia emergente, offrendo sempre meno privilegi ai politici e meno protezioni alla supercasta dei burocrati ed ai regnanti. La Germania: dopo la catastrofe storica rappresentata dalla repubblica di Weimar, la società tedesca si è data regole democratiche ferree valide sia per i politici che per i superburocrati, regole poste anzitutto a tutela dei cittadini. Reciproca consapevolezza, reciproci sacrifici, reciproco rispetto dei ruoli e dei principi da rispettare guidano le scelte politiche. La Spagna: trattasi di una monarchia meno ferrea, portatrice di cultura meridionalista e pasticciona, con un parlamento però più maturo di quello italiano e una classe di politici e di superburocrati molto preparati e fortemente rappresentativi in Europa, nonostante le difficoltà economiche. Gli Stati Scandinavi sono esempio del rispetto di princìpi e comportamenti etici dettati dalle leggi, del rispetto della libertà delle persone e dei canoni costituzionali, anteponendo sempre e solo l’interesse dei cittadini a quello dei singoli politici. Gli Stati Uniti rappresentano un Paese dal quale potremmo veramente imparare come le leggi vadano applicate e rispettate e come sia viva la capacità di far valere le responsabilità cui sono chiamati i politici. Esiste però, a mio avviso,un grande neo nella “ruota democratica americana” ossia la fortissima presenza di lobby, consentite dalla legge, capaci di condizionare la vita sociale e politica, soprattutto nel campo delle armi. L’Italia: trattasi di un paese ove la classe politica di vecchio stampo è ancora prigioniera di retaggi culturali, schematismi di potere, dogmi di partito che sono decisamente superati. Una più “recente” classe politica, dominata da una sola “dittatura intellettuale” è emersa dopo “mani pulite”. Anch’ essa è comandata per via di due paradigmi dominanti,evidenti a tutti noi cittadini,ma tollerati da almeno un cittadino su tre senza opposizione alcuna: le reti televisive private e la distribuzione di favori ad una classe di parlamentari sodali e fedeli al potere personale. Questi parlamentari non agiscono per un’idea o un ideale, ma sono votati a combattere per le vicende personali di un solo uomo. Ecco l’aggancio intellettuale con l’epoca fascista. Questo stallo di valori, questa mancanza di visione critica e di caratura morale da parte di un cittadino votante su tre,a mio avviso, è il vero dramma del nostro Paese.La mancanza di rispetto delle norme di legge e di chi le rappresenta, la mancanza di senso del dovere da parte di alcuni rappresentanti del potere giudiziario,amministrando non sempre trasparentemente la giustizia; la mancanza di senso dello stato da parte di troppi parlamentari eletti soprattutto nell’enclave pidiellina; la mancanza di una visione progressista da parte di partiti stantii che rappresentano una sinistra lenta e ottusa nei confronti del cambiamento epocale in atto nella nostra società e del ruolo che dovrebbe avere chi ci governa. Tutto questo caratterizza oggi i poteri di governo dell’Italia. Alla maggior parte della classe politica dominante va imputata, inoltre e di conseguenza, l’incapacità di farsi rispettare in Europa e nel mondo( vedi il caso dei marò) non praticando relazioni e competenze ad alto livello, non esprimendo una cultura politica avanzata,capace di ragionare su un modello politico europeo,che possa competere con il resto del mondo. Abbiamo bisogno di un modello politico che non tuteli solo gli interessi del proprio Stato, a discapito di quelli più deboli,ma di una classe politica consapevole di quello che il Paese sta vivendo,finalmente liberata dal vile bisogno di conservare unicamente i propri privilegi. La stessa economia deve essere rilanciata, applicando poche e note ricette: il pagamento immediato di tutti i crediti vantati dalle PMI nei confronti della Pubblica Amministrazione, l’avvio, fin da subito, di opere pubbliche utili e non”mafia oriented” quali il ponte sullo stretto di Messina; la costruzione di nuove carceri,recuperando risorse dalla vendita di caserme inutilizzate e degli edifici pubblici locati nel centro delle città. Un’azione organizzata e di lungo termine per combattere fortemente l’evasione dovrebbe essere iniziata, trovando ispirazione nel modello americano: la garanzia di pene detentive per gli evasori,a tutti i livelli. Ancora: eliminazione della corruzione -pari a quasi 100 miliardi di euro annui- ripristinando il falso in bilancio, reato da punire altresi’ con la detenzione oltre che con sanzioni pecuniarie severissime. Si pensi inoltre alla pubblicazione per legge, dei bilanci dei partiti e dei sindacati; ad una riforma seria del numero dei Parlamentari e ad una riduzione degli stipendi e dei benefici assicurati agli stessi,ai superburocrati e ai manager e supermanager pubblici. Va pensata anche una riforma dell’articolo 67 della Costituzione, imponendo il vincolo di mandato per i parlamentari eletti o,paradossalmente, decidere di eliminare i partiti(altrimenti che senso ha farsi eleggere sotto una bandiera e poi cambiare casacca?) eliminando il finanziamento pubblico agli stessi così come ai giornali( siano politici o indipendenti). Grazie a questi importanti riforme si otterrebbero nuovi fondi per rilanciare un probabile aumento dei consumi e un rilancio dell’economia e dell’occupazione. Il 60% del PIL è costituito da consumi interni, che potrebbero ripartire solo con la realizzazione concreta di alcune idee ora espresse. E’ grottesco che tali suggerimenti derivino da un cittadino comune,per quanto sensibile e attento,come il sottoscritto,mentre i grandi eletti e gli statisti di destra e di sinistra,al potere da decenni,si dimostrano ancora una volta incapaci di definire linee guida precise sul piano politico ed economico e di procedere legislativamente per la loro attuazione. Non ho sostenuto il movimento 5 Stelle,ma il messaggio politico da loro lanciato è forte e chiaro e auspico,anche utile. Va sperato che resti una forza democratica e non violenta, aperta al dialogo costruttivo e propositivo. Sic rebus stanti bus, sarà probabile che,se si ritornerà a votare entro l’anno,essa raccoglierà ancora più consensi.

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